Chiudi gli occhi.

Concentrati, ascolta i battiti del tuo cuore. Riesci a sentirli? Non ti stai impegnando, chiudi gli occhi e riprova. Respira profondamente, a bocca aperta, inspira sia dal naso che dalla bocca, come quando si va a correre. Ossigena bene ogni molecola del tuo corpo. Ecco, bravo, senti come tutto è differente? Respiri lenti e profondi, non avere fretta.

Se ti impegni ancora di più potrai sentire anche la tua anima vibrare, esattamente come fa l’ancia del Sax di Jake Clemons quando suona con tutto il fiato che ha in corpo. Senti come il tuo karma e la tua anima si parlano? Sono lì, dentro di te a dirsi e dirti che pensare è necessario, che immaginare è bello, ma che sognare è un istinto primordiale del quale ogni essere umano dotato di anima non può assolutamente privarsi.

E allora sogni che Bruce Springsteen, il tuo cantante preferito, decida di fare due concerti nella tua città natale, due serate nel giro di tre giorni, proprio come gli piace fare in altri posti speciali nel mondo come Dublino o Gothenburg, in Europa, o come a New York in America. Per mesi sbavi davanti al computer guardando in tempo reale le setlist che decide di eseguire in giro per il mondo, con una media di un concerto ogni due/tre giorni, e con un dato così non puoi che passare le tue serate a imprecare, perché quando tira fuori certe outtakes come “Roulette“, “Meet Me In The City” o “Fire“, e sai di non essere dove le esegue, ti mangi il fegato per l’invidia.

Nel tuo sogno i due concerti di Milano sono speciali esattamente come quelli di Dublino o Gothenburg, le due doppiette della leg Europea del The River Tour 2016 e anche le tue date preferite fino adesso per forma fisica, vocale, della band e per le scalette eseguite.

Sogni e desideri che faccia tutti quei pezzi che ti fanno vibrare l’anima e che ti fanno sentire vivo, sogni “Drive All Night“, “Independence Day“, “Trapped“, “Lucky Town“, “Ramrod“, “Jungleland“, “Thunder Road“, “Because The Night“.

Nel tuo sogno tutte queste finiscono nella scaletta della prima serata, quasi come se a scrivere quella setlist fossi tu, coi tuoi sogni e desideri. Le tue requests sono le canzoni che Bruce Springsteen decide di suonare, alcune richieste dal pubblico, altre invece suonate di sua sponte, come se tra te e lui ci fosse un collegamento ultraterreno che va ben oltre lo spiegabile e il concepibile dalla mente umana che risulta finita rispetto a certi segnali del destino e dell’anima.

Ma tu sei un sognatore, il tuo corpo è costituito principalmente di acqua, ma quei 21 grammi in più sono lì perché tu viva e non ti limiti a esistere.

E poi lo sai bene che col Boss sognare non è mai invano. Lo sai perché lui per primo ha avuto problemi  con la security di Elvis Presley quando, per realizzare il sogno di conoscere proprio Il Re, il suo idolo di sempre, scavalcò la recinzione di casa sua. Non importa che poi non riuscì nel suo intento perché bloccato dalla sicurezza che lo scortò all’uscita. Ci provò, e sai quando? Nel 1976, quando era già diventato famoso grazie a “Born To Run“, il primo album della consacrazione. Era già diventato uno degli uomini più importanti nella storia del Rock mondiale, eppure cercò di farsi largo nell’anonimato e tutto per il sogno di conoscere il suo idolo.

Se ci ha provato lui, quando era già famoso, come potrei non sognare io, che per lui non sono nessuno perché non sa della mia esistenza?“. Questo è ciò che ti dici.

È su questo pensiero che il tuo sogno continua a prendere forma, sconvolto di come sia andata la prima delle due serate che hai immaginato allo Stadio di San Siro, a Milano, la scala del calcio e lo scenario di concerti leggendari, da Bob Marley a Bruce Springsteen stesso.

Se la night 1 era di domenica, ti immagini che la seconda cada di martedì, giorno infrasettimanale. Te la immagini in un periodo dell’anno in cui le scuole siano già finite, così anche i ragazzini e i bambini non avranno problemi il giorno dopo. Sì, l’estate inoltrata va bene e se anche la scuola non dovesse essere terminata e facessero tardi o dovessero assentarsi, non importa, la giustifica sarà proprio il Boss a firmarla. “La mattina dopo si lavora” ti direbbero i tuoi genitori, ma tu sai che potresti anche non dormire tutta la notte pur di rivederlo e vivere anche la seconda data. Del resto, hai iniziato a immaginarti la prima data di domenica, cosa cambierebbe? Anche dopo di quella dovresti lavorare.

Sei lì che ti immagini come andrà il secondo concerto: esci da lavoro, torni a casa, prepari tutto quel che serve per il live, vai a prendere la tua ragazza o lei raggiunge te a casa, parti alla volta della venue, senti i tuoi amici Springsteeniani già sul posto e ti organizzi. Nel tuo sogno ci sono diverse facce amiche e tutte quante conosciute grazie al Boss. Una di queste l’hai conosciuta al tuo primo concerto in trasferta solitaria e da quel giorno hai visto con lui altri tre live. Un altro amico, invece, l’hai conosciuto in università dopo aver visto Bruce Springsteen per la prima volta e tutto grazie alla maglietta comprata al concerto e che indossavi quel pomeriggio caldo in ateneo. Ma col Boss un amico Springsteeniano tira l’altro e lo scenario migliore vede la presenza di un altro ragazzo che ti ha presentato quella conoscenza non casuale. Anche lui, come te, decidi che sarà al concerto con la sua ragazza.

In tutto questo immagini come quel ragazzo conosciuto in università diventi pian piano un tuo compagno di viaggio fino a diventare il tuo primo contatto durante quelle serate di sclero e imprecazioni leggendo le setlist dei concerti all over the world in tempo reale. Sai bene come lui, diventato un grande amico, sia una delle persone con le quali desideri con tutto te stesso vedere il Boss dal vivo, perché sai che lo vive come te, che lo percepisce come lo percepisci tu. Sai che è proprio Springsteen ad avervi fatti incontrare e come potrebbe essere un caso?

Questo desiderio di condivisone lo immagini tantissimo e nello scenario dei tuoi sogni ci vogliono tre anni perché questo si realizzi per davvero, ma sai benissimo che quel giorno sarà un’esperienza mistica. Perciò vale la pena aspettare! Quando sei a occhi chiusi sei soltanto tu a decidere del tuo destino, ne sei il fautore più di quanto tu già lo sia a occhi aperti.

Per questo decidi che quel desiderio di condivisione, quel primo concerto col tuo amico, verrà realizzato proprio quel martedì sera, con quella data infrasettimanale. È bellissimo come te lo dipingi: tu esci da lavoro, lui anche, e una volta arrivato allo stadio, mano nella mano con la tua fidanzata, lo scorgi tra la folla, lo raggiungi e vi abbracciate fortissimo, sapendo entrambi che è l’inizio di una serata epica, anche solo per essere riusciti a essere lì insieme.

Con lui hai condiviso il sogno di quelle perle che Bruce Springsteen decide di regalare quasi soltanto in quelle città speciali che hai già nominato e dove suona per due date consecutive. E poi il Boss è anche di origini italiane, come potrebbe non essere un posto speciale, per lui, l’Italia?

Nelle tante serate passate a scrivervi hai fantasticato con “Meet Me In The City” e/o “Roulette” in apertura, entrambe outtakes di “The River“. Se ti suonasse anche solo queste due o una sola di queste sai che moriresti e che iniziereste a fare la danza più insensata del mondo per la gioia!

Cosa ti dicevano il karma e la tua anima? “Sognare è un istinto primordiale del quale ogni essere umano dotato di anima non può assolutamente privarsi“? Sì, diceva così. E allora sogna, sogna più forte che puoi, è il motore della tua vita, senza i tuoi sogni, anche piccoli, ti sentiresti incompleto.

Ecco perché in quella serata speciale, dove hai accanto la tua fidanzata, i tuoi amici e quel tuo caro amico, desideri che il Boss decida di regalarti proprio quelle “Meet Me In The City”, “Roulette”, “Fire“, ma anche “Racing in The Street“. Quest’ultima è tra le tue preferite, in assoluto, deve esserci!

In tutti questi desideri c’è anche quello di incontrare la E-Street Band per dirgli anche solamente quanto ti facciano stare bene per quel che suonano e per come lo suonano. Da sognatore quale sei ci provi a realizzare anche questo, e nella tua storia capita che incontri “The Professor” Roy Bittan, il pianista della band. Non è un incontro casuale, l’hai cercato e lo sai bene, come un segugio, ma quando ti è capitato di vederlo arrivare davanti a Palazzo Parigi con sua moglie, ti sei avvicinato discretamente, con in mano la tua copia di “Born to Run” in vinile, pronto a fargliela autografare. Ma prima di quello e della foto che vuoi scattare con lui devi dirgli una cosa: “Roy, ho amato letteralmente come hai suonato la coda di “Racing in The Street” a Gothenburgh. Sei un grandissimo pianista!“. Nel tuo sogno ti ringrazia sorridente e, in cuor tuo, speri che avergli detto una cosa forse così banale possa, magari, servire a fargliela suonare quando sarai presente alla night 2 di Milano.

Le canzoni che vorresti sentire sarebbero troppe per vederle suonare tutte in una sera, però tu chiudi i pugni più forte che puoi e speri che nel quadro della storia che stai dipingendo appaiano in scaletta anche “Rosalita (Come Out Tonight)”, che fantastica canzone festaiola da sentire in uno stadio!

Sei sempre a occhi chiusi e ora è la tua anima ad aver preso il sopravvento ancor più di prima; sono i sogni a guidarti in quella serata calda di luglio, a farti vedere il Boss che decide di aprire con “Meet Me In The City” e tu ti vedi concretamente strattonare i tuoi amici e la tua ragazza, urlante e felice, con la gente che vi guarda sorridente, felice anch’essa e forse un pizzico spiazziata. Sorridi a occhi chiusi per quel che stai vivendo con l’immaginazione che ti porta a sentire anche “Roulette” subito dopo “Prove it All Night“. Ti giri verso il tuo amico dell’università e inizi a intonargli il rullante suonato da “The Mighty” Max mentre gli urli “Roulette, lo sapevo, lo sapevo cazzo, te l’avevo detto! Ce le sta facendo tutte e due! Non è possibile!” e la follia inizia a prendere il sopravvento nel tuo corpo, non sai cosa significhi il termine “statico”. Sembri un salentino appena sente intonare la pizzica: balli e salti come un matto!

Sei un ingordo sognatore e mentre salti sulla sedia dove ti stai immaginando tutto quanto, arrivano anche le prime requests che il Boss prende dal pubblico. Muovi le mani come se fossi tu a poterle scegliere, ma vedi che la prima ad essere raccolta dal Boss è “Spirit in The Night” e, peccando di ingordigia, pensi che, forse, potrebbe essere stata sprecata una request, perché si tratta di una canzone eseguita molto spesso da Bruce. Ma è talmente bella da non riuscire a far altro che godere di come immagini Lui la canti. E poi da quel momento in poi il sogno diventa ancora più grande: lui che raccoglie la richiesta di “Rosalita (Come Out Tonight)“, quella di “Fire” fatta in modo talmente creativo – con un modellino dello Stadio San Siro con il cartello “Fire” e delle fiamme disegnate – da poter essere spiegabile soltanto dal fatto che tu lo stia immaginando. Eppure salti sulla sedia sempre di più, stai facendo prendere forma al sogno più bello della tua vita ad un concerto!

Ma sei insaziabile e pecchi anche con “Something In The Night“. Quante volte hai detto al tuo amico “Pensa se dopo Padova la rifacesse a caso anche a San Siro? Viene giù lo stadio!“. Sei proprio bravo a immaginartelo e infatti il Boss la canta e senza nemmeno che qualcuno gliela chieda, la fa subito dopo quelle perle appena immaginate. Pensa, riesci a immaginarti anche la request di “Mary’s Place” e il Boss che la esegue!

Ormai la situazione ti è sfuggita di mano e quella “Racing in The Street” la desideri così tanto e fortemente da sentirla chiaramente intonare, proprio dal piano di “The Professor” e ti piace pensare che sia magari anche merito tuo, anche se in una percentuale infinitesimale, se magari hanno deciso di suonarla. Tanto è il tuo sogno, chi può venire a dirti che non è servito a niente dire quelle cose a Roy? Anche se te lo stai solo immaginando, ti vedi girato verso i tuoi compagni di viaggio, mentre sei pietrificato e loro sono lì, a guardarti allucinati. Ma proprio perché è il tuo sogno desideri che la eseguino come nel DVD “Live at Paramount Theatre 2009”. Ci credi e lo speri tantissimo finché non immagini succeda nonostante non ci creda nessuno. Del resto, è tutto frutto della tua immaginazione e subito dopo attaccano “Cadillac Ranch“, “The Promised Land“, “I’m A Rocker“, “Lonesome Day“, “Darlington County” e “The Price You Pay“. Quest’ultima decidi che debba essere scelta dal pubblico e non dal Boss. E così sia.

Poi arrivano l’incendiaria “Because the Night” e una magnifica versione di “Streets Of Fire” pensata apposta per la scaletta che stai scrivendo tu, seguita da “The Rising” dove salti in cerchio abbracciato coi tuoi amici e la tua fidanzata, mentre il resto del pubblico vi guarda, questa volta soltanto sorridenti e felici perché vedono la nostra di felicità!

Ora però devi pensare a come poter far finire questo concerto, perché dopo “Badlands“, che chiude il main set, devi far cominciare gli encore. Ci pensi un po’ e capisci che forse la scelta migliore debba ricadere su “Backstreets” con una parte finale sussurrata dal Boss nel silenzio dello stadio. Tra le parole che sussurra ci sono “Where we swore forever friends on the backstreets until the end” e sogni le canti così intensamente da farti venire in mente Clarence e il legame che univa lui e il Boss, lasciando da parte per un attimo il significato e i personaggi della canzone. Sei a occhi chiusi, immerso nel tuo sogno, ma una visione del genere ti fa scoppiare in lacrime, al punto di doverti tenere la faccia tra le mani, è troppo per riuscire a trattenersi.

Cerchi di immaginare un seguito che compensi tutto questo e opti per “Born To Run“, anche se non riesci a vederla nitida nella tua mente, hai ancora gli occhi, il cuore e l’anima travolti e svuotati dall’effetto che ti han fatto quelle parole e quel pianto liberatorio. Poi però riesci a focalizzare gli ultimi pezzi dell’encore: “Seven Nights to Rock“, “Dancing in The Dark“, “Tenth Avenue Freeze-Out” e “Bobby Jean“. Con un finale così riesci solo a immaginare di ballare senza sosta, saltando in mille modi, felice e spensierato insieme al resto della tua compagnia, insieme a tutto il pubblico che balla mosso all’unisono come in unico grande abbraccio! “Bobby Jean” però ti commuove: è la canzone tua e del tuo migliore amico, ha un significato fortissimo e vorresti averlo lì con te in quel momento per poterlo abbracciare come quando l’hai accompagnato in aeroporto un anno fa. Hai sognato di vivere con lui la night 1 di Milano, ma vorresti averlo lì con te di nuovo.

Sembra esagerato, ma non è ancora abbastanza per come stai sognando. Ci vuole una chiusura a effetto, con lo stadio in silenzio e lui che canta “This Hard Land” in acustico con l’acustica e l’armonica a bocca. Sì, così può andare. Se proprio questo sogno deve finire, che finisca in grande stile dopo quasi quattro ore di concerto!

Immagini un’uscita di scena del Boss da lasciarti senza fiato – ricordati di respirare sempre mentre sogni!

Nella tua mente il concerto è già finito, però devi immortalarlo anche con una foto, sono i tuoi amici a dirtelo per primi! Un selfie non verrebbe bene, bisogna chiedere a qualcuno di scattarcene una di gruppo. Muovi ancora le mani a occhi chiusi e scorgi un signore dai capelli brizzolati che ha la testa china sul suo iPhone. Uno di voi gli tocca sul braccio per chiedergli il favore e vi risponde “Certo! A una condizione, però: che poi ne facciamo una tutti insieme!”.

Certo che però lo stai sognando proprio bene questo concerto, eh?! Non pensi sia un po’ presuntuoso un pensiero del genere? Massì, fregatene e dagli la forma che vuoi!

Ti immagini che il signore di cui sopra vi dica di aver visto il Boss per 44 volte, la prima a Zurigo nell’81 quando aveva più o meno la nostra età. Decidi che la tua serata sognante debba finire con lui che vi dice di aver voluto fare quella foto perché gli ricordavamo lui da giovane, in quel lontano 1981.

Hai sognato fino a qui e l’hai fatto in grande.

Di colpo apri gli occhi e ti dici: “No, dai, così è troppo… come potrebbe realizzarsi un sogno del genere?”

Poi però ti alzi, vai davanti allo specchio, ti guardi negli occhi e ti rendi conto di come tutto questo sia successo veramente. Hai visto Bruce Springsteen per due sere, a San Siro, e ti ha suonato tutte le canzoni che sognavi di sentire e che dentro di te sentivi avrebbe suonato. Hai visto il concerto con le persone con le quali volevi, dopo tre anni, e quella frase a Roy Bittan l’hai detta per davvero, subito prima della foto e dell’autografo. Ma soprattutto: sai bene come tutte le emozioni che hai sognato e i momenti che ti sei immaginato per mesi si siano realizzati per davvero, ieri sera, dal primo all’ultimo.

Ti porti nel cuore le foto scattate, i sorrisi di quel signore che vi ha chiesto di fare la foto insieme, le lacrime, gli abbracci, i baci con la tua fidanzata. Hai fatto il pieno di emozioni e non riesci a smettere di ripeterti “Non è possibile, ma che cos’ha fatto ieri sera? Non è possibile…”

Say hello to “The Professor” Roy Bittan, Bruce Springsteen’s piano player! •••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••• 🇮🇹 Seguimi su Instagram e sui miei canali social e web 🇬🇧 Follow me here, on my social and web channels: Twitter: @AscoltiRacconti Facebook: Facebook.com/AscoltieRacconti/ Website: link nella bio / link in bio ••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••• 🇮🇹 Tagga i tuoi amici che amano la #musica usando #AscoltieRacconti e condividi questa #foto ! 🇬🇧 Tag your #friends that love #music using #AscoltieRacconti and share this #pic !

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A raccontarlo sembra assurdo, ma per come sono andati questi mesi di pre-concerto, sembra che su quel palco sia apparso Dio per davvero! Troppe coincidenze che si sono realizzate, tutto quanto frutto del karma, della tua anima e soprattutto dei sogni. Se poi ci aggiungiamo il fatto che tra le canzoni suonate ci sia “Seven Nights To Rock”, che quello di ieri sera è stato il settimo concerto del Boss a San Siro e che il 7 è uno dei numeri legati a Dio, beh… direi che è abbastanza per spiegare il concetto.

Del resto, ognuno è fedele alla propria divinità. Io, la mia, l’ho vista apparire per la sua settimana volta al Meazza. E il bello è sapere di rivederla al Circo Massimo tra dieci giorni.

I’m just a prisoner of Rock N Roll!

Bruce Springsteen

Mauro Abbatescianna.

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Bruce Springsteen Live a San Siro – 5 Luglio 2016. La setlist completa:

Main Set:

  1. Meet me In The City (European debut)
  2. Prove it All Night
  3. Roulette
  4. The ties that bind
  5. Sherry darling
  6. Spirit in the night (Sign request)
  7. Rosalita (Come out tonight) (Sign request)
  8. Fire request (Sign request)
  9. Something in The Night
  10. Hungry heart
  11. Out in the street
  12. Mary’s place (Sign request)
  13. Death to my hometown
  14. The river
  15. Racing in the street
  16. Cadillac ranch
  17. The promised land
  18. I’m a rocker
  19. Lonesome day
  20. Darlington county
  21. The price you pay (Sign request)
  22. Because the night
  23. Streets of fire (Tour debut)
  24. The rising
  25. Badlands

Encore:

  1. Backstreets
  2. Born to run
  3. Seven nights to rock
  4. Dancing in the dark
  5. Tenth avenue freeze-out
  6. Shout
  7. Bobby Jean

Encore 2:

  1. This hard land (Solo acoustic)

[vcex_divider style=”solid” icon_color=”#000000″ icon_size=”14px” margin_top=”10px” margin_bottom=”10px”]

Ti ringrazio per essere arrivato fino in fondo a questo lungo e particolare Live Report. Ho voluto scriverlo in modo totalmente differente da come di solito si scrivono le recensioni dei concerti e spero di averti coinvolto emotivamente anche solo in parte rispetto a quanto abbia emozionato me vedere Bruce Springsteen.

Se tutto questo ti è piaciuto ti chiedo di condividerlo con chi è venuto al concerto insieme a te, vorrei sapere se anche per te è stato tutto così forte. Grazie mille!

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