La voce è uno strumento meraviglioso. Più di qualunque altro creato dall’uomo. Che si tratti di uno strumento a corda, a fiato o a percussione, la voce rimane lo strumento più difficile da controllare e da utilizzare.

Avere una bella voce è un dono: si può allenare la tecnica, migliorare l’estensione vocale, ma la timbrica e la sua bellezza sono un dono vero e proprio. E questo è il caso di Jake Smith, più conosciuto come The White Buffalo.

Ho conosciuto la Musica di White Smith grazie a Sons Of Anarchy, una delle serie TV di maggior successo degli ultimi dieci anni, dov’è presente “Come Join The Murder“, inedito di Jake Smith che appare nel finale assoluto della serie.

Sono partito da lì per scoprire la Musica di White Buffalo innamorandomene totalmente. Certo, con una voce come quella di Jake Smith è facile rimanere folgorati, ma non è solo quella: la scrittura e gli arrangiamenti di White Buffalo sono capaci di colpire dritti allo stomaco e farti rendere conto, ancora una volta, di quanto solo e soltanto la Musica sia in grado di emozionare.

L’opening act del concerto di The White Buffalo è stato affidato a Marlon Williams, ventisettenne cantautore neozelandese, che mi ha sorpreso originalità e doti canore. Ad accompagnarlo, una band assolutamente all’altezza, con la quale Marlon è stato capace di creare delle atmosfere d’altri tempi, portandoci nella Musica del passato con un estro molto personale e una chiave di lettura moderna.

Alle 22:00 circa è il turno di White Buffalo. Il trio composto da Jake Smith (chitarra e voce), Tommy Andrews (bass) e Matt Lynott (batteria) fa il suo ingresso in scena attaccando subito con “Hide And Seek” estratta da Darkest Darks, Lightest Lights (2017), l’ultimo album pubblicato che ci ha permesso di rivedere White Buffalo in Italia.

Don’t You Want It” e “Go The Distance” arrivano subito dopo e già in questi brani si sente il tiro di Matt alla batteria che ha tutta l’impressione di volersi far sentire anche all’aeroporto di Linate, impressione più che confermata con “Border Town“, dove il batterista si diverte non solo a divertire i suoi compagni di viaggio, ma gioca anche col pubblico che si esalta sempre di più.

La voce di White Buffalo è un dono. Non esistono altre parole per descrivere la timbrica, la carica emotiva e la forza vocale di Jake e sentirla dal vivo è il regalo di Barley Arts che ce l’ha (ri)portato in Italia.

The Bowery” ci fa ballare e sfogare, come se tutti provenissimo da quella via nei sobborghi di Manhattan e avessimo le sue sofferenze da buttare fuori. Arriva il momento della ballad con “Love Song #1” e la voce di Jake sembra elevarsi e diventare divina. Da Shadows, Greys & Evil Ways arriva “This Year” prima del boato del pubblico nel sentire l’attacco di “Come Join The Murder“, sicuramente il brano più aspettato di tutto il concerto – da me in primis.

Sentire un coro così forte, così unito, mi riempie il cuore. “Your love is a mother fucking revelation and I’m just looking for a fill-up station to fill your heart” è l’attacco di “Home Is In Your Arms” che continua a farci cantare tutti insieme prima di sentire e vedere Tommy pestare la batteria come un fabbro attaccando “Stunt Driver” estratta da Once Upon a Time In The West (2012).

La carica è incredibile e Lynott dà tutto sé stesso facendo tremare il palchetto dov’è presente la sua batteria tanto da far cadere più volte i microfoni che lo amplificano. Nonostante alcune imprecisioni, è un “drum hero” a tutti gli effetti e lo stesso Jake incita più volte il pubblico per onorarne il tiro!

The White Buffalo ci riporta al presente facendoci ballare al ritmo di “Avalon” prima di farci dondolare con “Into The Sun” e “Joe And Jolene“. Non è ancora abbastanza per chiudere questo concerto.

Jake lo sa e in solitaria attacca con “I Got You“, qui cantata senza Audra Mae, prima di attaccare con “The Whistler“, intonare la meravigliosa “Wish It Was True“, “The Pilot” e chiudere con la ritmatissima “How the West Was Won“.

Il concerto finisce così, dopo un’ora e mezza circa di Musica country folk suonata bene e cantata in modo superbo. La voce di Jake Smith è ancor più incredibile dal vivo e ascoltarla fa capire quale magia racchiuda: è una voce senza tempo, va ben oltre la sua età anagrafica.

Ascoltare le sue canzoni ti fa sentire come se fossi seduto davanti a un fuoco acceso, in compagnia del nonno o dell’amico saggio che vuole raccontarti cosa sia la vita, aiutandoti a prendere le scelte più giuste spiegandoti tutti i suoi sbagli. Non importa quanti anni tu abbia, lui sarà lì, a sorriderti e ad abbracciarti. Proprio come hanno fatto a fine concerto White Buffalo e i suoi soci, che sono venuti a salutarci, sorridendo a ognuno di noi, con la pazienza e la voglia di apparire nelle foto di tutti e di firmare tutti gli autografi che gli venivano chiesti.

Mauro Abbatescianna

The White Buffalo Live @ Circolo Magnolia (MI)

Hide N Seek
Don’t You Want It
Go The Distance
Border Town
Oh Darlin’ What Have I done
The Observatory
The Bowery
Love Song #1
This Year
Come Join The Murder
Home Is In Your Arms
Stunt Driver
Avalon
Into The Sun
Joe And Jolene
I Got You
Wish It Was True
The Whitsler
The Pilot
How The West Was Won

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