Dentro al Blues c’è tutto

Sì, oggi voglio cominciare così questa recensione, con questa massima che penso sia l’emblema di un genere musicale come il Blues, che al suo interno racchiude veramente tutto quel che ci si possa immaginare.

Amore, tristezza, felicità, sofferenza: sono tanti gli stati d’animo e i sentimenti che il Blues è capace di trasmettere e rappresentare, ma non è solo questo. Blues significa anche profondità e molte sfumature di questo stesso genere amato da chiunque nel mondo e alla base della stragrande maggioranza della Musica Rock e non solo.

È con questa consapevolezza e con questo sentimento che Dennis Greaves – fondatore e membro storico dei Nine Below Zero, storica blues band inglese – ha inciso 13 Shades Of Blue, il disco di cui ti parlo oggi.

Recensione | Nine Below Zero: le sfumature del Blues in 13 Shades Of Blue

Recensione | Nine Below Zero: le sfumature del Blues in "13 Shades of Blue"
13 Shades Of Blue – Nine Below Zero

La bellezza di 13 Shades Of Blue è legata alla sua nascita: Universal Music aveva da poco pubblicato un’edizione rimasterizzata di Live At the Marquee, Don’t Point Your Finger e Third Degree, i primi tre dischi dei Nine Below Zero; Johnny Chandler di Universal era nel pubblico tra i presenti al concerto che la band di Dennis Greaves teneva al The Blues Kitchen di Londra.

Sconvolto dalla performance della band, Dennis si è sentito dire da Chandler:

Dovreste incidere un disco, un best of, per far conoscere meglio il blues, soprattutto a chi non lo conosce oggi. Un disco in vostro stile!

E così il progettò iniziò, tra una collezione di vinili e l’altra, tra playlist di Spotify e YouTube, alla ricerca della tracklist perfetta per dare vita a 13 Shades Of Blue. Dennis Greaves e Johnny Chandler hanno dato fondo alla loro enorme e approfondita conoscenza del genere, andando a spolverare tutti quei pezzi che sono rimasti fin troppo nascosti tra le miriadi di canzoni blues e R’N’B che il mondo abbia visto nascere fino a oggi.

Chicago-blues, Cajun, Funk, Soul: queste sono soltanto alcune delle sfumature che i Nine Below Zero hanno voluto rendere in Musica rendendo tributo al Blues e ai suoi padri, da B.B. King, passando per Little Walter e arrivando fino all’immancabile John Mayall, il bluesman inglese per eccellenza!

La bellezza di un disco come 13 Shades Of Blue sta proprio in questo, nella voglia di comunicare a chi c’è oggi, ai ragazzi – a chi un certo tipo di blues non lo conosce – cosarealmente sia questo meraviglioso mondo fatto di anima, di voci graffianti, di armonicisti che ondeggiano e dipingono assoli come i guitar heros fanno con le loro chitarre!

13 Shades Of Blue vede una formazione particolare e inedita per i Nine Below Zero: oltre a Dennis Greaves (voce e chitarra), Mark Felthman (armonica a bocca) e Mickey Burkey (batteria) – membri fondatori del gruppo – ci sono Ben Willis (basso), Charlie Austen (voce), Andrew Noble (piano), Chris Rand (sassofono) e Paul Jordanous (tromba).

Una formazione nuova che si arricchisce di una sezione di fiati e di una voce che vengono coinvolti nel progetto nel modo più bello e immaginabile, grazie a delle jam sessions durante le quali Dennis e soci hanno suonato con quelli che hanno poi preso parte al disco. Questo è il blues! La voglia di suonare insieme col solo amore per la Musica, fregandosene di chi sia il più bravo o meno.

#13ShadesOfBlue dei @NineBelowZero1 leggi la #Recensione su #AscoltieRacconti Condividi il Tweet

13 Shades Of Blue è stato registrato presso i 45RPM studios di Glenn Tilbrook, leader della band inglese Squeeze.

Il disco si apre con un’esplosiva versione funky di “Don’t Lay Your Funky Trip On Me” di Charles Miller che pubblicò questo brano sotto il nome di Señor Soul. Quello stesso Charles Miller che in futuro, insieme a Eric Burdon, avrebbe dato via ai War, sì, proprio quelli di “Low Rider“, indimenticabile hit del 1975.

Il funk prosegue anche con “Watch What You Do To Me“, cover di Syl Johnson realizzata in maniera sublime e con un’apertura sonora pazzesca!

E che dire di “That’s What Love Will Make You Do” di Little Milton con un doppio assolo, quello di Dennis Greaves e quello di Tilbrook al sitar? Tutto quanto farcito con il contrappunto della sezione di fiati che ci fa viaggiare nei meandri degli Stati Uniti e della Musica. Meravigliosa!

Per “Don’t Play THat Song (You Lied)“, in origine cantata da Aretha Franklin, Dennis Greaves ha scelto la voce di Charlie Austen, per un duetto fantasticoso qui arricchito non solo dai fiati ma, soprattutto, dall’armonica di Mark Felthman.

It’s Your Voodoo Working” di Charles Sheffield arriva dritta dritta dalla Luoisiana, nel profondo sud degli Stati Uniti, passando poi per “You’re Still My Woman” del leggendario B.B. King, canzone estrapolata dalla sua primissima discografia degli anni ’70.

Qui Dennis canta e suona ricordando il Re del Blues nel migliore modo si possa fare, con note e accordi delicati, tipici del modo di suonare di B.B. King. C’è rispetto, c’è venerazione per chi questo genere l’ha sempre portato alla sua massima espressione, sempre con dignità e umiltà e tutto questo si sente, si percepisce.

Little Walter è un nome che non ha bisogno di presentazioni: chi ama il Blues sa bene come il suo sia tra i più importanti nomi da ricordare. Un gigante dell’armonica che Mark Felthman omaggia alla grande in “The Toddle“.

I’m Gonna Keep What I’ve Got” è un pezzo R’N’B del 1967 di Slim Harpo, mentre “Crawling Up A Hill” riporta i Nine Below Zero sul radar di casa propria, rendendo omaggio al grandissimo John Mayall, bluesman che ha sempre rappresentato questo genere in UK.

I Want To Know” è una canzone di Sugar Pie De Santo, una cantante americana di origini filippine che – tanto per intenderci – venne messa sotto contratto dalla Chess Records, casa discografica di riferimento per il Chicago-Blues, un brano che arriva dritto dritto dal 1960.

Il trittico finale del disco è composto da “My Woman Is Good To Me” di Little Sonny – altro importantissimo armonicista del Blues – “Hercules” di Aaron Neville – cantante R’N’B americano – e “Paper in My Shoe” di Boozoo Chavis – pioniere del Cajun, un sottogenere nato in Louisiana che arricchisce gli strumenti classici del Blues introducendo il violino e la fisarmonica su tutti.

Per 13 Shades Of Blue vennero registrate 18 canzoni, poi ridotte alle sole 13 inserite nel disco. Un album come questo trasuda di Amore per la Musica, per chi quella Musica – in questo caso il Blues – la fa e la rispetta.

Sono dischi come questo che andrebbero ascoltati sempre. I Nine Below Zero ci hanno fatto capire una cosa, con questo album: finché avranno forza per suonare e registrare saranno qui a mostrarci quanto importante sia la Musica.

Per quanto mi riguarda, spero di aver fatto lo stesso con questa mia recensione su AscoltieRacconti.com!

Mauro Abbatescianna


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