Da quando Ghigo Renzulli e Piero Pelù si sono riuniti nel 2009, sotto il segno dei Litfiba, il gruppo ha pubblicato due album di inediti: “Grande Nazione” (2012) ed “Eutòpia“, quest’ultimo uscito lo scorso 11 novembre.

L’ho ascoltato moltissimo in questi giorni e la motivazione è una sola: questo album ha un sound pazzesco! Ma andiamo per gradi e scopriamolo insieme più a fondo.

Recensione | Cambiare le cose con la Musica: un’Eutòpia dei Litfiba?

Recensione | Cambiare le cose con la Musica: un'Eutòpia dei Litfiba?
Recensione | Cambiare le cose con la Musica: un’Eutòpia dei Litfiba?

Cosa significa pubblicare un disco dei Litfiba a fine 2016, dopo dieci anni di separazione e dopo soltanto un altro album di inediti pubblicato nel 2012? Significa tornare carichi come delle molle, con un suono cazzuto – da sempre distintivo dellla band toscana all’interno del panorama italiano – e con la voglia di suonare soprattutto dal vivo.

La denuncia sociale è sempre stato un altro tratto distintivo della band, che ha sempre fatto sentire la propria voce sui temi di cronaca e non solo.

Questo Eutòpia dei Litfiba si presenta con un presupposto difficile da fraintendere: nelle dieci tracce racchiuse in questo nuovo album c’è tutta quanta la volontà di dipingere un quadro dell’attuale realtà che ci circonda, dipinto realizzato con pennellate decise e con colori spesso cupi ma ben definiti, inconfondibili.

In Nome di Dio“, scritta in seguito ai fatti del Bataclan di un anno fa, è senza dubbio il brano che più riassume questa rabbia e questa necessità di dire che non basterà farsi esplodere in nome della religione per fermare il messaggio della Musica, di quella Musica che viene fatta in nome di una sola condizione: la libertà.

La verità è dove non batte mai il sole, la verità è che siamo già nella terza guerra mondiale. In nome di Dio il mondo è tutto mio, è mia tutta la Terra, gli uomini e i messia. In nome di Dio, suo figlio sono io, crociati talebani, il sangue è nelle mani.

Alle parole di Piero si contrappone l’assolo di Ghigo, che ricorda molto le urla di disperazione che tutti noi abbiamo visto e sentito dai video amatoriali ripresi durante quei tragici momenti di Parigi.

Ma il terrorismo non è l’unico argomento trattato: “Maria coraggio” è una canzone ispirata alla storia di Lea Garofalo, la donna morta per mano della ‘ndrangheta con la sola “colpa” di non essersi piegata allo schema delle mafie, collaborando con lo Stato come testimone di giustizia. C’è la voglia di mostrare all’Italia che le prove di coraggio ci sono state e continuano a esserci.

In questa Eutòpia dei Litfiba si parla anche della terra dei fuochi con “Intossicato“, si parla dei potenti e delle loro guerre comandate attraverso “L’impossibile“, pubblicata come primo singolo estratto dal disco e in rotazione nelle radio da qualche settimana.

Questo nuovo album si apre e si chiude con una dichiarazione esplicita: “Dio del Tuono” fa da apripista dicendo sostanzialmente come i Litfiba siano tornati, e lo fa attraverso un suono hard rock tendente al punk, con dei riff pieni e una ritmica coinvolgente – vi sfido a non muovervi al ritmo di questo pezzo!

La titletrack “Eutòpia” è, invece, la dichiarazione d’intenti posta in chiusura:

Se Eutòpia è un sogno, io voglio continuare a sognare. Se Eutòpia è uno sbaglio, io voglio continuare a sbagliare. Se Eutòpia è lotta, io voglio continuare a lottare!

Chiudere con un brano del genere può far capire bene come i Litfiba abbiano fatto la loro parte anche questa volta e continueranno a farla, con la stessa voglia di sempre, con la stessa carica di sempre, con un sound che in questo “Eutòpia” non è mai sottotono.

Questo è ciò che più mi è piaciuto di tutto quanto il disco: il suono curato ma senza fronzoli, fatto di ritmiche cariche e riff di chitarra pieni, di assoli semplici ma incisivi. Tutto quanto si amalgama perfettamente con la voce di Piero, anch’essa più piena e in certi momenti più graffiante che in passato.

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I testi risultano a volte retorici e a tratti banali, forse, ma è anche vero che gli anni passano per tutti e con loro anche la scrittura muta nel tempo. E soprattutto, il sound di questo Eutòpia dei Litfiba fa davvero dimenticare ogni punto debole che si possa trovare nelle liriche, proprio perché il muro del suono che viene sprigionato da questo disco sia così cazzuto da non riuscire a farti pensare ad altro!

 

Cambiare le cose con la Musica si può ancora fare? I Litfiba ci hanno messo del loro e secondo me hanno interpretato molto bene la loro parte, presentando un disco rock al 100%, Rock nello spirito ma soprattutto nel contenuto musicale.

A me questo Eutòpia dei Litfiba è piaciuto veramente tanto! Se non l’hai ancora sentito ti lascio qui sotto il widget Spotify per poterlo ascoltare, oltre ai vari link per l’acquisto tramite Amazon e iTunes.

Scrivimi nei commenti cosa ne pensi di questo nuovo disco dei Litfiba, dimmi se ti è piaciuto o se invece non sei rimasto entusiasta e come mai. Sono curioso di sapere la tua! E se ti va, condividi questa mia recensione, puoi condividerla su Facebook, Twitter, G+ o WhatsApp grazie ai pulsanti di condivisione posti proprio qui sotto!

Mauro Abbatescianna



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