Contano di più le immagini e i video o le emozioni? Conta più vivere un’esperienza o poterla raccontare con delle foto?

Ho sempre pensato che non ci sia niente di più bello che spegnere il mondo per la durata di un concerto e godersi la band o l’artista sul palco lasciando fuori tutto il resto. Siamo spettatori di un live e non della nostra vita.

Questo Live Report del concerto dei Foo Fighters al Firenze Rocks 2018 comincia così, con questa “dichiarazione d’intenti” che ha il solo obiettivo di farti capire perché in questo articolo non troverai alcuna foto del concerto salvo quella di apertura: ho voluto godermelo, come dovremmo goderci ogni volta l’esperienza di un live e come troppo spesso ci dimentichiamo di fare finendo per vederlo attraverso il filtro dello schermo di uno smartphone.

Non questa volta. Non i Foo Fighters che, a dire la verità, non sono affatto tra i miei artisti preferiti “su disco”. L’ho già scritto in precedenza: quando ascolto un album dei Foo Fighters difficilmente riesco ad arrivare in fondo senza annoiarmi. Seppur bravissimi tecnicamente e sia indubbia la loro grandezza, molto spesso mi sono trovato a non provare alcun coinvolgimento emotivo dalle canzoni di Dave Grohl e soci. Ovviamente è una cosa personale, perché ho sempre ascoltato Musica in modo emotivo. Però stimo molto Dave, il suo amore per la Musica, tutto quel che fa per arricchire la più bella delle arti e, last but not least, i Foo Fighters sono degli animali da palcoscenico.

Per cui volevo gustarmeli come si deve, per scoprirli in questa loro dimensione che – seppur visti soltanto su YouTube – ho sempre pensato fosse la loro natura.

Tutti questi pensieri si sono uniti nel momento in cui, dopo una breve attesa dal nostro arrivo alla Visarno Arena in una giornata con un viaggio che sembrava infinito (maledetto traffico fiorentino!), Dave Grohl e compagnia bella salgono sul palco come degli animali liberati dalla loro gabbia giusto un istante prima per essere lasciati liberi a sfogare i loro istinti. “Run” fa da opener e si conferma essere quella canzone dall’anima live che già si percepisce nell’ascolto su disco. Sentirla dal vivo è un’esplosione di energia che fa sfogare le decine di migliaia di fan presenti a Firenze con la voglia di cantare insieme a Dave Grohl.

“All My Life”, “Learn To Fly”, “The Pretender” e “The Sky Is A Neighborhood” si susseguono senza sosta, la band è inarrestabile e la felicità e il pogo che si scatenano intorno a noi ne sono la conferma. L’energia è veramente oltre ogni limite. “This is Fuckin’ Rock N Roll” è ciò che mi ritrovo a dire sempre più di frequente durante il concerto e il solo di batteria di Taylor Hawkins durante “Rope” non fa altro che confermare tutto ciò!

Hawkins è un martello pneumatico, mentre Dave Grohl trascina i suoi Foo Fighters con una carica e un’ironia che lo contraddistinguono da sempre. Gli piace giocare col pubblico, coinvolgerlo!

La serata è meravigliosa, prosegue nel migliore dei modi fino al trittico centrale con “My Hero”, “These Days” e “Walk”. Quest’ultima è la canzone che più di tutte ero curioso di sentire live e alla quale sono molto affezionato. Ma quel che succede di lì a pochi minuti è qualcosa di totalmente inaspettato e fuori di testa!

Arriva il momento delle presentazioni della band: Rami Jaffee dietro la tastiere intona “Imagine” e Dave invita la gente a cantare, dicendoci di cantare con lui questa “canzone di pace e amore“, stupendoci nel momento in cui attacca a cantare “Jump” dei Van Halen sulla melodia della canzone di John Lennon. Meravigliosa!

Ma quel che succede al momento della presentazione di Pat Smear (chitarra solista) mi fa letteralmente andare fuori di testa: una volta presentato, attacca subito col riff di “Blitzkrieg Bop” dei Ramones ed ecco che lo spirito punk che c’è dentro di me si risveglia come se fosse stato addormentato da troppo tempo e subito inizio a saltare come un matto, cantando a squarciagola una delle canzoni più belle della storia della Musica e di una tra le band che più di tutte avrei voluto vedere dal vivo!

Ma non è ancora abbastanza, e così Dave Grohl e Taylor Hawkins si scambiano i ruoli facendo l’arrocco come negli scacchi: il primo si siede dietro la batteria e il secondo impugna il microfono emettendo degli acuti degni di Freddie Mercury, omaggiandolo con “Under Pressure”.

Quando pensi di aver già avuto tantissimo da un concerto che continua a crescere per intensità, bellezza e divertimento, ecco che arriva il momento più impensabile: Dave prosegue nella presentazione della band arrivando a Nate Mendel, basso dei Foo Fighters, dicendo che per lui è noioso mettersi in mostra e fare il suo assolo.

C’è qualcuno che suona il basso? Qualcuno vuole farlo?

Chiede Dave e subito dopo ecco apparire Duff McKagan dei Guns N’ Roses, osannato dal pubblico. Siamo tutti in visibilio e cerchiamo di capire cosa stia per succedere. Attacca violento con “It’s So Easy” proprio dei suoi Guns e succede l’inimmaginabile: Axl Rose e Slash spuntano fuori ed ecco che ti ritrovi al concerto dei Foo Fighters a sentirli suonare insieme ai Guns. Queste sono le figate più grandi del Rock N Roll, una di quelle cose che solitamente mi ritrovo a vedere su YouTube chiedendomi sempre perché non capiti mai a me… fino a giovedì scorso, in cui è successo!

Gli ospiti d’onore lasciano il palco e tutto procede con un’energia che ora è diventata impossibile da contenere: Dave Grohl e i suoi Foo Fighters sono arrivati per prendersi tutto e darsi fino all’ultima goccia, con un concerto che è una vera e propria celebrazione al Rock N Roll!

Arrivano “Monkey Wrench”, “Wheels”, “Breakout” e “Dirty Water” prima della granitica “Best Of You” che chiunque tra i presenti aspettava per cantarla e urlarla con tutto il fiato in corpo. I Foo Fighters lo sanno e ci regalano una versione lunga più di 8 minuti prima di lasciare il palco e andare nel backstage. Ed è lì che viene fuori ancora una volta lo spirito di Dave, che gioca con la telecamera mentre si asciuga il sudore, chiedendoci quanti brani vogliamo ancora sentire mentre abbraccia Axl ridendo insieme a lui.

Dopo un bellissimo siparietto, la band riappare sul palco per l’encore: tre pezzi suonati con un’energia che sembra quella di chi sul palco ci è appena salito e non di chi ha già fatto più di 2 ore di live.

“Times Like These”, “This Is A Call” ed “Everlong” chiudono un concerto incredibile che non vedevo l’ora di vedere per andare alla scoperta di una di quelle band che tiene altissima la bandiera del Rock N Roll, soprattutto nella dimensione live.

Quello dei Foo Fighters al Firenze Rocks 2018 è senza dubbio uno dei più bei concerti che abbia mai visto per intensità ma, soprattutto, per il rispetto che Dave Grohl manifesta per il Rock. Ne ho già parlato quando ho recensito Sound City – il film documentario da lui fortemente voluto e diretto del quale puoi leggere qui la mia recensione – e lo ribadisco anche qui: ciò che rende grande quest’uomo e questo musicista è l’amore che prova per la Musica e la sua voglia di onorarla come se la prendesse in mano coi guanti. Le cover di “Imagine/Jump”, “Blitzkrieg Bop” e “Under Pressure” ne sono un esempio lampante, così come i pantaloncini di Taylor Hawkins con la fantastia della chitarra di Eddie Van Halen. Riguardo alla bellezza di aver fatto salire i Guns per suonare con loro “It’s So Easy” ho già detto fin troppo, ma non basterebbe tutto questo articolo per esprimere l’emozione e la felicità di aver vissuto una figata così grande.

Mauro Abbatescianna

Foo Fighters live @ Firenze Rocks 2018:

Run
All My Life
Learn to Fly
The Pretender
The Sky Is a Neighborhood
Rope
(With drum solo)
Sunday Rain
My Hero
These Days
Walk
Imagine / Jump / Blitzkrieg Bop
(with Band Introduction)
Under Pressure
(Queen cover)
It’s So Easy
(Guns N’ Roses cover) (With Axl Rose, Slash, & Duff McKagan)
Monkey Wrench
Wheels
Breakout
Dirty Water
Best of You

Encore:
Times Like These
This Is a Call
Everlong