In origine fu la The Allman Brothers Band, poi arrivarono moltissimi altri nomi fondamentali come Lynyrd Skynyrd, Doobie Brothers, Creedence Clearwater Revival, ZZ Top, Black Oak Arkansas, .38 Special, passando attraverso le decadi con altri nomi importantissimi come The Black Crowes, North Mississippi Allstars, Gov’t Mule, Blackberry Smoke o Drive-by Truckers.

Il Southern Rock è sempre stato un genere musicale molto contanimato da diverse parti, prendendo qualcosa dal blues e attingendo ad altro dal soul, per esempio. Per questo non è sempre facile incasellare le band che entrano a far parte di questo genere musicale. Negli ultimi tre anni circa un nuovo nome si è affacciato su questa scena: The Marcus King Band.

Poco più che ventenni, talentuosi e con un leader dalla voce pazzesca. Questo potrebbe essere un identikit immediato di questo gruppo musicale. Marcus King, il frontman e fondatore del gruppo, fisicamente sembra la fusione di Warren Haynes (Gov’t Mule) e Ronnie Van Zant (il compianto cantante dei Lynyrd Skynyrd), reincarnati in questo giovane dai capelli biondi e lisci che farebbero invidia a una donna.

Recensione | The Marcus King Band: il futuro del Southern Rock (?)
Cover The Marcus King Band

Gli altri membri della band: Jack Ryan (batteria e percussioni), Stephen Campbell (basso), Matt Jennings (tastiere e organo), Dean Mitchell (sassofono), Justin Johnson (tromba, trombone e seconda voce).

Marcus King definisce il suono della sua band come southern rock con influenze soul e psichedeliche. Come dargli torto? Sentire lui e la sua band significa fare un bagno in un mare pieno di colori, dove l’azzurro e il blu(es) non sono conoli piatti ma vengono, anzi, riempiti da molte sfumature di suoni, stili, generi e ritmiche che danno loro una combinazione pressoché infinita di cromie e sfumature.

Marcus è il primo chitarrista dalla scoperta di Derek Trucks in grado di suonare con una maturità che vada ben oltre alla sua effettiva età anagrafica. È influenzato dal blues, ma anche dal jazz, rock, dalla Musica soul e da qualunque altro genere senza età. Puoi sentire le influenze uscire fuori con un suo stile, percependo la sua idendità all’interno di tutto questo. La sua voce è in grado di trascinarti e coinvolgerti immediatamente. La sua chitarra è la naturale estensione della sua voce e viceversa

Warren Haynes

Quando un musicista come Warren Hayens (The Allman Brothers Band, Gov’t Mule) ti stima in questo modo significa non solo avere del talento fuori dal comune, ma anche avere il carisma per poter impressionare chi fa Musica da decenni facendo parte dell’Olimpo del blues e del southern rock.

E non è un caso se a produrre The Marcus King Band sia proprio Warren Haynes che ha preso a cuore la carriera di Marcus, producendone sia Soul Insight, il primo disco pubblicato nel 2015, che questo omonimo album uscito nel 2016.

The Marcus King Band è un disco che fin dal suo primo ascolto ti rapisce. Tutto comincia con “Ain’t Noghint Wrong With That”, una canzone che porta alla mente i Gov’t Mule tanto quanto James Brown per certi versi. La prima volta che ho messo in play questo disco sono rimasto letteralmente folgorato come poche altre volte mi è capitato di stupirmi.

La composizione di Marcus King è molto personale e altrettanto intima come detto da lui stesso:

La maggior parte delle nostre canzoni sono legate a specifiche situazioni che ho vissuto in prima persona. Scrivo come forma di terapia, trasponendo le mie sensazioni sottoforma musicale. Voglio che le persone sappiano che non sono sole nella loro sofferenza. La Musica è la cura e quando suoniamo dal vivo vogliamo che il pubblico scarichi tutto quello stress e quella negatività accumulata, espellendo tutto quanto dal proprio corpo. Proprio come una terapia.

Queste parole prendono forma in canzoni come “Devil’s Land“, canzone dall’assolo di chitarra incendiario e psichedelico, dedicata al nonno di Marcus. Un altro esempio è “Self-Hatred“, scritta dopo aver sofferto molto per via di una ragazza che gli ha spezzato il cuore usando le sue debolezze contro di lui, per farlo soffrire. Questa è anche la canzone che vedere la presenza di Derek Trucks alla chitarra, un altro gigante della Musica blues, anch’esso parte della Allman Brothers Band oltre che della Derek Trucks Band e di molti altri side projects.

Rita Is Gone” è un brano pregno di soul, ispirato dalla serie TV Dexter, mentre “Virginia” è il brano dove fa la sua apparizione Warren Haynes alla slide guitar.

Quel che impressiona veramente ascoltando questa band è la maturità compositiva e la capacità di mettere insieme non solo molte influenze e generi musicali, ma anche e soprattutto una quantità di strumenti e sezioni molto varia, la sezione dei fiati su tutte. Warren Haynes ha fatto egregiamente il suo lavoro in fase di produzione, creando un setup di registrazione che mostrasse alla perfezione ogni singola sfumatura dei fiati come degli altri strumenti: ascoltando canzoni come “Rita is Gone”, “Thespian Espionage” o “Plant Your Corn Early” si riesce a percepire il colore delle note oltre all’aria che passa attraverso il bocchino e fa vibrare l’ancia al suo interno.

Jealous Man” riporta alla mente anche il nome di Gary Clark Jr nello stile alla chitarra – e confesso che vorrei vedere Gary suonare in una Jam con Marcus & soci!

Conclusioni:

The Marcus King Band si candida a tutti gli effetti come il presente e, soprattutto, il futuro del southern rock e lo conferma il fatto che un gigante come Warren Haynes abbia deciso di produrli per farli conoscere al pubblico. Una piccola critica costruttiva che mi sento di fare è legata allo stile, forse ancora un pochino acerbo e con un’impronta parzialmente personale, aspetto normale data la giovane età di Marcus King & Soci.

Avranno tutto il tempo per maturare ed evolversi ancora di più e sono certo che saranno in grado di farlo. Intanto, le basi di partenza sono già ottime.

The Marcus King Band è una di quelle band da vedere assolutamente live! Per nostra fortuna hanno programmato un tour europeo che li porterà anche in Italia, grazie a Barley Arts che li ha presi sotto la loro ala promozionale.

L’unica data italiana è fissata per mercoledì 3 maggio al Legend Club di Milano. Il biglietto è acquistabile su TicketOne o nelle rivendite autorizzate del circuito al prezzo di 17,25€ + D.P – Clicca qui per acquistare il tuo biglietto

Le canzoni che mi sono piaciute di più?Ain’t Nothing Wrong With That“, “Self-Hatred“, “Virginia” e “Devil’s Land“.

Mauro Abbatescianna

Prezzo: EUR 16,69
Prezzo: EUR 25,24

Conoscevi già The Marcus King Band? Che ne pensi di questo giovane e talentuoso gruppo? Scrivimelo nei commenti e se questa recensione ti è piaciuta condividila su Facebook, Twitter, Google+ e WhatsApp per far conoscere ai tuoi amici una band che merita il successo!

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