Bentornato nella sezione Recensioni di AscoltieRacconti.com!

Oggi voglio parlarti di Rose, una cantautrice e musicista italiana molto giovane che lo scorso maggio ha pubblicato Moving Spheres, il suo album di debutto.

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Rose, al secolo Rosa Mussin, è una ragazza di Portogruaro (VE). Nasce il giorno della festa dei lavoratori – l’1 maggio 1994 – e forse è anche questo ad avvicinarla a un genere musicale popolare, inteso nell’accezione linguistica del termine e non come genere musicale.

La Musica ha sempre fatto parte della sua vita, fin da quando a quattro anni decide che il primo strumento musicale da esplorare è il pianoforte e inizia a strimpellarlo. Poi arrivano le scuole medie musicali dove studia clarinetto e pianoforte e l’ingresso nella Real Flexible Orchestra diretta da Roberto Rossetti, suo maestro di clarinetto.
Nello stesso periodo si prende una cotta per il reggae, lo ska e il soul e decide che suonare non le basta più, iniziando così anche a cantare e arrivando ad aprire i concert i Roy Paci & Aretuska e Alborosie.

Il 2012 è l’anno della prima prova discografica, con Reunion, album in cui è tastierista e back vocalist.

Nello stesso periodo collabora con Mr. T-Bone (Africa Unite, The Bluebeaters) e Furio (PituraFreska, Ska-J) esibendosi in diversi concerti in tutto il nord Italia, Slovenia e Spagna.

La svolta nel canto arriva con Flavia Quass di Monfalcone, che le insegna e le mostra il canto sotto una dimensione differente. Con lei mette un po’ da parte il reggae per fare spazio al soul, al blues, all’r’n’b. Non solo: il clarinetto e il pianoforte non le bastano più e decide di cimentarsi anche col basso elettrico, il violoncello e la chitarra.

Nel 2016 vince il BlackMusic Blues Contest di Pordenone e questo evento contribuisce a farle conoscere Steve Taboga, neofondatore della Toks Records di Udine, incontro chiave che l’ha portata a pubblicare proprio Moving Spheres per Toks Records e Music Force, uscito il maggio scorso.

Recensione | Moving Spheres di Rose, dove Jazz, Soul e R'n'B si fondono!
Rose – Moving Spheres

Moving Spheres è un disco che racchiude l’eclettismo di Rose, percepibile fin dal primo ascolto delle canzoni presenti nell’album.

In sei tracce è presente tutta l’infusione di generi e stili che Rose ha mischiato negli anni, nonostante la sua giovane età.

Moving Spheres si apre con “Relation“, un pezzo che fonde soul e r’n’b, nel quale Rose fa sentire le sue doti vocali e la sua trasversalità musicale. Una canzone perfetta da sentire in un live club, gustandosi un bel bicchiere di rosso o un’ottima bionda media artigianale, facendosi trasportare dalle belle atmosfere riprodotte.

Moving Spheres” è la title track che segue il brano di apertura, una canzone che apre di più ai suoni dell’elettronica e che rende proprio l’idea di dinamicità espressa già dal titolo.

Le infusionio di generi continuano, con i tratti funk di “Same Things” che si mischiano a dei richiami all’hip-hop, oltre al già citato r’n’b. Un pezzo sicuramente riuscito nonostante la sua sperimentazione, con un ritornello che sembra proprio pensato come i sampling delle basi hip-hop. Molto molto bella la linea di basso predominante per tutto il pezzo.

Uno dei brani che mi è piaciuto maggiormente di Moving Spheres è senza dubbio “Amused“, una canzone con dei richiami alla bossanova ma che, al contempo, è capace di portare alla mente “I Say A Little Prayer” di Aretha Franklin in alcuni tratti del cantato.

Stupid” è un brano più pop degli altri, che potrebbe benissimo a candidarsi come singolo per le radio grazie alle sua anima più blues percepible sia nelle chitarre che, soprattutto, nel bridge di piano a metà canzone. Molto bella l’interpretazione vocale di Rose, molto black. Molto piacevole la coda con l’assolo di chitarra suonata con lo slide.

Ups & Downs” chiude Moving Spheres e lo fa in acustico, in un bell’ambiente voce-chitarra fino alla seconda parte di canzone, dove Rose si cimenta nel cantato acapella. In questo brano Rose esprime l’amarezza per un mondo spesso sbagliato, fatto di alti e bassi.

Conclusioni:

Moving Spheres è, a tutti gli effetti, la prima prova discografiaca da solista per Rose, una ragazza molto giovane che ha davanti tutto il tempo per far parlare di sé. Questo disco di debutto è, senza dubbio, un album riuscito che getta le basi per proporsi con la sua voce calda e dalle sfumatre black. Ascolto molto consigliato!

Mauro Abbatescianna

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