Pazzesco. È stato tutto quanto pazzesco. Dico davvero, il concerto di The Marcus King Band al Legend Club di Milano è stato veramente superiore a ogni mia aspettativa – e ti assicuro che le mie aspettative erano veramente alte, perché questi ragazzi hanno talento da vendere!

Ma facciamo un passo indietro, ti porto con me a ieri sera, Mercoledì 3 Maggio 2017 e ti racconto bene com’è andata.

Live Report | The Marcus King Band incendia il Legend Club di Milano!

Piove. Esco di casa sapendo di trovare traffico, soprattutto dovendo passare dalla Tangenziale Nord e percorrere un pezzo di Milano-Meda. Nonostante questo, però, arrivo al Legend Club prima delle 20:00, nettamente in anticipo rispetto all’orario di inizio programmato.

Inizialmente siamo in pochi e un po’ mi rattristo, pensando e sperando che arrivino molte altre persone per riempire il locale. La location è quella giusta: un Live Club per una band emergente e alla sua prima apparizione in Italia. Passano i minuti e la gente inizia ad arrivare e le porte di accesso vengono aperte. Nel mentre ho incontrato persone che arrivavano da diversi posti d’Italia, chi da Verona e chi dalla Val d’Aosta, tutti al Legend Club per il concerto di The Marcus King Band.

Il locale si riempie e io mi riempio di orgoglio e felicità: la Musica sta bene, e tutte le persone che ho intorno, di ogni fascia d’età, ne sono la dimostrazione. Siamo tutti quanti lì per il nuovo fenomeno musicale che attraversa il southern rock passando per il blues, il soul, il funk, la psichedelia e a tratti anche l’r’n’b.

Alle 21.41 le luci si spengono e Marcus King e soci salgono sul palco sulle note di “wu tang clan ain’t nuthing ta f wit” sparata a tutto volume dalle casse: un ingresso totalmente a effetto che non mi aspettavo. Grandi!

L’accoglienza è caldissima e subito attaccano con “Ain’t Nogthing Wrong With That“. Il tiro è micidiale, suonata qualche bpm più veloce rispetto al disco ma con una qualità e pulizia incredibili! La voce di Marcus… pff, è magia pura! Un ragazzo che ha poco più di vent’anni è capace di portarti indietro nel tempo, fondendo tutti quegli stili musicali che hanno portato The Marcus King Band ad avere il suono che ha.

Ad avere talento non è soltanto il leader di questo gruppo, ma ogni singolo componente, da Jack Ryan (batteria) a Stephen Campbell (basso), passando per Justin Johnson (tromba e trombone), Matt Jennings (organo e tastiere) e Dean Mitchell (saxofono).

Hanno il groove nel sangue questi ragazzi, ma anche la dannazione del blues e la profondità del blues. Tutto condito con una bella dose di suono grezzo che solo il southern rock è capace di dare!

Fin da subito si capisce quanta voglia abbiano di suonare dandosi fino all’ultima goccia di sudore e un esempio è la jam session sulle note di “Fraudolent Waffle”, ma durante la sera c’è spazio per tutto come per “The Man You Didn’t Know” e “Rita Is Gone” per citare un paio di brani dell’ultimo album.

Qualunque sia la canzone, The Marcus King Band è un fiume in piena, un treno impossibile da fermare dove ogni nota è scandita alla perfezione dalla batteria di Jack Ryan, che detta i tempi a Marcus e agli altri suoi compagni di viaggio! I fraseggi di cui sono capaci sono meravigliosi! La sezione dei fiati è mostruosa! Un talento innato e soprattutto un groove così forte, così netto da avermi ricordato tantissimo l’approccio e lo stile di Trombone Shorty e della sua band!

E che dire di Marcus e della sua chitarra? Le sue mani dipingono assoli, fraseggi e ritmiche impressionanti se paragonate alla sua giovane età! Ha la Musica nel sangue, questo ragazzo! Ma un bravo leader è anche carismatico e Marcus King ha carisma da vendere! La sua presenza sul palco è imponente – anche per via della sua stazza e del suo sorriso smagliante.

Ma non è questione di singoli talenti, perché a far funzionare così bene una band è soltanto l’intesa che c’è tra i musicisti che la compongono e questi ragazzi sono fenomenali in questo! Hanno poco più di vent’anni a testa ma si parlano con gli strumenti come se suonassero da sempre, da tutta quanta una vita, come se fossero l’Allman Brothers Band – e forse è proprio per questo che Warren Haynes ha deciso di prendere Marcus King sotto la sua ala protettrice per produrlo e spingerlo nell’oceano musicale in cui viviamo!

Uno dei momenti più alti di tutto il concerto è stato sicuramente l’assolo di Jack Ryan, del quale persino Buddy Rich sarebbe stato fiero per bravura e talento. Che groove!

Emozionante la versione di “I Won’t Be Here” cantata in solitaria da Marcus King. Brividi. Brividi veri!

Ma loro per primi non ne hanno abbastanza e vengono chiamati a gran voce dal pubblico, di nuovo sul palco per altri venti minuti di energia strabordante che coinvolge tutto il pubblico che è sempre più in delirio, e la band con noi!

Dopo due ore piene il live finisce e negli occhi di questi ragazzi si percepisce la luce della felicità per un concerto dove hanno dato tutto e ricevuto altrettanto dal pubblico!

La ciliegina sulla torta? The Marcus King Band ha incontrato il pubblico a fine concerto, facendo foto e firmando le copie del disco. Questo è l’approccio che mi piace e soprattutto l’approccio di cui ha bisogno la Musica per essere salvata e protetta!

Band come The Marcus King Band, con un talento così grande e così bene coltivato nonostante siano ancora ai loro inizi, sono merce rara. Vederli dal vivo è stato, per me, un privilegio.

Questa band farà grandi cose. Tienila d’occhio, perché sono certo che in futuro ne sentiremo sempre più parlare e solo per la qualità della loro Musica e dei loro concerti!

Mauro Abbatescianna


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