Recensione | I suoni elettronici "404: human not found" del trio Me, the other and.
Me, the other and. – 404: human not found

Nuova recensione sulle pagine di AscoltieRacconti.com!
Oggi ti propongo dei suoni dei quali solitamente non parlo molto, suoni che apprezzo parecchio e che si stanno facendo sempre più spazio anche nell’ambiente emergente italiano. Sto parlando di un genere come l’ambient/electronic pop che è capace di regalare delle atmosfere molto belle ed emozionanti.

Me, the other and. sono l’occasione giusta per parlare di questo genere musicale, si tratta di un trio composto da Lorenzo, Chiara e Paolo, tre ragazzi che hanno sempre fatto della Musica il punto fermo della loro vita.

Chiara, classe ’91, inizia a studiare pianoforte dall’età di 5 anni, mentre lo studio del canto arriva nove anni dopo, con la passione per il Jazz. Il suo percorso formativo prosegue con il diploma al CPM (Centro Professione Musica – la scuola di Musica fondata da Franco Mussida, ex PFM) di Milano. Argomento della tesi: la Musica e la meditazione.
Oltre al progetto Me, the other and. lavora come vocalist per la pubblicità e, al contempo, studia canto Jazz al conservatorio di Milano.

Paolo, catanese D.O.C. e anch’esso classe ’91, studia pianoforte per due anni. Nel 2013 fonda il suo primo gruppo soul esibendosi come cantante per circa due anni, in molti locali di Catania.

L’incontro tra Lorenzo, Paolo e Chiara avviene quasi per caso, grazie al web: dopo essersi conosciuti online si incontrano offline, in sala di registrazione, e provano a capire quale possa essere la loro alchimia musicale. Dopo tre sessioni in studio si rendono conto come l’amalgama sia perfetta per registrare dieci tracce e dare vita a 404: human not found, il disco di cui parliamo oggi.

404: human not found, uscito per l’indie label italiana Seahorse Recordings, è un album che nasce dalla mente e dal cuore di Lorenzo, pieno di sdegno verso quel che è la società moderna, con i suoi controsensi, i suoi eccessi e le sue ingiustizie. Sebbene il titolo faccia presagire il contrario, i protagonisti di questo album di debutto dei Me, the other and. sono le persone, gli esseri umani – o perlomeno quel che ne rimane di loro.

A farci capire tutto questo sono anche le parole molto forti e mirate inserite nel booklet del CD:

[…] They always say “everything is ok”. I’m sorry, but we’re not humans anymore. That’s why we started to look for them. I used to believe in people. I believed in a future where we all cared for one world, nature, animals, human rights, social equality. But in 2017 we still have homeless people. We have found a cure for AIDS, ebola, death, some cases we keep people alive for years even if they can’t actually live. But we haven’t found a cure for poverty. […] Half of the world is still killing people in the name of some god. These other animals need to have a god, so stupid to create more gods with same powers but different names.

Me, the other and.

404: human not found è un concept album, all’interno del quale vengono riversate la misantropia di Lorenzo e il suo sdegno verso la società. Tutto prende forma in un disco dove la storia raccontata è figlia del menefreghismo verso la natura, degli sguardi bassi, delle ingiustizie sociali, elementi che hanno creato un essere mostruoso, ormai incapace di amare e per il quale la vita non ha più alcun significato ormai.

Così nasce la storia ricorrente nei brani di questo disco, quella di un uomo e una donna che non si incontreranno mai per colpa di tutto questo, degli errori della propria mente e dell’incapacità di guardare oltre al proprio naso.

Si tratta di un disco pessimista quanto, in realtà, realistico. Lo si percepisce già da “She’s Got No Name” – che segue a una “Intro” bellissima, con atmosfere sonore che sembrano richiamare alla nascita dell’essere umano e al suo ritrovarsi spaesato e disperso in un mondo nuovo. Tutto grazie all’uso del synth e dei backing vocals. Fantastica!

“She’s Got No Name” è il primo capitolo di questo rincorrersi e fa capire quanto in realtà il brano di apertura parli più di una condanna che di una nascita vera e propria, quella di chi non ha più nulla e ha già perso tutto: soldi, casa, dignità e persino il proprio nome. È possibile leggervi anche un riferimento al problema degli homeless.

Paperstream” tocca delle punte di down tempo, col cantato di Chiara e Paolo che avvolgono l’ascoltatore in qualcosa di molto sottile, sottile come la carta che è, forse, riferimento ai soldi, considerati dai Me, the other and. come “i veri soldati di questo tempo“.

Andando avanti con l’ascolto di 404: human not found è inevitabile pensare ai The XX, così come a certi suoni dei Massive Attack. C’è dentro molto in questo disco, dall’aspetto emozionale all’elettronica, al già citato down tempo e al synth-pop.

Over” è senza dubbio uno dei brani che più ricorda il duo britannico The XX, e questo non è un male se si pensa al livello di produzione di cui stiamo parlando. Avere un progetto come quello al quale riferirsi non è di certo un male, soprattutto quando si riesce ad avvicinarlo molto come nel caso dei Me, the other and.

Jazz” è una delle canzoni più belle di questo 404: human not found. La fusione del synth ai backing vocals crea un’atmosfera oceanica, come se fossimo nell’oceano e a cantare in sottofondo fossero i delfini.

And I swear I’ll be a Superman, so close your eyes and let me fly to you. […]
And you’re looking me while I’m shocking my sin and I try to look at you
let you see the sea in mine.

“Jazz” – Me, the other and.

Interlude” e “Les invalides de la Belle Epoque (Instrumental)” arrivano come intermezzo del disco: la prima ricrea, in qualche modo, quel senso di spaesamento iniziale, la seconda invece è come se cercasse di risolvere questa sensazione con l’uso di un beat in 4/4, come a riordinare il caos interiore che purtroppo ritorna con “Gettin Lost“.

Ascoltando questo brano mi vengono in mente quelle scene dei film americani, solitamente ambientate a Wall Street, dove l’inquadratura è fissa sul protagonista del momento mentre attorno tutto prosegue inesorabile. Ecco, è questo che si percepisce: l’indifferenza del mondo in cui viviamo, l’incapacità di riuscire a fermarci anche soltanto un attimo per renderci conto di quel che ci sta succedendo intorno o se qualcuno possa avere bisogno di un aiuto.

Molto bella anche “Keep Walking“, così come “Hide” che prosegue sulla linea del cercarsi senza realmente trovarsi perché, in realtà, non facciamo altro che nascondere noi stessi.

404: human not found si chiude con “Les invalides de la Belle Epoque feat. T-Krack“. La strumentale è la stessa dell’omonima traccia a metà disco, questa volta accompagnata da T-Krack – rapper italiano al secolo Tano Aliotta – che fonde benissimo la sua metrica con il beat realizzato.

Conclusioni:

404: human not found dei Me, the other and. è un disco molto solido, un concept che viene sviluppato molto bene per tutta la durata delle dieci tracce. Ho apprezzato molto il coraggio di osare così tanto in un disco di debutto, portando avanti un’idea concreta senza la paura di fallire o sbagliare. E si sa, quando si osa si rischia di fare centro oppure fare un flop. Me, the other and. hanno decisamente colpito il bersaglio!

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Mauro Abbatescianna

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