Finite le vacanze estive è tempo di tornare a parlare di Musica e lo facciamo con la recensione di The Passage, ovvero il concept album degli Havenlost pubblicato lo scorso 18 Novembre per Hidden Stone Records.

Il progetto Havenlost nasce a Bologna nel 2010 dalla voglia di alcuni ragazzi di mostrare al mondo la propria visione della Musica, fondendo la potenza del Metal all’innovazione del Progressive e al gusto e alla delicatezza della Musica più melodica.

L’EP di debutto Haven, Lost esce nel 2013 e questo non è altro che il primo passo evolutivo verso quel che sarebbe successo negli anni successivi, arrivando al 2016, anno in cui il progetto Havenlost assume la sua forma definitiva, fino alla registrazione di The Passage, prima loro fatica sulla lunga distanza.

Gli Havenlost sono Michele Montini (chitarra e voce), Andrea Zacchia (chitarra), Bernardo Bruno (tastiere), Lorenzo Sirani Fornasini (basso e voce) e Fabrizio Camassa (batteria).

Recensione | "The Passage": il concept album degli Havenlost
Havenlost – “The Passage

Le dieci tracce che compongono The Passage degli Havenlost racchiudono al loro interno il concept che la band ha voluto proporre, evolvendo il tipico suono Death Metal mescolandolo al Progressive – come già menzionato in apertura di articolo.

Sentire nel 2018 un disco come questo fa bene al cuore e, soprattutto, fa bene alla Musica: proporre un album così impegnativo è senza dubbio una scommessa che gli Havenlost hanno vinto in partenza. La voglia di mettersi in gioco si sente tutta fin dalla introduttiva “And Thus the Path Began“, intro strumentale che apre il sipario alla scena, sviluppandosi nella successiva e sofferta “Fields of Pain“, un brano molto coinvolgente che poggia interamente sul giro di batteria e sul tappeto di tastiere – forse un po’ troppo spigolose nella parte centrale della canzone.

Ma la Musica ha bisogno di scorrere come l’acqua di un fiume in piena ed è ciò che si percepisce in “Let the River Flow“, canzone molto interessante dal punto di vista melodico, in grado di coinvolgere l’ascoltatore portandolo al centro dello scenario dipinto.

Moonlight Dreamscape” mostra il cuore death metal del progetto: un pezzo potentissimo con un ritornello più melodico. Unica nota negativa riguarda le tastiere a inizio brano, che suonano troppo sintetiche e vuote, a differenza di “Nightfall” dove le stesse hanno un suono più coerente col brano, sicuramente tra i migliori di The Passage.

Lies will reveal themselves
so begin looking upon this shell
there is no shame in admitting that we’ve all failed
we have to move now, we will finally find our new Haven

Prezzo: EUR 9,99
The Seed Machine” profuma di Progressive – molto belle le progressioni di chitarra – mentre veniamo messi davanti alla consapevolezza di una mancanza, quella legata alla propria vita nel mondo. Bellissimo il finale.

La title track del disco appare come settima traccia, un passaggio vero e proprio prima dell’evoluzione finale di questo concept album, come a voler portare con sé il significato legato alla simbologia di questo numero.

Ed ecco che ci troviamo più vicini a noi stessi con “Closer to Myself“, altro brano intriso di metal progressive che evolve il suono di “The Seed Machine” così come il suo significato lirico:

Such a strange sensation
I can’t feel my body
I’m sealed in
Looking inside myself.
It’s like having infinity by my side
I’m traveling beneath the waves
walking upon a void,
not falling in,
I can’t fall inside it

A chiudere The Passage degli Havenlost troviamo quelle che senza dubbio sono le canzoni migliori del disco, ovvero “As He Rises” e “My Casting Shadow“. La prima è un tripudio di energia e di evoluzione, passando anche per un’elettronica più spinta sulle tastiere. La seconda, invece, mescola la forza della luce del sole al freddo del buio e della notte, regalando atmosfere quasi oniriche, per un finale di viaggio intenso e sentito.

Conclusioni:

Come già detto in apertura, The Passage degli Havenlost non è affatto un disco semplice: difficilmente ti ritroverai ad apprezzarlo al primo ascolto proprio per la complessità che sta alla base del suo concept. Questo è il suo più grande punto di forza, perché riporta la Musica alla sua dimensione migliore, quella della ricerca e della scoperta continua. Canzoni come “Nightfall”, “As He Rises” e “My Casting Shadow” valgono l’intero disco – quest’ultima soprattutto.
L’unica nota negativa riguarda i passaggi nei quali le tastiere suonano un po’ troppo artificiali rispetto al resto della composizione, ma sono certo che l’evoluzione degli Havenlost non finirà con questo The Passage.

Consigliati!

Mauro Abbatescianna

Profili social della band: Facebook | Bandcamp


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