Dopo mesi d’attesa (avevo comprato il biglietto a Febbraio ad apertura prevendite), il 7 Giugno è arrivato e si è portato con sé, direttamente dall’America, i Puscifer Live al Teatro Arcimboldi (MI)!

Puscifer Live Teatro Arcimboldi (MI) – Il Live Report di AscoltieRacconti.com

Chi frequenta l’ambiente della musica dal vivo sa bene come, ormai, il Teatro degli Arcimboldi sia diventato la location che ospita la stragrande maggioranza dei concerti milanesi o addirittura italiani.

Martedì sera i Puscifer hanno fatto tappa proprio in questo teatro. L’unica data nostrana del “Money $hot Around The World Tour” ha portato la band in Italia per la prima volta da quando è stata fondata da Maynard James Keenan nel lontano 1995 – sebbene “Don’t Shoot The Messenger“, il primo EP ufficiale, sia stato pubblicato solo nel 2007.

In questo Live Report non troverai alcuna foto dello show (a parte l’unica che sono riuscito a fare a concerto non ancora iniziato). Il motivo è legato all’estro di Maynard: chi lo conosce e lo segue da tempo sa bene come sia totalmente schivo dal farsi ritrarre in foto o in video e come abbia sempre vietato ogni tipo di ripresa o di scatto durante i suoi show, che si tratti dei Puscifer, dei Tool o degli A Perfect Circle. Anche martedì è stato così, ovviamente. Questo aspetto ha però un risvolto positivo se si pensa a quante volte la gente non si goda il momento perché lo vive attraverso il filtro del display del proprio smartphone – o peggio ancora del proprio tablet usato come fotocamera (ma perché?!).

Quella che vedi qui sotto è l’unica foto che sono riuscito a fare e, no, non hai le allucinazioni. Sul palco c’era un ring. A un concerto. Nemmeno io avevo la minima idea del perché fosse lì ma, alle 21:00 spaccate, il mio dubbio è stato spazzato via.

Puscifer Live Teatro Arcimboldi (MI) | Leggi il Live Report di AscoltieRacconti.com
Puscifer Live Teatro Arcimboldi (MI) | Leggi il Live Report di AscoltieRacconti.com

Quel ring è servito per l’opening act dei Luchafers, un gruppo di cinque wrestlers in maschera che hanno intrattenuto il pubblico con mezz’ora di combattimento in stile Lucha Libre -(letteralmente “lotta libera” in spagnolo) un particolare genere di wrestling messicano che predilige l’utilizzo di mosse acrobatiche e più veloci alla forza fisica.

Dopo questa divertente parentesi, alle 21:35 si sono spente le luci e accesi due monitor ai lati del palco, che proiettavano un notiziario dove veniva annunciato il discorso di un generale che spiegava i segnali stradali in alcune strade d’America… impersonificato da Maynard James Keenan (poteva essere altrimenti?).

Dopo un discorso degno delle migliori elezioni “made in U.S.A.”, la band è salita sul palco. Il ring è rimasto e sopra sono stati posizionati i microfoni di Maynard e di Carina Round, la voce femminile dei Puscifer. Oltre al ring sono rimasti anche i Luchafers che per tutto il concerto hanno ballato e si sono sfidati in alcuni scontri che sono poi sfociati in brevi incontri, proprio sul ring, lasciando sedere i Puscifer sulle tribune improvvisate sul palco, anch’esse parti integranti del live, permettendogli di godere dell’intermezzo di wrestling.

Simultaneous” ha aperto il live, seguita poi da “Galileo” e da “Agostina“, tutte e tre contenute nell’ultimo “Money $hot“, l’album promosso con questo tour. Il suono era pieno, la band sembrava un unico ingranaggio perfettamente funzionante e le parti vocali di Maynard e Carina sono state impeccabili, fin dal primo momento. Terminata “Agostina” c’è stato il primo intermezzo dei Luchafers. Via il primo scontro e “Atto II°” della band.

Il concerto è proseguito con “Vagina Mine“, title track dell’omonimo album, che ha fatto sussultare tutto quanto il Teatro Arcimboldi. Quando la band ha attaccato “The Remedy” sono saltato sulla poltrona: è un brano che adoro per la carica e la cattiveria intrinseca di cui è pregna! Al termine di quest’ultima, altro intermezzo a cura dei Luchafers. “Atto III°” e “Life Of Brian (Apparently You Haven’t Seen)” per riprendere col concerto.

Rev 22:20” è arrivata dritta dritta dal primo EP con tutte le sue atmosfere di cui è pregna. Che bomba sentirla dal vivo! Per non parlare dell’esecuzione magistrale di “Grand Canyon”, primo singolo estratto dal nuovo album (del quale è stato proiettato il fantastico videoclip sullo schermo presente sul palco).

Tra i pezzi suonati ci sono stati anche “Toma” (sentirne l’attacco mi ha fatto esultare come se avessi appena vinto alla lotteria), “Conditions Of My Parole” (altra canzone fantastica dei Puscifer), “Money $hot” (con la sua ritmica incalzante che ha fatto scatenare tutti i presenti in sala), “Telling Ghosts” (che mi ha fatto letteralmente viaggiare mentre l’ascoltavo a occhi chiusi).

C’è stato persino spazio per un breve combattimento tra galli finti all’interno di una recinzione posizionata sul palco a metà show circa con tanto di Maynard che al microfono ha chiesto: “How do you say ‘chicken soup’ in italian?

Questa è stata la prima volta che vedevo Maynard James Keenan dal vivo, con qualunque dei suoi progetti. Lo adoro per la sua genialità che l’altra sera ha dimostrato essere ancora più superiore di quel che si possa percepire. L’ho capito dallo show al quale ho assistito due giorni fa, perché non è stato soltanto un concerto, ma un concept live, dove oltre alla band che suona sono presenti anche degli elementi – in questo caso i Luchafers – che servono perché parti integranti e fondamentali della riuscita dello show. Sono contestualizzati all’interno del concerto. Non avevo MAI assistito a uno show con questa concezione e posso affermare, senza dubbio, di essere stato a uno dei più bei concerti della mia vita (fino adesso).

L’estro e la genialità di Maynard sta anche nel non volersi mostrare nemmeno durante i suoi concerti: l’altra sera si è presentato in maschera (simile a quella dei Luchafers, soltanto tutta nera e non colorata come la loro) e per tutto il concerto ha cantato sempre in penombra o al buio. Le luci erano puntate su Carina e sugli altri componenti della band, ma non su di lui. Era lì, lo sentivi, lo vedevi fisicamente, lo percepivi col suo carisma, ma non si mostrava.

Lui è fatto così. È uno di quei personaggi che o lo ami smisuratamente, oppure lo odi con tutto te stesso. Sapevo bene a cosa sarei andato incontro, anche al rischio di vederlo cantare tutto il tempo dando le spalle al pubblico (l’ha già fatto in passato) e sapevo che avrei rischiato di incazzarmi perché è un atteggiamento che, per quanto dentro al personaggio, mi avrebbe un po’ urtato,

Poi però le luci si spengono, lo show inizia, lui canta in modo pazzesco, la band è formidabile, lo spettacolo è qualcosa di unico, lui ha la maschera e non si fa vedere… eppure quando il concerto finisce non riesci a non essere carico come una molla per quel che hai appena visto e, soprattutto, capisci ancora di più il Maynard che non ha una vera e propria linea delimitante tra la persona e il suo personaggio.

Risultato? Non vedo l’ora di rivederlo, perché è un genio di quelli che ne capita uno ogni 50 anni!

Setlist completa Puscifer Live Teatro Arcimboldi:

  • Simultaneous
  • Galileo
  • Agostina
  • Intermezzo Luchafers
  • Vagina Mine
  • Horizons
  • The Arsonist
  • The Remedy
  • Intermezzo Luchafers – Part2
  • Life of Brian (Apparently You Haven’t Seen)
  • Rev 22:20
  • Grand Canyon
  • The Rapture
  • Breathe
  • Intermezzo combattimento clandestino di galli finti
  • Toma
  • Telling Ghosts
  • Flippant
  • Conditions of My Parole
  • Money Shot
  • Man Overboard

Encore:

  • The Humbling River
  • Autumn

Mauro Abbatescianna

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