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Recensione in Anteprima | "Murder and The Motive" dei Those Damn Crows | Ita-Eng Review
Those Damn Crows – Murder and The Motive

Chi ha detto che il Rock è morto? Cazzate!
Il Rock è vivo e vegeto e Murder and The Motive dei Those Damn Crows, l’album del quale ho il piacere di parlarti oggi, ne è la prova. Questo disco è una testimonianza forte e genuina della salute di cui gode il Rock N Roll nel 2018.

Fuori domani, 5 Ottobre per Earache Records, Murder and The Motive segna il debutto dei Those Damn Crows, “quei maledetti corvacci” che arrivano da Bridgend, contea del Galles del Sud (UK), già patria di band di successo come Bullet For My Valentine e Funeral For A Friend.

I Those Damn Crows sono cinque amici che decidono il loro futuro musicale nella sala d’aspetto di un tattoo studio di co-proprietà di Ronnie Huxford, batterista della band. A lui basta unire Shane Greenhall alla voce, Ian ‘Shiner’ Thomas e Dave Winchurch alle chitarre e Lloyd Wood al basso ed ecco che la formazione si completa.

Il loro passato non è sempre stato rose e fiori, anzi, lo stesso Ronnie Huxford aveva appeso le bacchette al chiodo dopo una serie di insuccessi che non andavano troppo d’accordo con la sua ambizione personale. Fu in quel momento che Huxford decise di investire tempo e denaro nel tattoo studio, diventando un professionista del settore e arrivando a vincere anche diversi premi nelle convention alle quali il suo studio partecipa costantemente. Questo fino al 2014, anno in cui i cinque “dannati corvi” hanno deciso che era arrivato il momento giusto per unire le forze e smetterla di perdere tempo.

Troppe band, di questi tempi, sono fatte con lo stampino. Gli viene detto di fare questo piuttosto che quello, di sembrare come qualcun altro per avere successo. Vengono trasformate in qualcos’altro dalle persone attorno a loro. Noi non siamo così. Questa band si batte per la libertà di fare ciò che si desidera per sé stessi, con onestà verso sé stessi
Ronnie Huxford

Le influenze musicali dei Those Damn Crows sono vaste, partendo dall’energia del grunge e del punk anni ’90, passando per la carica e l’ambizione dei Foo Fighters e arrivando al suono metal granitico di band leggendarie come Judas Priest e Iron Maiden. Questi cinque ragazzi di Bridgend hanno messo insieme tutto questo per ricreare un suono estremamente personale, fresco, autentico.

Il nome della band lo si deve al padre di Huxford:

Il mio vecchio ha 92 anni. Lui ha l’abitudine di dare da mangiare agli uccelli nel giardino dietro casa. Un giorno, mentre gli stavo parlando, esclamò: ‘Quei maledetti corvi!’
Pensai a quell’esclamazione come a un bel titolo per una canzone, così l’ho proposto al resto della band che mi ha risposto: ‘Nah, quello è il nome perfetto per la nostra band!’

Ian e Ronnie hanno suonato in diverse band insieme prima di arrivare ai Those Damn Crows. Col tempo hanno conosciuto Lloyd e Dave dalla scena musicale di Bridgend, mentre Shane era un loro vecchio amico di scuola. Una volta messa in piedi la band sono bastati alcune esibizioni dal vivo per convincerli a chiudersi al Rockfield Studio a Monmouthshire per registrare i brani per Murder and The Motive.

Il disco si apre con “Don’t Give a Damn“, una vera e propria dichiarazione d’intenti dello stile che vogliono seguire i Those Damn Crows: il loro. Senza mezzi termini. Apertura col botto, che prosegue con il singolo “Blink of An Eye” accompagnato dal video che trovi qui sotto.

Blink of An Eye” è il singolo perfetto che dovrebbe avere ogni band: ti entra in testa fin dal primo ascolto senza uscirne più. La riascolti ancora e ancora e ancora, in loop. Questi sono i brani che tengono vivo il Rock n Roll nel 2018.

Someone Someday” prosegue su questa ottima partenza: un pezzo carico, con un riff dritto e un’amalgama pazzesca. I Those Damn Crows ci sanno fare eccome!

Te l’ho detto: il Rock non è morto e chi l’ha detto si sbaglia. A dirlo questa volta è proprio “Rock ‘n’ Roll Ain’t Dead“, il brano che segue e che lo urla a gran voce:

To all of those who said Rock ‘n’ Roll is dead.
Who said Rock ‘n’ Roll is dead?

Molto bello il solo subito dopo il bridge centrale del pezzo. Anche questo, altro singolo di alto livello che ha anticipato l’uscita dell’album.

Il giro di boa arriva con “Behind These Walls“, anch’esso già pubblicato come singolo ascoltabile. Qui i bpm diminuiscono leggermente rispetto ai brani precedenti, ma la carica rimane altissima e assolutamente invidiabile, fino al finale arpeggiato.

Prezzo: EUR 18,89
Say It” si apre con un riff pieno e trascinante, non fare headbanging rimanendo coinvolti sarà impossibile. E che dire della batteria di Ronnie Huxford? Sempre precisa, un martello pneumatico che scandisce ogni singolo istante guidando tutta la band. “Seven Day” è un mix di punk, metal, hard rock e un pizzico di stoner. Il risultato? Un’altra canzone che ti entra in testa per restarci, così come accade al primo ascolto di “The Fighter” e, soprattutto, di “Breakaway“. Quest’ultima si posiziona senza dubbio tra le tre migliori canzoni dell’album.

Murder and The Motive si chiude con “Fear of the Broken“, altro singolo che ha preannunciato l’uscita del disco, accompagnato da un videoclip molto ben realizzato.

Conclusioni:

Murder and The Motive è il debutto migliore che i Those Damn Crows potevano pensare: è un disco con brani perfettamente riusciti come “Blink of An Eye”, “Rock ‘n’ Roll Ain’t Dead”, “Don’t Give a Damn” e “Breakaway”. Non c’è un calo per tutta la durata dell’album, che spicca per energia, riff, intensità e singoli di alto livello. I Those Damn Crows sono arrivati nel mondo del Rock N Roll per mostrare le unghie e ascoltando questo disco nessuno direbbe trattarsi di una band al suo primo lavoro sulla lunga distanza.

Il Rock N Roll è morto? Allora non hai ancora ascoltato Murder and The Motive.

Mauro Abbatescianna


Who said, “Rock n roll is dead?Bullshit!

Rock is alive and Murder and The Motive by Those Damn Crows, the album I’m talking about today, is a proof of it. This album testifies how Rock N Roll feels good in 2018.

Out tomorrow, October 5th via Earache Records, Murder and The Motive is Those Damn Crows’ debut album. Those Damn Crows come from Bridgend, South Wales, also the country of Bullet For My Valentine and Funeral For A Friend.

Those Damn Crows is a band of five friends who decides their future in a tattoo shop co-owned by the drummer of the band Ronnie Huxford. The other members are Shane Greenhall on vocals, Ian ‘Shiner’ Thomas and Dave Winchurch on guitars and Lloyd Wood on bass.

Their past in Music business hasn’t always been all sunshine and rainbows: Ronnie quit the Music for a while after a series of unsuccessful choices.

I’d been through all these bands who were so hungry for success, and I was so ambitious personally. And then it just didn’t happen. I just thought, ‘Fuck it, that’s me done.’ I couldn’t even look at a drumkit for a long time. That’s when I decided to focus on the tattoo studio. I’d been working here since the mid-00s when I wasn’t touring. Eventually, I made an investment in it. Now I own half the business. We do conventions all over the world, win awards.

Everything changed in 2014 when the five decided to change their future and stop wasting any more time.

Too many bands these days are almost factory-based, they’re told they need to do this or look like that to succeed. They’ve been molded into something else by the people around them. That’s not us. This band is about the freedom and honesty of doing what you want to do.

Those Damn Crows’ musical influences are so vast, starting from the undiluted energy of 90s grunge and punk, the arena-scraping ambition of the Foo Fighters, the sheer class of such legendary metal bands as Iron Maiden and Judas Priest. The result is a new and genuine sound.

The band’s name has a very funny story to tell:

My old man’s 92, he feeds the birds in the back garden,” says Ronnie. “I was talking to him one day and all of sudden he shouted, ‘Those damn crows!’ I thought that would make a cool lyric so I took it to the rest of the guys and they were, like, ‘Nah, that’s a brilliant name for the band.

Ian and Ronnie had been in countless bands together. Over time they met Lloyd and Dave from Bridgend scene, while Shane was an old friend from school. Once the band was formed, they played only a handful of shows before booking themselves into the world-famous Rockfield Studio in Monmouthshire to record Murder and The Motive.

The record opens with “Don’t Give A Damn“, a real statement of Those Damn Crows’ own style without compromises. This great opening continues with “Blink Of An Eye“, one of the first singles extracted from Murder and The Motive and followed by the video clip you can see here.

This is the perfect single every band should have in their record. You will listen to it again and again. These are the songs who keep Rock N Roll alive!

Someone Someday” is a powerful song thanks to the riff and the mixture created by the members of the band. Those Damn Crows know how to make Music!

I already said it: Rock N Roll is not dead and Those Damn Crows say it in “Rock ‘n’ Roll Ain’t Dead

To all of those who said Rock ‘n’ Roll is dead. Who said Rock ‘n’ Roll is dead?

What about the solo immediately after the bridge? That’s awesome!

The halfway point of Murder and The Motive comes with “Behind These Wall“, another single that anticipated the record.

Here the bpm slow down in comparison to the previous songs, but the power and the energy remain the same until the final arpeggio.

Prezzo: EUR 18,89
Say It” opens up with a strong and compelling riff – you will find yourself headbanging in a few seconds. What can we say about Ronnie Huxford? He’s perfect, like a jackhammer!

Seven Day” it’s a mix of punk, metal, hard rock and just a little bit of stoner. The result is another song that won’t leave your mind so easily, just like it happens listening to “The Fighter” and, above all, “Breakaway“. The last one is one of the best songs of the entire record, hands down.

Murder and The Motive comes to an end with “Fear of the Broken“, another heavy single published before the album, followed by a very well made video clip.

Conclusion:

Murder and The Motive it’s the best debut that Those Damn Crows could have desired: it is a record with some gems like “Blink of an Eye”, “Rock ‘n’ Roll Ain’t Dead”, “Don’t Give A Damn” and “Breakaway”. There’s no decline for the entire length of the album, which has a lot of energy in it. Those Damn Crows have come to stay in the Rock N Roll game and if you listen to this record for the first time, you won’t think this is a debut album, because there’s much more.

Rock N Roll is dead? You clearly haven’t listened to Murder and The Motive yet.

Mauro Abbatescianna