Gli argomenti trattati nella Musica sono molteplici. C’è chi parla di politica, chi affronta argomenti più leggeri e poi c’è il classico disco autobiografico che parla del proprio vissuto, spesso facendo dei parallelismi con la vita circostante.

Questo è il caso di HellyBook, il nuovo album del rocker veneto Brent Steed, uscito lo scorso 15 Febbraio. Brent Steed, al secolo Federico Sadocco, torna con un album di dieci tracce cantate in inglese.

I brani sono stati scritti, composti e suonati interamente da Brent Steed, che ha registrato cantato, chitarra e basso, mentre le parti di batteria sono state affidate ad Alessandro Favero. HellyBook è stato registrato presso il Lemon Crush Studio di Padova, ad esclusione delle parti di batteria, registrate presso lo Studio 2 di Padova dov’è stato realizzato anche il mix del disco. Mastering a cura di Francesco Brini.

Artwork a cura di Elisabetta Guarino e del grafico Jack Taffarello.

Le influenze musicali di Brent Steed sono varie, dal grunge degli Alice In Chains, degli Stone Temple Pilots – influenze che si sentono molto in “Dedicated To God“, brano molto ben riuscito e sicuramente tra i migliori del disco – all’hard rock più tagliente dei Motley Crue (vedi “Road To R&R“). Ma i suoni che vengono spremuti sono anche quelli del pop di Michael Jackson o dell’eclettismo e della genialità di Prince.

Recensione | "HellyBook" di Brent Steed: viaggio autobiografico nel Rock
Brent Steed – HellyBook

HellyBook è tutto questo: un concentrato temporale che unisce canzoni scritte quando Brent Steed aveva diciott’anni, arrivando fino alle canzoni scritte più di recente, portando l’espressione musicale di Federico a uscire sottoforma di “UFO Space Rock“, come definito da lui stesso.

Ad aprire il disco è la titletrack stessa, un pezzo pop-rock con un solo di chitarra in distorsione dall’anima grunge. “God Sent Me A Letter” segue il filone sonoro inserendo un riff più tagliente e un cantato dal quale Brent Steed ne esce un po’ forzato nella voce.

La ritmica incalzante e le atmosfere di “I Surrender” rendono questo brano uno dei migliori di HellyBook, una canzone pop-rock a metà tra l’adolescenza e la maturità di un ragazzo che prende coscienza della vita.

Die To Survive” è perfetta per gli amanti delle chitarre distorte, mentre il cantato fa pensare a quanto già detto per “God Sent Me A Letter”.
In Your Dreams” è la ballad di HellyBook dal profumo anni 80 che fa tirare il fiato sul finale, prima della tirata “Morning Light” e della chiusura con “Sandra“, brano strumentale ben riuscito.

Prezzo: EUR 9,99
Conclusioni:

HellyBook di Brent Steed è un disco con all’interno diversi buoni spunti, come “Dedicated To God”, “In Your Dreams” e “Sandra”, ma mostra dei punti deboli o di parziale immaturità nel cantato, che risulta troppo forzato in alcuni passaggi. Nonostante ciò, in questo nuovo album si sente tutto l’amore che Brent Steed prova per la Musica che compone, e quando alla base c’è la passione si può solo migliorare.

Mauro Abbatescianna

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