Musica è emozione. Musica è la capacità di emozionarsi. Musica è l’abilità di aprire il proprio cuore e mettere i propri sentimenti al servizio della Musica stessa, con l’intento di creare qualcosa di positivo e costruttivo. Molto più costruttivo di qualunque motivo che possa avere l’enorme e terribile potere di toglierti la libertà.

Questo è stato il punto di partenza che ha dato vita a “Nonostante Tutto“, nuovo singolo di Jack Jaselli – cantautore milanese alla sua prima prova discografica in italiano sulla lunga distanza – pubblicato il 16 marzo e disponibile su tutti i digital store.

Il brano è stato scritto a 76 mani, in un’armonia generale creatasi con le trentasette ragazze della casa di reclusione femminile della Giudecca, a Venezia, coinvolte in questo processo creativo.

A chiamare Jack Jaselli all’appello è stata l’Associazione culturale Closer, nata a Venezia nel 2016, che gli ha proposto di incontrare le detenute per poter portare loro il verbo della Musica nella sua capacità di abbracciare chiunque, anche chi è costretto dentro quattro mura, prendendo parte al progetto di intervento e di inclusione in una società che spesso emargina.

Dopo una serie di incontri avvenuti nell’arco di dieci mesi, “Nonostante Tutto” ha preso forma, grazie alla voglia di mettersi in gioco da parte delle ragazze, che hanno proposto le loro idee, espresso le loro sensazioni e messo a nudo le loro emozioni.

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Jack Jaselli si è fatto menestrello e cantastorie, cantore delle LORO storie, di quelle donne che hanno molto da raccontare e, troppo spesso, nessuno disposto ad ascoltarle.

Una delle componenti principali che hanno permesso a “Nonostante Tutto” di prendere la forma che conosciamo oggi è stata la voglia di costruire qualcosa di bello, tutte insieme, cercando ognuna il proprio riscatto personale, ognuna con sé stessa.

Se doveste definire la libertà con una sola parola, quale sarebbe?

Questo è stato il quesito che Jack ha posto loro. Un punto di partenza che si tramuta in punto di arrivo. Un insieme di parole che per ognuna di loro significa “libertà”, come la concepiscono e la sentono oggi dietro a delle sbarre.

E così, incontro dopo incontro, la canzone ha preso sempre più forma fino a quando Jack Jaselli, con l’aiuto di Max Casacci – produttore storico dei Subsonica che ha prodotto il brano e che sta producendo il primo disco di Jaselli in Italiano – ha allestito un piccolo studio di registrazione proprio dentro al carcere della Giudecca.

“Nonostante Tutto” è una canzone perfetta, che toglie il fiato: un insieme di emozioni forti che ti travolgono durante l’ascolto, facendoti capire come spesso nella vita perdiamo il senso delle cose, dando peso a tante futilità senza magari apprezzare la bellezza e la semplicità di una cena con la propria famiglia, di una semplice giornata calda, di una lettera o del cielo che tuona sopra le nostre teste. A rendere tutto ancora più perfetto, le voci di quelle donne che hanno dita vita al coro che fanno da unica e grande seconda voce a quella di Jack.

La bellezza di tutto questo è stata raccontata anche attraverso le immagini del documentario registrato da Real Time e che mostra come “Nonostante Tutto” abbia preso forma. Appuntamento a Mercoledì 21 Marzo, canale 31 del DTV.

Come Bob Dylan raccontò l’incredibile storia di Rubin “Hurricane” Carter, Jack Jaselli ha fatto lo stesso con le detenute della Giudecca, dando loro voce e regalando una canzone meravigliosa che ti ritroverai ad ascoltare in loop e a cantare a squarciagola. E non importa se non ci riuscirai, perché bloccato dal magone e dagli occhi lucidi: quella sensazione altro non è che il vero senso della Musica.

Mauro Abbatescianna


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