The War On Drugs è senza dubbio tra le band più in vista di quest’ultimo periodo. Dopo essere usciti lo scorso 25 agosto con A Deeper Understanding – nuovo album di inediti che segue lo stesso filone sonoro del precedente Lost In The Dreamla band capitanata da Adam Granduciel ha intrapreso un tour mondiale che li ha portati anche in Europa e, per quanto ci riguarda, in Italia con una sola data lo scorso 18 Novembre al Fabrique di Milano.

La serata è iniziata piacevolmente in orario rispetto all’abitudine italiana che porta a vedere slittare spesso l’orario di inizio dichiarato, con i The Barr Brothers che sono saliti sul palco alle 20.25 – addirittura cinque minuti prima delle 20.30 da cartellone.

I canadesi sanno il fatto loro e fin da subito coinvolgono il pubblico che riempie il Fabrique, travolti da un calore che forse loro stessi non si aspettavano. Il loro sound è molto in linea con quello dei War On Drugs e anche questo sicuramente aiuta, ma questi ragazzi ci sanno davvero fare!

È sempre bello vedere una band con una formazione semplice e scarna tanto quanto efficace nel rendere al meglio sul palco, e questa è senza dubbio la magia di cui sono capaci Andrew e Brad Barr – i due fratelli, il primo alla batteria, il secondo alla chitarra e voce – Sarah Page all’arpa e Andres Vial al basso, chitarra lap steel, tastiere e percussioni.

Prezzo: EUR 15,99

Un’esplosione di energia folk con influenze di vario genere, come la psichedelia e la new wave. Una vera scoperta sentirli dal vivo e vedere il pubblico così coinvolto. Questi sono i veri openers, quelli che sanno sfruttare le occasioni che gli si presentano e i The Barr Brothers si sono dati fino all’ultimo secondo!

Alle 21.40 circa sono i The War On Drugs a prendere il loro posto in scena, con una scenografia molto semplice fatta di sole piramidi di luce che si estendono dal basso verso l’alto e viceversa.

Il Fabrique è pieno e tutti fremono per sentire Adam e soci esplodere nelle loro ritmiche incalzanti e soli psichedelici con punte di acid Rock!

La serata inizia con “In Chains” presa proprio dal nuovo A Deeper Understanding, un bell’inizio pieno che in qualche modo mi aspettavo. Il pubblico è carico ed energico e “Baby Missiles” – estratta da Slave Ambient – fa tuonare il club in un boato di felicità.

Gioia e carica che proseguono con la doppietta “Pain” e “An Ocean In Between The Waves“, le mie due canzoni preferite di sempre dei War On Drugs e tra quelle che reputo meglio riuscite in assoluto, qui eseguite con un tiro micidiale, soprattutto da parte di Adam e Charlie Hall alla batteria, un fucile che spara ritmiche granitiche e impeccabili – ed era proprio Charlie che fremevo di sentire dal vivo!

Prosegue la promozione di A Deeper Understanding con “Strangest Thing“, “Knocked Down“, “Nothing To Find“, per poi passare a “Buenos Aires Beach” estratta da Wagonwheel Blues, il disco di debutto della band.

Prezzo: EUR 17,90

Si ritorna a Lost In The Dream con “Red Eyes” e al presente con “Thinking Of A Place” – ultimo singolo estratto da A Deeper Understanding – e con “Holding On“.

Giusto il tempo di riprendersi e sentire Adam scambiare quattro chiacchiere col pubblico che arriva un’altra tripletta pazzesca, con “Lost In The Dream“, “Under Pressure” e “In Reverse” – altre tre perle della discografia dei War On Drugs oltre che apertura e chiusura di Lost In The Dream.

Il main set finisce così, con questo trittico incredibile che fa esplodere il pubblico in una risposta molto più alta delle aspettative di Adam e soci, che più volte durante il concerto ringraziano per il calore della folla che hanno davanti.

Tornano in scena per un Encore di due brani – “Burning” e “You Don’t Have To Go” – prima che la magia unica – che per certi aspetti soltanto i War On Drugs sanno regalare dal vivo – finisca.

Mauro Abbatescianna

Setlist The War On Drugs Live @ Fabrique (MI):

In Chains
Baby Missiles
Pain
An Ocean in Between the Waves
Strangest Thing
Knocked Down
Nothing to Find
Buenos Aires Beach
Red Eyes
Thinking of a Place
Holding On
Lost in the Dream
Under the Pressure
In Reverse

Encore:

Burning
You Don’t Have to Go


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