Non esistono barriere nella Musica. Puoi nascere in un paese e decidere di cantare nella lingua che vuoi, facendo il genere che ti piace di più e che più ti rappresenta. Non importa che tu sia italiano, inglese, tedesco, americano o giapponese: quando hai delle capacità puoi essere chi vuoi.

La recensione di Stamina degli HeavenBlast inizia così non per caso, ma perché i ragazzi di questa band hanno interpretato bene questo pensiero, fin da quando, nel 1995, hanno deciso di mettere in piedi questo progetto musicale tra i banchi di scuola. Dopo alcuni anni di rodaggio della formazione, gli HeavenBlast fanno uscire due demo di pura energia power metal che gli valgono un contratto con Underground Symphony – nota etichetta italiana underground.

Con loro realizzano HeavenBlast (2003) e Flashback (2007), due dischi che guardano verso la Germania, profumando in modo molto esplicito di power metal made in Germany, unito a una buona dose di symphonic e progressive metal. Il percorso musicale degli HeavenBlast si interrompe nel 2008, ma dopo tre anni, Donatello e Nico (chitarrista e tastierista del progetto) decidono di riprendere in mano la band. Da qui sono ripartiti per il viaggio che li ha portati al presente, firmando per Music Force con la quale, a Febbraio 2018, hanno fatto uscire Stamina.

La formazione attuale della band vede Chiara Falasca alla voce, Donatello Menna alle chitarre, Matteo Pellegrini alle tastiere e Alex Salvatore alla batteria.

Stamina è un concept album su ribellione e libertà, all’interno del quale gli HeavenBlast hanno voluto incluedere tutti i suoni delle band che li hanno sempre influenzati, come Rhapsody of Fire, Pain Of Salvation, Angra, Dream Theater e molti altri.

Mind Intruders” è il brano strumentale che apre il disco e che anticipa la ritmica a doppio pedale di “Purity“, canzone che fa capire quale piega prog prenderà il sound di questo album. Molto interessanti i tappeti sonori creati dalle tastiere. Già da questo brano si sente molto il lavoro a più voci fatto dalla band.

Alice in Psychowonderland” è il primo singolo del quale è stato girato il video che puoi vedere qui sotto. Brano sicuramente degno di nota. Unica nota stonata, il cantato: forse un po’ troppo sforzato in certi punti del ritornello e del brano in generale.

We Are State” calma gli animi e i bpm guardando al passato del nostro paese, con un tributo molto bello a Falcone e Borsellino.

Man is mean, you know well this is no bad spell
Sell your life, leave your wife cleaning people’s strives
The enemy lurks so strong in your land
beyond questing hard with no fear though death maybe is near
“We Are State”

Recensione | La "Stamina" degli HeavenBlast: pura energia Metal!
HeavenBlast – Stamina

Stamina degli HeavenBlast prosegue con “The Rovers“, una canzone che parte quasi in sordina per poi esplodere in una potenza sonora unica – sicuramente uno dei brani meglio riusciti dell’intero disco, anche dal punto di vista del cantato, che in questo caso vede intrecciarsi le voci di Chiara Falasca, Kevin Rotella e Marinella Iezzi.

Don’t Clean Up This Blood” porta l’ascoltare in una dimensione quasi drammatica, cupa, come quella della consapevolezza di vivere in un mondo sbagliato, che tiene ancorati gli uomini alle menzogne e alle maschere che, spesso, impediscono alla verità di mostrarsi per ciò che è. Molto belle le parti di chitarra e l’evoluzione del brano nei due minuti finali, che la rendono la canzone più lunga di tutto l’album.

[…] uniform dirty forever
good has been shattered and festered
children will live with the right one
uniform dirty forever
…don’t clean up this blood

Sinite Parvulos Venire ad Me” spiazza senza dubbio per la scelta del latino come lingua del cantato: nonostante questo, porta con sé un’ottima strumentale che si evolve dalle tastiere iniziali alle chitarre che squarciano il cielo, il tutto condito da buoni cambi di ritmo. Superata la parentesi latina, ecco che arriva la titletrack “S.T.A.M.I.N.A.” che, forse più di tutti gli altri brani, potrebbe perfettamente essere utilizzata come sigla per un anime giapponese: l’energia che racchiude questa canzone è esplosiva, anche grazie alla forte critica che muove ai talent show, ormai fortemente radicati nella cultura musicale mondiale.

Stamina degli HeavenBlast si chiude con una power ballad davvero bella, “Canticle of the Hermit“, che arriva come perfetta quadratura del cerchio di un disco che si evolve dalla prima all’ultima traccia. E qui rimanere indifferenti alle emozioni presenti nei fraseggi e nei soli di chitarra, è impossibile.

Prezzo: EUR 11,52
Da: EUR 13,50
Conclusioni:

Stamina è un disco che ha avuto una lunga gestazione e che, per questo, racchiude molto al suo interno, comprese alcune imperfezioni come quelle già segnalate nel cantato. Gli HeavenBlast hanno tanta carne al fuoco e per capirlo è necessario leggere anche i credits del loro album: la lista di musicisti e voci che hanno preso parte a questo disco è veramente lunghissima e fa capire quanto amore ci sia dentro a questo progetto, tornato in vita dopo alcuni anni di stop. E come accade quando si ama una persona, anche in questo caso le imperfezioni passano in secondo piano, fino a quando saranno gli HeavenBlast stessi a liberarsene per il prossimo capitolo della loro discografia.

Mauro Abbatescianna