Se in questo momenti decidessi di scrivere Alternative Rock e Indie Rock su un post-it, subito dopo queste due voci inserirei il nome degli Stolen Apple.

Quest’ultimi sono Riccardo Dugini (voce e chitarre), Luca Petrarchi (voce, chitarre, mellotron, organo e synth), Massimiliano Zatini (voce, basso e armonica) e Alessandro Pagani (voce, batteria, piano e percussioni). Arrivano da Firenze e sono un gruppo con un suono molto chiaro nella loro identità.

Recensione | "Trenches": le trincee mentali secondo gli Stolen Apple
Copertina di “Trenches”, album di debutto degli Stolen Apple

Lo scorso 23 settembre è uscito “Trenches” – distribuito da Audioglobealbum che segna il debutto ufficiale come Stolen Apple. La band si è formata nel 2008 e il loro nome è stato ispirato dalla storia di Ernst Lossa, bambino jenish ucciso nel 1944 dai nazisti nell’ambito del loro programma di sterminio degli individui non autosufficienti.

Prima di chiudersi in studio e registrare hanno suonato diverse volte dal vivo, soprattutto in Toscana. Questo loro aspetto live si percepisce fin dal primo ascolto di “Trenches“, un album con un sound e delle atmosfere tipiche da Musica dal vivo.

Il disco si apre con “Red Line“, un brano che sembra uscito direttamente dagli anni ’70, con un suono psichedelico marcato dall’impiego del sitar indiano che si contrappone a una ritmica sempre più crescente fino all’esplosione finale che fa da marcatore sull’identità della band.

Green Dawn” è la canzone che segue e ascoltandola sembra di essere dispersi nella terra di mezzo tra rock e punk delle origini. Tutto diventa più cupo, più “dondolante” e in sospeso con “Fields of Stone“, un brano più acid rock, con il giusto suono per rendere al meglio il passaggio del tempo che scorre sul volto di Mary, la protagonista della canzone.

MARY BLEW THE FIREPLACE, IN A MIRROR CHECKED HER BREAST, SHE FOUND WHITE HAIR ON THE SHEET, FELT DESIRE OF A MAN […] AND THE TIME ROLLS WITHOUT LOOKIN’ BACK

Pavement” ci tiene incollati alla fine degli anni ’60/inizio dei ’70, con un suono che ricorda vagamente “Heroin” dei Velvet Underground;  è anche il pezzo più lungo di tutto quanto “Trenches”, disco che segue con un’esplosione di suono in “Falling Grace“, avvicinando il suono più ai giorni nostri, con un ritmo incessante e sempre incalzante. Anche questa volta, il binomio melodia-liriche è perfettamente riuscito: la frenesia di tutti gli amici che se ne sono andati, la disperazione di un uomo che sembra disperso nella vita della sua piccola città, vengono perfettamente resi da un pezzo dove i bpm sono più spinti che nel resto del disco.

Ma a innalzare la qualità di questo album sono le magnifiche “Mistery Town” e “Something in My Days” – a mio avviso i brani meglio riusciti di tutto quanto il disco. La prima è una ballad molto delicata, dove la chitarra ritmica e la slide guitar si fondono alla perfezione creando la sonorità centrale di tutto quanto il pezzo, portando l’ascoltare al centro di un viaggio all’interno di questa misteriosa città che potrebbe essere esistente così come racchiusa nelle trincee mentali che gli Stolen Apple vogliono cercare di mostrarci.

Recensione | "Trenches": le trincee mentali secondo gli Stolen Apple
Stolen Apple, la band fiorentina dietro a “Trenches”

Something in My Days” è, invece, uno di quei pezzi rock dal riff perfettamente canticchiabile: una volta ascoltata ti rigirerà in testa tutto il giorno e la riascolterai di continuo. Molto bello il finale netto e secco.

Altri richiami agli anni ’70 sono molto evidenti in “Sold Out“, con l’attacco di batteria che è un chiaro tributo a “Rock N Roll” dei Led Zeppelin, caratteristica che rimane fortemente presente in tutto quanto il brano.

Nel complesso “Trenches” è un disco ben riuscito sotto tutti gli aspetti. Ascoltarlo non fa di certo pensare a una band italiana: il suono è molto ricercato, si sente come ci sia un forte gusto musicale e una forte passione per la Musica, ascoltata oltre che suonata. Questo è ciò che più mi è piaciuto degli Stolen Apple, band che io stesso non conoscevo e ho scoperto in questi giorni.

Il punto più alto del disco? Sicuramente il binomio “Mistery Town” – “Something in The Night”.

Se sei interessato all’ascolto di “Trenches” puoi farlo attraverso il widget Spotify che trovi qui. Se, invece, sei interessato all’acquisto del disco, puoi farlo attraverso Amazon, iTunes oppure attraverso la pagina BandCamp del gruppo.

Prezzo: EUR 9,99

Di seguito i profili social degli Stolen Apple:

Facebook | BandCamp


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Mauro Abbatescianna