Il periodo estivo, si sa, è il momento più proficuo per la Musica dal vivo. La scorsa settimana è tornata a far visita all’Italia una delle band più interessanti del panorama Blues mondiale: i Gov’t Mule.

#LiveReport #GovtMule @ #LiveClub di Trezzo: la Jam Band fa sentire il suo sound! Condividi il Tweet

Il Live Club di Trezzo sull’Adda (MI) è un luogo di culto per la Musica dal vivo, un nome che suona molto familiare soprattutto agli amanti del Rock N Roll e di tutti i suoi vari sottogeneri grazie all’enorme quantità di nomi che, negli anni, hanno suonato in questa location.

Lo scorso 15 Giugno anche Warren Haynes e i suoi Gov’t Mule hanno fatto tappa al Live Club regalando al pubblico un concerto meraviglioso!

Arrivo al locale appena in tempo per sentire i Gov’t Mule aprire con “Blind Man in The Dark” dopo un pomeriggio frenetico in giro per Milano e subito mi rendo conto di quanto mi mancasse sentire Warren Haynes e soci dal vivo!

Questa è la seconda volta che li vedo e la sensazione è quella di sentirsi a casa, è questo l’effetto che fa un concerto dei Gov’t Mule e “Bad Little Doggie” dritto dritto da Life Before Insanity: carica pura per scaldare al meglio un pubblico già in delirio!

Lo stesso avviene con “Mother Earth“, un pezzo di Memphis Slim, un classico del blues. Mi guardo intorno e vedo solo persone felici, col sorriso sulle labbra e la voglia di Blues e Rock N Roll di cui soltanto i Gov’t Mule sono capaci! Si torna di nuovo nel passato con “Banks of The Deep End“, “Time To Confess” e “Birth of The Mule“, per poi tornare ai girni nostri con “Sarah, Surrender” e “Stone Cold Rage“, entrambi singoli estratti dall’ultimo Revolution Come… Revolution Go – disco del quale puoi leggere la mia recensione a questo link.

Il primo set si chiude così, con la carica di “Stone Cold Rage”, lasciando al pubblico il tempo di andare in bagno, bersi una birra, fumarsi una sigaretta, ma soprattutto di scoprire che Warren Haynes e soci incontreranno il pubblico a fine concerto – proprio come successe col suo “figlioccio” artistico Marcus King subito dopo del suo live al Legend Club di Milano.

Il secondo set si apre nel segno della malinconia, con “Traveling Tune“, la canzone che più di ogni altra del nuovo album è stata dedicata a Butch Trucks, ex batterista della Allman Brothers Band scomparso nel 2014. Ma a ricordarci la magnificenza di Gregg Allman e soci arrivano anche “Dreams” e “Soulshine“. Ed è proprio quest’ultima a far letteralmente incendiare il pubblico non appena Warren Haynes attacca con la chitarra subito dopo l’intro di organo di Danny Louis.

Canto a squarciagola ogni singola parola di questo brano meraviglioso, pensando a quanto avrei voluto riuscire a vedere Warren dal vivo con l’Allman Brother Band e mi commuovo quando Warren ci guarda, sorridente e felice, alzando il braccio e facendo un segno di pace con le dita che viene immediatamente corrisposto da tutti i presenti.

Un momento da pelle d’oca!

Ma i Gov’t Mule sono conosciuti soprattutto per il loro essere una Jam Band tra le migliori al mondo, insieme alla Dave Matthews Band, ed è su un pezzo come “Devil Likes It Slow” che questa loro enorme abilità viene fuori.

Un altro aspetto conosciuto della band è la voglia di rendere tributo a canzoni e artisti che hanno significato moltissimo nella storia della Musica oltre che nella storia personale di ogni musicista che compone la band, ed ecco che arrivano “I’m A Ram” di Al Green e “She Said She Said” dei Beatles – con tanto di Jam che sfocia in “Tomorrow Never Knows” sempre dei Fab Four – così come arrivano anche “Dark Was the Night, Cold Was the Ground“, cover di Blind Willie Johnson contenuta anche in Revolution Come… Revolution Go.

Il secondo set si chiude così, con il pubblico che acclama i Gov’t Mule, che risalgono sul palco per un ultimo pezzo con Fabio Drusin, ex bassista e fondatore dei W.I.N.D., gruppo Rock italiano.

Warren Haynes e i Gov’t Mule sono così: amano ciò che fanno, fanno ciò che amano e amano invitare a suonare con loro le persone che stimano e che sono diventate, negli anni, amici e compagni di vita oltre che di palchi.

Il concerto si chiude così, dopo circa due ore e mezza di Musica e con la band che incontra i fans al banchetto del merchandising, con la voglia di firmare dischi e scambiare qualche parola come si faceva in passato, lontano dai canoni dei social network, lontano dalle barriere che possono nascere con l’arrivo del successo.

Una cosa è certa: di band come i Gov’t Mule ce n’è sempre più bisogno e sapere che Warren Haynes ha visto in Marcus King quella continuità necessaria per portare avanti il verbo fa ben sperare in un futuro dai colori Blues, Soul e Rock N Roll.

Mauro Abbatescianna

Gov’t Mule @ Live Club di Trezzo sull’Adda: la Setlist completa

Blind Man in the Dark
Bad Little Doggie
Mother Earth
(Memphis Slim cover)
Banks of the Deep End
Time to Confess
Birth of the Mule
Sarah, Surrender
Stone Cold Rage
Set 2:
Traveling Tune
Dreams
(The Allman Brothers Band cover)
Soulshine
(The Allman Brothers Band cover)
Devil Likes It Slow
Pressure Under Fire
I’m a Ram
(Al Green cover)
She Said She Said
(The Beatles cover) (> ‘Tomorrow Never Knows’ jam)
Dark Was the Night, Cold Was the Ground
(Blind Willie Johnson cover)
Encore:
Statesboro Blues
(Blind Willie McTell cover) (con Fabio Drusin)

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