Dopo aver pubblicato Hydrograd, l’ultimo album uscito il 30 Giugno scorso, lo scorso 15 Dicembre gli Stone Sour hanno suonato all’Alcatraz di Milano, per l’unica data italiana del loro Hydrograd Tour.

In supporto alla band di Corey Taylor, i The Pretty Reckless, band hard rock americana capitanata da Taylor Momsen, ex attrice e modella conosciuta anche per aver fatto parte del cast della serie TV Gossip Girl.

Una band con un suono potente e una bella dose di carica, quella giusta per aprire a un gruppo come gli Stone Sour!
La voce di Taylor Momsen è senza dubbio un pregio per la band, che coinvolge il pubblico con un’ora di Musica suonando alcuni dei loro pezzi più famosi, come “Going To Hell“, “Follow Me Down” e “Make Me Wanna Die“.

Veramente un’ottima performance quella dei The Pretty Reckless, molto apprezzata anche dal pubblico che ha partecipato molto attivante durante la loro esibizione – sicuramente ottima scelta da parte degli Stone Sour volerli con loro.

21:15: dopo il cambio palco di circa mezz’ora, le luci si spengono di nuovo e parte in sottofondo “YSIF” – traccia di apertura di Hydrograd – che fa presagire l’ingresso in scena degli Stone Sour, un’entrata potente ed esplosiva – nel vero senso della parola, viste le scintille fatte partire sul palco che hanno infiammato ancor di più l’ingresso di Corey Taylor e soci.

Taipei Person / Allah Tea“, il pezzo col quale attaccano gli Stone Sour, segue la tracklist di Hydrograd e fa capire benissimo che piega prenderà la serata, anche grazie al fucile armato di stelle filanti e festoni che imbraccia Corey Taylor e che spara sulla folla già in delirio!

La potenza e i volumi sono letteralmente esplosivi, tutto come dev’essere a un concerto metal, soprattutto se introdotto da un Corey Taylor così in forma:

Milano, quella di questa sera è l’ultima nostra data del 2017 prima di tornarcene in America. Chiudiamo il nostro tour europeo in Italia, un paese dove amiamo tornare perché fin da quando siamo venuti qui a suonare la prima volta, 15 anni fa, abbiamo capito come viviate la Musica nello stesso modo in cui la concepiamo e la viviamo noi. Siete pronti?

Knievel Has Landed” prosegue la promozione di Hydrograd, un disco di ottimo livello che ha ottenuto un buonissimo riscontro dalla critica e, soprattutto, dal pubblico, sempre più coinvolto!

Nelle prime battute arriva anche un coro che incita Corey a regalarci un momento di ilarità, “un’usanza” che da tempo segna il passaggio degli Stone Sour durante i loro concerti in Italia: una bella bestemmia scandita in un italiano perfetto – inutile dire la risata e l’esultanza generale! 😀

Made of Scars” e “Reborn” riportano tutti quanti indietro di 11 anni al 2006, anno di uscita di Come What(Ever) May, uno dei dischi di maggior successo degli Stone Sour – aspetto evidentemente sotto la luce dei riflettori, data la carica con la quale tutti quanti cantiamo e ci godiamo l’energia pura dei Corey Taylor e soci.

Il buon Corey si diverte e interagisce molto con noi – aspetto che ho sempre apprezzato moltissimo oltre alla sua voce e alla sua cazzutaggine!

E così arrivano “Say You’ll Haunt Me“, “30/30-150” e quei due capolavori che sono “Hesitate” e “Tired“, una in fila all’altra. Una sequenza che farebbe impazzire anche un profano di questa band o del Metal/Hard Rock, soprattutto nel passaggio dalle melodie di “Hesitate” alla carica dinamitarda di “Tired” cantata a squarciagola dal sottoscritto come da tutti quanti i presenti – uno dei momenti che aspettavo maggiormente da questo concerto!

Si ritorna al presente, con “Rose Red Violent Blue (This Song Is Dumb & So Am I)” che viene introdotta da Corey Taylor dicendo che “è l’ultimo singolo degli Stone Sour ed è dedicata alle donne presenti in sala“.

Si torna poi ad House Of Gold And Bones Pt.2 con “Do Me A Favor“, seguita da un altro intermezzo in cui Corey chiede “chi vuole qualche pezzo del nostro primo album?“, domanda alla quale segue un boato enorme!
Iniziano così “Cold Reader” e “Get Inside“, prese da Stone Sour del 2002. Dopo questo tuffo agli albori di questa band si ritorna al presente con “Song #3“, secondo singolo estratto da Hydrograd e canzone meravigliosa cantata da chiunque presente all’Alcatraz!

Il momento senza dubbio più atteso da tutti arriva subito dopo, con una “Through Glass” eseguita alla perfezione, sia dagli Stone Sour sul palco che dal pubblico, che non perde un colpo cantando e tenendo il tempo per tutta quanta la sera!

Si chiude così il main set, al quale segue un encore altrettanto carico di energia. Un finale con “Gone Sovereign / Absolute Zero” e “Fabuless“, la giusta chiusura per un concerto come questo!

Il live degli Stone Sour all’Alcatraz è stato senza ombra di dubbio tra i migliori concerti ai quali sia mai stato, sia per la qualità tecnica della band che, soprattutto, per la carica, l’energia, i volumi e il coinvolgimento. L’alchimia tra band e pubblico è stata pazzesca, regalando quello che – prendendo per buono quanto detto da Corey Taylor durante la serata – è stato il miglior concerto che gli Stone Sour abbiano fatto finora nella loro carriera.

Molto spesso sono frasi dette apposta per ingraziarsi il pubblico del momento, ma chi era presente sabato 15 Dicembre all’Alcatraz sa bene di che livello di esibizione si sta parlando. Per cui, anche solo per il ricordo, io voglio crederci, anche solo un pochino. Una cosa è certa: vedere gli Stone Sour dal vivo sprigionare tutta questa carica, fa sembrare i loro stessi album, dischi di Musica classica!

Mauro Abbatescianna

Setlist Stone Sour Live @ Alcatraz (MI)

Taipei Person / Allah Tea
Knievel Has Landed
Made of Scars
Reborn
Say You’ll Haunt Me
30/30-150
Hesitate
Tired
Rose Red Violent Blue (This Song Is Dumb & So Am I)
Do Me a Favor
Cold Reader
Get Inside
Song #3
Through Glass

Encore:
Gone Sovereign
Absolute Zero
Fabuless


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