Lo dico sempre: la Musica è bellissima perché varia e variegata! Avere un sito interamente dedicato a questa magnifica arte dà la possibilità di dare spazio a dischi o band che magari non si conoscono ma che producono Musica di ottima qualità!

I Supercats and The Badger rispondono perfettamente a questo identikit ed è per questo che voglio parlartene con questa recensione di “Time Machine“.

Recensione #TimeMachine dei @SupercatsBadger: Che disco! Condividi il Tweet

I Supercats and The Badger sono una band dall’anima Funk, Rock, Blues e a tratti Pop. Un bel mix di influenze, derivanti non solo dall’intreccio di generi musicali ma anche e soprattutto dall’internazionalità del trio.

Mike Nash (chitarra e voce) è arrivato in Italia da New York e nel nostro paese ha incontrato Marco Tassoni (basso) e Claudio Testoni (batteria), entrambi bolognesi. Il nome della band deriva dal Blues e dal Funk, i due generi musicali di riferimento di Mike. Negli anni ’70 il funky veniva infatti chiamato anche Super (un esempio lampante è “Superfly“, fantastico album di Curtis Mayfield scritto per la colonna sonora dell’omonimo film), mentre Cat era l’appellativo dato al blues, proprio per la natura del felino che veniva associato a questa Musica per il suo spirito.

Badger (tasso in inglese) è, invece, il soprannome di Marco Tassoni, detto “Il Tasso” come diminutivo del suo cognome.

Tutti i generi vengono fusi e arricchiti dall’uso di riff di chitarra molto 70s, perfettamente amalgamati ai synth e alle linee di basso più funky, tipiche di quel periodo.

Recensione | "Time Machine" dei Supercats and The Badger: bella scoperta!
Cover di “Time Machine” dei Supercats and The Badger

Tutto questo si percepisce molto bene fin dal primo ascolto. “Time Machine” è uscito a luglio per Areasonica Records, e vanta la collaborazione e gli arrangiamenti del maestro Massimo Zanotti (Celentano, Mina, Renato Zero) e le collaborazioni con Federico Poggipollini (Litfiba e Ligabue), che ha collaborato realizzando i riff di “Morning Light“.

Il disco si apre col ticchettio delle lancette di questa macchina del tempo all’interno della quale i Supercats and The Badger vogliono farci salire, scandendo subito il ritmo con “Melody“, un brano dritto in 4/4 con un ritornello esplosivo e una pioggia di Rock puro, senza fronzoli. Molto belli i cori sullo sfondo del ritornello.

La prima infusione di funk arriva dritta dritta da “Threads” e dalle parte vocali che si intrecciano perfettamente tra di loro.

Somebody New” è una ballad con una bella contrapposizione tra la ritmica della batteria e la chitarra solista che crea un’atmosfera sempre più sognante, fino all’esplosione finale con un assolo liberatorio.

Out Of Black” è un infuso di rock distorto, funk e quella classica ritmica che ti coinvolge impedendoti di stare fermo: ascolti questo pezzo e non resisti, devi fare air guitar sull’assolo del bridge! Per non parlare del finale con quel che sembrerebbe a tutti gli effetti un tributo velato a Jimi Hendrix.

La title track “Time Machine” ha un’anima variopinta, si parte dal pop per passare atrraverso il funk, sfociando anche qui in un assolo di chitarra fighissimo sul finale del brano. Molto belli i fiati e i cori di contrappunto.

New Eye” è la traccia che segue, una canzone blues con un vestito un po’ più Rock. “Infinity” è un bel brano pop, il secondo singolo del disco, accompagnatoda un video psichedelico girato con la tecnica dell’overlay. Ascoltando “The Hill” mi viene in mente l’eclettismo e lo stile musicale di Trombone Shorty con l’impronta solistica di Santana alla chitarra elettrica, un brano che mischia diversi generi riuscendo alla perfezione nell’intento.

Il singolo “Morning Light“, come già detto, è arricchito dai Riff di Federico Poggipollini, che contribuisce a creare un brano con un’anima funk tipica dei film minori degli anni 70: sembra di essere catapultati in un inseguimento a bordo di auto di altri tempi. “The Passion” crea continuità col brano precedente, sfociando nel Funk Rock con punte di Acid Jazz grazie ai fiati.

Distant Star” e “Sky Over Sky” chiudono il disco e lo fanno in un modo particolare, chiamando a rapporto il cielo, come a compimento di questo viaggio attraverso la macchina del tempo, raggiungendo un cielo dopo l’altro per arrivare a una stella lontana.

Conclusioni:

La Musica è un mezzo necessario per aiutare ognuno a compiere il proprio viaggio di vita, non importa quale esso sia: i Supercats and The Badger sembra proprio abbiano trovato il loro, attraverso una macchina del tempo che ci porta dritti dritti negli anni 70. Questo grazie a un disco riuscito, con un sound credibile realizzato da un insieme di genere che il trio riesce a fare propri ricreando uno stile credibile che merita di essere ascoltato.

Un’altra bella scoperta di questo 2017!

Le canzoni che mi sono piaciute di più?Time Machine“, “Out of Black” e “The Hill“.

Li conoscevi già i Supercats and The Badger? Che ne pensi di questo trio emergente? Scrivimelo nei commenti, sono curioso di saperlo! 😉

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