Oggi voglio cominciare in modo differente questo articolo di Musica e Libri. Voglio iniziarlo ponendoti una domanda: hai mai pensato a quanto lavoro ci sia dietro a una canzone prima che questa possa chiamarsi tale?

Sembra una domanda banale, forse, ma quando si tratta di Musica – quella con la M maiuscola come piace identificarla a me – non c’è mai niente di scontato. E se hai ancora qualche dubbio, lascia che ti parli di Eterni Secondi, il nuovo bellissimo romanzo di Luca Bonaffini.

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Nella letteratura esistono i ghostwriter. Il corrispettivo di questa figura, nella Musica, è il cantautore. La grossa differenza tra un cantautore e un ghostwriter è il riconoscimento della proprietà intellettuale: il primo scrive per conto di qualcun altro che si prenderà i meriti del romanzo di turno. Il secondo, invece, firma dei brani che compone apposta perché vengano interpretati da altri cantanti.

Luca Bonaffini è parte di questa seconda meravigliosa categoria. Mantovano D.O.C., ha composto musiche e testi affermandosi come cantautore alla fine degli anni ’80. Tra i tanti nomi per i quali ha scritto ci sono Sergio Sgrilli, Flavio Oreglio, Fabio Concato, Nek, Claudio Lolli. Ha anche scritto testi teatrali insieme a Enrico Ruggeri e Dario Gay e pubblicato ben dodici CD in tutti questi anni.

Ma il nome di Pierangelo Bertoli è forse la più grande costante della sua carriera, soprattutto alla fine degli anni ’80 quando diventa suo collaboratore fisso.

Eterni Secondi è il nuovo romanzo di Luca Bonaffini, uscito lo scorso 23 Ottobre per Gilgamesh Edizioni. Si tratta di un romanzo atipico perché racchiude tre racconti che danno vita all’opera completa – o la prima opera a tre romanzi brevi come piace scrivere a Bonaffini nell’introduzione al libro.

Eterni Secondi viene scritto tra il 2011 e il 2017, mettendo insieme tre facce dello stesso orologio. Sì, perché ciò di cui si parla costantemente in questo libro è il tempo, che viene declinato in tre differenti sfumature che prendono forma con “Cattivi Romantici“, “L’internauta” e “La Notte in Cui Spuntò la Luna dal Monte“.

Musica e Libri | "Eterni Secondi" è il nuovo romanzo di Luca Bonaffini
Musica e Libri | “Eterni Secondi” è il nuovo romanzo di Luca Bonaffini

Sono questi i tre racconti che compongono Eterni Secondi e che vogliono rivivere eventi realmente accaduti mescolati a componenti di fiction che rendano la storia avvincente e assurdamente surreale, come ad esempio è “Cattivi Romantici“, la storia di due ex compagni di scuola – Fabio, detto Il Prof., e Andrea, detto Il Frusta – che si incontrano la sera prima del funerale di Mauro Banzotti – detto il Banza – terzo amico apparentemente morto suicida.

Tutto si svolge nell’arco di poche ore in uno scenario a episodi che ripercorre i ricordi e la gioventù dei tre compagni di scorribande che negli anni ’70 vivevano nella Milano dell’epoca durante la loro adolescenza politicizzata e fatta di realtà contrastanti, di realismo, ideologie di sinistra e estremismo di destra, il tutto farcito da una bella dose di egoismo borghese e menefreghismo verso il prossimo. Tre facce della stessa società e di tre amici che tante ne hanno fatte e che ora, a quarant’anni suonati, fanno i conti col loro presente. O perlomeno, è ciò che tocca a Fabio e Andrea, che ricordano i begli anni andati a colpi di ricordi e di 33 Giri. Sì, perché durante il colloquio dei due a casa del Prof, tutto viene farcito con dischi di Lucio Dalla, Bennato, Vasco Rossi, Guccini, Battiato, senza lasciare fuori dal racconto nemmeno i Pink Floyd, Jim Morrison o Elton John.

Perché “Secondi si nasce, non si diventa e lo si resta per l’eternità, con tutti i vantaggi che offre la posizione “non illuminata” del non essere mai tra i primi”, e il momento di fare conti col proprio passato e con sé stessi arriva per tutti, prima o poi. Il punto è: saremo pronti per accettarci per quel che siamo diventati?

Questo stesso tema ricorre anche ne “L’internauta“, il secondo “macro capitolo” di Eterni Secondi, dove – sempre con Milano sullo sfondo – un uomo, una specie di automa che vive la sua vita davanti al proprio PC portatile, si trova di colpo catapultato nella realtà dei vivi, delle persone in carne e ossa, costretto a questo confronto forzato a causa della rottura del suo fido laptop.

Ed è qui che il motore principale di un uomo, fatto di emozioni, sensi e sensazioni, di istinti e sentimenti, ricomincia a funzionare. Lo fa grazie alla capacità di cadere in un apparente stato di trance, a metà tra il sogno e la realtà, dove l’internauta di turno si trova ad affrontare la propria immagine di sé traslata dal suo subconscio e dalla sua interiorità psicologica.

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Il protagonista di questa storia si trova a vivere questa presa di coscienza mentre, nel tentativo di trovare sfogo per il lutto ricevuto di non avere più il suo PC portatile, scende a fare quattro passi in un parco milanese a pochi passi dal suo centro operativo. È qui che tutto prende forma: la sensazione di cadere che annuncia la caduta nello stato di sonno e di sogno, la consapevolezza di avere vissuto fino a quel momento una vita anestetizzata e totalmente omologata e, soprattutto, l’incapacità di provare delle emozioni reali, autentiche.

Saranno diverse figure a fargli capire come quel che realmente conta non è l’essere i primi o gli Eterni Secondi, ma semplicemente essere sé stessi e avere una propria identità.

E infine arriva “La Notte in cui Spuntò la Luna dal Monte“, terzo e ultimo racconto incluso in questo romanzo di Luca Bonaffini – senza dubbio la parte più bella del libro stesso.

In questa ultima parte tutto prende forma tra la notte del 6 e 7 gennaio 1991. In poche ore, durante una fredda notte invernale, viene alla luce una delle canzoni più belle e più importanti del cantautorato italiano: “Spunta La Luna Dal Monte“.

La bellezza di questo terzo racconto è l’amore con cui Luca Bonaffini ha voluto mostrare al mondo il proprio rapporto con Pierangelo Bertoli, cantautore scomodo perché disabile in un periodo nel quale la disabilità era vista come un tabù, facendo troppo spesso prevalere questo stupido preconcetto alla bellezza di ciò che Bertoli scriveva e componeva.

Bonaffini ci racconta anche questo.

Quella notte del 1991 nacque un brano meraviglioso che vide la luce grazie all’amicizia e alla stima che lo stesso Bertoli provava per Luca Bonaffini che il cantautore di Sassuolo aveva imparato ad apprezzare e al quale si era affezionato soprattutto umanamente.

Musica e Libri | "Eterni Secondi" è il nuovo romanzo di Luca Bonaffini
Da sinistra: Pierangelo Bertoli, Luca Bonaffini

È bellissimo leggere come sia stata composta “Spunta la Luna dal Monte“, con un Bonaffini che prende la sua macchina e da Mantova corre a Sassuolo per una maratona notturna in casa Bertoli, una villa in campagna dove nacque la magia di cui soltanto la Musica è capace.

Pierangelo Bertoli ricevette un provino dalla sua casa discografica che lo voleva a Sanremo e insieme a Bonaffini avrebbero dovuto metterci mano per renderla un pezzo che avesse l’identità del cantautore di Sassuolo. Fu proprio il cantautore di Sassuolo a volere l’amico Mantovano per scrivere a quattro mani il pezzo e decidere, poi, chi l’avrebbe firmata. Il provino era quello dei Tazenda, lo stesso gruppo col quale Bertoli cantò la canzone a Sanremo.

Quel che Luca Bonaffini non ha paura di scrivere è il restare defilato rispetto alla fama di chi è il primo e ha i riflettori puntati su di sé. Forse è anche questo essere un cantautore, voler semplicemente esprimere sé stessi attraverso le canzoni che anche qualcun altro canterà e col quale verranno scritte. Se poi a chiederti una mano è un caro amico come Pierangelo Bertoli, e quella canzone è “Spunta la Luna dal Monte”, allora tutto ha un altro sapore.

E così i due cantautori stanno seduti uno davanti all’altro alla ricerca della giusta interpretazione di quelle parole in una lingua come il sardo, con citazioni profonde e gravi, scavando nella tradizione dei canti e dei balli sardi come il “Dillu”, un ballo sardo, di derivazione pagana, con alcuni significati (comunque positivi) atti a esorcizzare qualcosa di negativo.

È un confronto di anime e di idee quello che ci racconta Luca Bonaffini, la sua e quella dell’amico Bertoli, che lo vuole con sé per riuscire in un’impresa come quella di chiudere una canzone per Sanremo in pochissime ore – la consegna era proprio il 7 gennaio 1991.

Il passaggio che più di tutti mi ha colpito è quello dove Luca Bonaffini chiede a Bertoli in modo sincero il perché di Sanremo, e Pierangelo – sincero e crudo come sempre – risponde:

Un handicappato in Italia è considerato un mostro. Un rifiuto sociale che non solo deve battersi contro l’ignoranza del popolo bue, ma anche contro l’egoismo e la cattiveria dei potenti. Sì, perché hanno tutto l’interesse a tenere in silenzio e al loro posto le minoranze, le classi sociali più deboli. Per un sacco di anni mi hanno detto che in televisione non mi volevano, in RAI ovviamente, perché ero ritenuto sgradevole e la conformazione del mio corpo dava fastidio. La gente, secondo gli esperti di marketing, avrebbe cambiato canale, perché forse avrei spaventato i bambini…

Non voglio dirti altro, perché Eterni Secondi è un romanzo che ti consiglio davvero di leggere e non voglio toglierti il gusto di farlo. Io, posso solo dirti che leggerlo è stata davvero una bell’esperienza. Il piacere della scoperta dei suoi dettagli più belli lo lascio a te.

I tre racconti si svolgono in un ambito spazio temporale molto ristretto dove “tutto” accade in meno di un giorno: una sera d’inverno in una stanza, un pomeriggio d’agosto in un parco, una notte in uno studio.
Poche ore, lunghi minuti, Eterni Secondi

Mauro Abbatescianna


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