Lo dico da tempo: di talenti in giro ce ne sono molti, moltissimi. La band di cui ti parlo oggi fa parte di questa categoria.

Recensione | Recensione | Electric Floor e il suono sognante di Fader EP

Electric Floor è un progetto made in Italy che nasce nel 2009 in Calabria, a Cosenza, dalla mente di Emanuele Chiarelli (voce e chitarra), Simone Costantino De Luca (programmazione e tastiere) e Fabio Cosentino (basso).

Recensione | Electric Floor e il suono emozionale di "Fader EP"
Electric Floor – Fader EP

Quel che ne esce dalle tre teste alla base di Electric Floor è un suono che fonde synthpop, shoegaze, chillwave ed electrogaze. Alla base di tutto ci sono le emozioni: questo è l’obiettivo che si sono posti questi tre ragazzi quando hanno dato vita a questo progetto.

Fader EP è uscito lo scorso marzo per Vipchoyo Sound Factory, etichetta indipendente italiana, e si compone di cinque tracce che riescono a pieno nell’intento emozionale della band. Per questo EP la band ha rivoluzionato il proprio suono, introducendo quei riverberi alle chitarre e quell’elettronica tipiche dei generi già menzionati.

Prima di approdare a questo nuovo lavoro, gli Electric Floor hanno pubblicato 300 EP e Falsità Reali, usciti rispettivamente nel 2010 e nel 2012 con la collaborazione artistica di Dario Brunori e di Picicca Studio.

Fader EP si apre con “Bluedive“, singolo che ha anticipato la pubblicazione dell’EP e per il quale è stato girato un video prodotto da Mauro Nigro all’N2 Video Productions studio. Lo scenario rappresentato è cupo: uno stalker – qui nella veste di donna – insegue la propria vittima fino a raggiungerla nel finale.

La chiave di lettura rende visivamente e in modo differente ciò che viene raccontato dal brano, che parla della volontà di andarsene via, di inseguire un sogno, qualunque esso sia. Anche la propria libertà.

Take your bright blue hearth tonight
And please ask me what I need
I need to walk away
I need to walk away
Now I have no reason
No reason to get back

Charming Dress” è il brano che segue. Si apre con un ritmo in 4/4 scandito dalla batteria e seguito dalla bellissima melodia che fonde i suoi elettronici alla chitarra. In quell’incantevole vestito c’è la salvezza che ci porta via, come in un sogno.

I am here in this old blue house, when will you come to save me? Please rescue me

Borderland” porta con sé un messaggio bellissimo, forse anche figlio di una generazione X che vive una patologia come la depressione e che, purtroppo, porta spesso al suicidio. Gli Electric Floor lanciano un messaggio forte e importante: la soluzione è dentro di noi e va cercata, con tutte le proprie forze.

All beneath the loving earth
All that you hate
Is love painted blue
You know
It’s cold outside
It’s cold in you
But love just might fall
In your soul

M31” segue il filone sonoro sentito finora, mentre “Nosedive” è il brano che chiude Fader EP e che in apertura ricorda un po’ il suono dei Depeche Mode. Anche qui, come in tutte le altre canzoni degli Electric Floor, le atmosfere la fanno da padrone, creando un ambiente dentro al quale l’ascoltatore viene trasportato, come in un viaggio psichedelico.

Conclusioni:

Fader EP è il lavoro che porta gli Electric Floor a confrontarsi con un suono per loro rivoluzionato, presentandosi a una scena new wave/shoegaze/synthpop e lo fa con un prodotto all’altezza delle aspettative per un genere come questo. Come annunciato in apertura, l’aspetto emozionale è tutto per questi tre ragazzi e posso dirti che l’ascolto delle cinque tracce di questo disco scorre liscio e con un coinvolgimento pieno e crescente.

Ora non resta che aspettare l’uscita di un lavoro sulla lunga distanza e stare a sentire cos’hanno in serbo per noi gli Electric Floor, se il suono sarà nuovamente questo oppure no. Una cosa è certa: la base di partenza è molto, molto solida – se ne sono accorti anche negli Stati Uniti, in Irlanda, in Canada e in Germania.

Mauro Abbatescianna


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