La Musica è senza età. Credo che questo sia uno degli aspetti più belli di quella che io considero la più bella tra le arti. Quando fai Musica non importa che tu abbia già compiuto l’età per la pensione o che tu abbia poco più di vent’anni.

A dimostrazione di tutto questo ci sono un gruppo di ragazzi giovanissimi che danno vita ai Reveers, band che arriva da Udine, proprio come i Parco Lambro di cui ti ho parlato qualche giorno fa – puoi trovare qui la Recensione del loro disco omonimo.

#Recensione #ToFindAPlace: i #Reveers in cerca di un posto nel mondo #MusicForce Condividi il Tweet

I Reveers sono Elio Amedeo Martina (basso e chitarra acustica), Fabio Tomada (chitarra elettrica), Giulio Ghirardini (batteria, vibrafono, basso, voce, cori) e Ismaele Marangone (tastiere, sintetizzatore, voce e cori) e sono tutti quanti classe 1995.

La storia che li accomuna è quella di tanti altri ragazzi che, come loro, decidono di dare vita alla propria band. Reveers è un progetto che nasce nell’estate del 2015 e nasce nel più bel modo che la Musica conosca: grazie a delle jam sessions che, dopo alcuni mesi, si trasformano in quello che sarà To Find A Place, disco di debutto della band uscito a giugno 2017 per Music Force e Toks Records.

Il disco ha delle sonorità molto interessanti, un infusione di rock e post-rock che fin da “Low To The Ground“, traccia di apertura, viene infuso di un’atmosfera malinconica che si estende per tutte e otto le tracce composte dai Reveers.

Le melodie che si susseguono sono profonde, non c’è nulla di banale in questo album, nonostante sia la prima fatica discografica e nonostante la giovane età dei Reveers. “Music For A Silent Film” è senza dubbio l’emblema di questo mio pensiero: una canzone di una delicatezza incredibile, che porta l’ascoltatore per davvero all’interno di quel che potrebbe essere un film, reso magnificamente a livello sonoro. Un film senza immagini, però. Un film silenzioso.

Aver suonato improvvisando ha aiutato moltissimo i Reveers, che dimostrano con questo disco di avere una maturità compositiva già solida.

Ben riuscita anche “Thesis, Antithesis and Synthesis“, un brano che si apre con un bell’arpeggio e una linea melodica pop rock che sfocia nel prog grazie all’intenso uso del synth.

Mosaico” segue la linea melodica dei brani precedenti, così come anche “Spheres” che, però, sfrutta di più i suoni del synth.

Conclusioni:

To Find A Place è una bella prova, un disco di debutto per una band giovanissima come i Reveers. In queste otto tracce si percepisce un unico filo conduttore che nel sound, a volte,rischia di risultare monotono. Nonostante ciò, i ragazzi di questa band hanno tutto il tempo per mostrare ancora moltissimo, partendo da basi solide e un’elevata capacità compositiva!

Mauro Abbatescianna


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