Finora non ho pubblicato molto nella sezione Recensioni. Mi faccio perdonare immediatamente parlandoti di una bellissima novità nel panorama musicale italiano: Joan Thiele.

Joan Thiele: acustico ed elettronico, insieme per emergere – La recensione di AscoltieRacconti.com

Se dovessi dirti quando e come ho scoperto Joan Thiele non saprei risponderti, onestamente. Leggo, guardo e ascolto talmente tanto di Musica che dovrei registrarmi durante la giornata per ricordarlo, ma quel che conta non è il come sia incappato in questa giovane cantautrice esordiente. Ciò che realmente importa è esserci “inciampato”, aver acquistato e ascoltato tutto quanto il suo EP d’esordio ed essere qui a parlartene.

Joan Thiele è una ragazza di 25 anni che, nonostante la sua giovane età, ha già molto da raccontare, grazie soprattutto al suo essere “figlia del mondo”. Nata in Italia, da madre italiana e padre svizzero – poi trapiantato in Canada – ha passato parte della sua infanzia in Sud America, luogo dal quale si è portata dietro alcune influenze visive che ritroveremo, poi, nel video di “Save Me“, il primo singolo estratto dal suo EP omonimo.

Quest’ultimo è, infatti, la sua prima fatica discografica: i pezzi presenti in questo Extended Play sono stati originariamente registrati da Joan in modo indipendente e fai-da-te, a casa, per poi essere incisi ai Red Bull Studios di Manhattan, dove ha avuto la fortuna di atterrare dritta dritta da Milano.

Recensione | Joan Thiele: acustico ed elettronica, insieme per emergere

Avere la possibilità di registrare a NY i brani del primo album non è cosa per tutti, soprattutto considerando che a curare la produzione dell’EP è stato Chris Tabron, produttore che ha collaborato con artisti come Jovanotti, Beyoncé, Mary J Blige, Nicki Minaj, Common e James Blunt. Tutti top players della discografia mondiale. Se ci aggiungiamo che Joan Thiele è nel roster di Universal Music Italia, direi che il quadro è completo.

La discografia non scommette su chiunque e se Universal ha deciso di investire su di lei, con la possibilità di volare nella Grande Mela per incidere i brani, significa soltanto una cosa: il talento di Joan Thiele.

Lei stessa fatica a inquadrare che musica faccia e questo potrebbe far storcere il naso ai puristi dei generi o agli amanti estremi delle etichette. Ma la Musica è bella proprio perché è Musica, a prescindere del genere e dalla forma che possa prendere una canzone.

Le sette tracce di questo suo primo EP scorrono fluide, ben amalgamate tra di loro, in un mix di acustico ed elettronica che, a detta di Joan Thiele stessa, si fondono perfettamente partendo dalla prima delle due componenti per poi mescolarsi in una contaminazione di suoni perfettamente riuscita.

Save Me“, oltre a essere il primo singolo estratto, è anche “la canzone di rottura” – per citare le parole di Joan – “è il primo passaggio dall’acustico all’elettronica“. Prima di questo EP Joan Thiele ha girato il più possibile, facendo da tour manager e da agenzia di booking a sé stessa, organizzando in prima persona un tour di tre mesi con una sola finalità: suonare il più possibile, farsi conoscere, presentare la sua musica e mantenersi con questo mestiere.

In questo EP c’è la passione, l’Amore – per la Musica e quello raccontato da canzoni come “Cup Of Coffee” e “Heartbeat” che sembrano contrapporsi e completarsi a vicenda – il soul e una bella dose di originalità che non guasta mai.

Quel che mi ha stupito è il modo che ha di cantare: oltre al timbro ha anche un suo suono che emerge dal cantato. Spiegarlo a parole è pressoché impossibile, ma ascoltandola attentamente capirai a cosa mi riferisco. Nell’EP è presente anche una bellissima reinterpretazione di “Lost Ones” di Lauryn Hill.

Taxi Driver” è, invece, il secondo singolo e nasce dalla curiosità che Joan stessa ha per il mondo. Ha scritto questo brano dopo aver tempestato di domande i tassisti di New York, chiedendo di raccontarle la loro storia o quelle che loro stessi si sentivano raccontare. Il risultato? Una canzone molto bella, fresh e con una perfetta resa visiva di quanto raccontato dal testo.

The things you saw and how you been through hell to make it, people kissing in the back seat drunk and naked.

Joan Thiele – “Taxi Driver”

Rainbow” e “You & I” sono i due brani più intimi, sia per la Musica che per il testo. “Rainbow” ha una caratteristica bellissima: quella di far parlare ogni singolo suono come un unico insieme, rendendo sonoramente l’immagine di un arcobaleno che senza i suoi colori non sarebbe definibile tale. Questa canzone segue lo stesso concetto.

Questo primo EP di Joan Thiele è il risultato di tanta passione, di gavetta e fatiche e di un talento che sono certo porterà a moltissimo altro di buono.

Il consiglio che posso darti – del tutto spassionato e di cuore – è di comprare il suo disco e ascoltarlo in loop così come sto facendo io da quando l’ho acquistato su Amazon – ti lascio il link qui sotto.

Sosteniamo la bella Musica, soprattutto se emergente e Made in Italy!

Mauro Abbatescianna.