Recensione in Anteprima | “ME+1”: il nuovo sognante album dei VeiveCura

Dream-pop, tappeti di synth e uno spirito sognante!

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Dei VeiveCura te ne ho parlato alcuni giorni fa, quando ti ho presentato “Kill Kids”, il primo singolo estratto da “ME+1, album di inediti in uscita il prossimo 27 gennaio per Rocketta Records, etichetta indipendente italiana.

Ho avuto la possibilità di ascoltare questo nuovo disco, motivo per il quale sto scrivendo. Pronto a sapere che ne penso? Andiamo!

ME+1 dei #VeiveCura: la recensione in anteprima di AscoltieRacconti.com Condividi il Tweet

Per chi non lo conoscesse, VeiveCura è un progetto solista nato nel 2010 dalla mente di Davide Iacono, siciliano, classe ’85. Si tratta di un progetto con un’anima internazionale e in continua evoluzione, che è passata dalle atmosfere melodiche e più classicamente orchestrali dei primi dischi – come “Sic Volvere Parcas” e “Tutto è Vanità” – a un disco molto più elaborato come “Goodmorning Eutopia“, che ha iniziato un filone dream-pop che si estende a questo nuovo “ME+1“, dove l’anima è molto più digitale di prima, grazie soprattutto all’introduzione del sintetizzatore.

Descrivere a parole questo nuovo “ME+1” è impresa molto ardua: dalla prima all’ultima traccia è presente la costante emozionale tipica di questo genere, qui presente in una chiave secondo me ancora più originale.

Recensione in Anteprima | "ME+1": il nuovo sognante album dei VeiveCura
Davide Iacono, fondatore dei VeiveCura. Credits: Roberta Pittau

I tempi sono scanditi alla perfezione, grazie anche all’aiuto di Salvo Scucces (synth, percussioni, sax soprano, programmazione), Salvo Puma (chitarra elettrica, basso, programmazione) e Milo Isgrò (batteria). “L’unione fa la forza“, diceva qualcuno, e questo disco ne è l’esempio più lampante.

“ME+1” si apre con “What We Were In Our Past Life“, pezzo strumentale che sembra voglia catapultarci in un viaggio temporale e dimensionale grazie al tappeto di synth che crea un’atmosfera viaggiante e anche un po’ mistica.

Prima tappa di questo viaggio è “Mirage“. Un miraggio è la visione che incontriamo nella traccia che segue, brano in 4/4 con un mix di suoni provenienti dagli anni ’80 e un basso molto funky che esce fuori nella seconda metà della canzone.

Kill Kids” è il brano che segue, il primo singolo estratto accompagnato dal video che vedi qui sotto. Si tratta di un brano e un video volutamente malinconici, dove la nostalgia “canaglia” degli anni ’80 raggiunge probabilmente l’apice di tutto quanto il disco, grazie alle citazioni ai telefilm come Alf, alla prima vera trilogia di Star Wars, I Goonies, i nonni in pantofole a guardare le televendite e il NES che non poteva mancare!

Una volta lasciato il tappeto di casa e i videogiochi arriva la luce del giorno con “Daylight“, dove i suoni riescono a creare una visione immaginifica della luce del giorno che si crea in tutto il suo processo, non solo esternamente e come fenomeno elettromagnetico ma soprattutto dentro di noi. Il tutto accompagnato da una sezione ritmica molto corposa, con un basso volutamente più arretrato rispetto alla batteria.

Il disco prosegue con “You Don’t“, una ballad che si apre con un piano molto delicato e un’atmosfera che è un mix tra un sogno e la malinconia. I suoni. Sono sempre i suoni che continuano a trasmettere emozioni, a riportare alla mente delle immagini che, chiudendo gli occhi, arrivano dritte dal quadro che questo disco sta dipingendo.

Il tempo trascorre in questo viaggio e arrivano anche gli anni 90′ in “Spark 90’s“, un ritmo più scanzonato con un bel riff di chitarra che guida tutto quanto il pezzo fino alla variazione centrale dove il piano crea uno stacco netto, una distensione generale che ci accompagna all’assolo finale di chitarra, davvero molto molto bello. Uno dei brani migliori del disco, senza ombra di dubbio.

Fire Doors” è invece una canzone più pop con un suono più tagliente che tiene alta la tensione fino all’ultimo secondo.

Cynic Cynic” ci catapulta nuovamente negli anni 80 e nelle sue sonorità – periodo al quale il nostro Davide Iacono è molto affezionato. Qui è il sax a farla da padrone, con un assolo bellissimo! Per certi versi mi ha ricordato un po’ gli INXS.

Too Late” è un brano che riesce a toccare i lati estremi dell’ambient e del post rock, con delle sonorità prese in prestito da entrambi creando un senso d’ansia sempre più crescente sul finale.

Sleepwalkers” e “See You in The Next Life” sono le tracce che chiudono il disco e danno un senso di specularità rispetto all’apertura dello stesso. Se l’astratto iniziale era dato da un miraggio, questa volta è il sonnabulismo a creare la stessa immagine, che sfocia nel passaggio finale di questo viaggio che giunge al compimento.

Conclusioni:

ME+1” è un disco ciclico, sia per com’è concepito nelle canzoni (come l’inizio con “What We Were In Our Past Life” e la chiusura con “See You In The Next Life“) sia dal punto di vista del significato. Questo album è il naturale passaggio e l’evoluzione sonora e artistica dei VeiveCura; è un album di transizione che segna, però, un ottimo traguardo raggiunto. Segna un ciclo e fa da ponte di connessione tra il passato, il presente e quel che sarà il futuro dei VeiveCura dando una forte sensazione di continuità che lascia nell’aria le parole “C’è ancora molto da dare!“.

L’infusione digital si mischia perfettamente all’analogico e strumentale che Davide e i suoi compagni di viaggio hanno suonato fino a prima di “Goodmornig Utopia” che ha segnato questa svolta sonora. La fusione riesce di nuovo, facendo trasparire un’identità autentica e personale, riuscendo nell’intento evolutivo e creando delle atmosfere concrete e percepibili. Ascoltare questo disco mi ha fatto venire in mente i London Grammar e i Future Islands, per fare due nomi, ma qui di stili ce ne sono molti e ben assimilati.

“ME+1” uscirà il 27 Gennaio sottoforma di CD, Vinile e Album Digitale. Un consiglio? Compralo e ti renderai conto di quanto talento sia racchiuso in questo progetto.

I brani che mi sono piaciuti di più? “Kill Kids” per la sua sana nostalgia, “You Don’t” per la delicatezza e le sue atmosfere e “Too Late” per la fusione di stili.

Mauro Abbatescianna


“ME+1” – VeiveCura – Tracklist:

1 – What we were in our Past Life
2 – Mirage
3 – Kill Kids (take me away)
4 – Daylight
5 – You Don’t
6 – Spark 90’s
7 – Fire Doors
8 – Bad Animals
9 – Cynic cynic
10 – Too Late
11 – Sleepwalkers
12 – See you in the Next Life


Che ne pensi dei VeiveCura? Conoscevi già questo progetto? Fammelo sapere commentando qui sotto e, se questa recensione ti è piaciuta, condividila su Facebook, Twitter, G+ e WhatsApp attraverso i tasti di condivisione qui sotto, potresti diffondere un bellissimo progetto musicale indipendente e Made in Italy! Io, come sempre, ti ringrazio per la lettura 🙂

Link e pagine utile legate ai VeiveCura:

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