Colter Wall ha toccato suolo italiano. È successo mercoledì scorso, 31 Gennaio, al Legend Club, locale storico milanese e punto di riferimento per la Musica Live di un certo genere, come il Metal, il Blues o – in questo caso – il Country Folk.

A portare in Italia il ventiduenne cantautore canadese è stata Barley Arts che da sempre, oltre a portare in Italia artisti già affermati, promuove anche l’arte nascente di giovani di talento, come il bluesman Marcus King e la sua band – anche loro hanno suonato al Legend Club, puoi leggere qui il mio live report di quella serata.

Ma questa volta i riflettori si sono accesi per una scena musicale apparentemente di nicchia e poco diffusa in Italia, apparenza totalmente smentita dalla folla presente al Legend Club settimana scorsa, tutti quanti accorsi per sentire dal vivo l’incredibile voce di Colter Wall. Nonostante la giovane età, Wall ha una voce baritonale che invidierebbe qualunque cantante o aspirante tale. Se poi si parla di Musica Country Folk dove tutto è ridotto ai minimi termini (chitarra e voce) allora è ancor più semplice capire il dono di Colter Wall.

Alle 21:00 circa sale sul palco Ian Noe, cantautore folk americano – from Beattyville, Kentucky – in supporto a Colter Wall durante il suo tour promozionale in giro per il mondo. Molto giovane anche lui, Ian non ha la voce profonda come quella di Colter ma dimostra come il talento sia di casa anche qui.

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Suona per circa un’ora per poi lasciare il palco a Colter Wall, che fa il suo ingresso in scena poco dopo le 22:00, nella standing ovation generale del pubblico presente.

Il concerto di Colter inizia con “Thirteen Silver Dollars”: sentire la voce di Colter Wall dal vivo è un’esperienza che consiglio a chiunque ami la Musica dal vivo!
Già dai primi accordi e dai primi versi intonati si capisce come questo giovane ragazzo sia nato per questo, per questa Musica e per questa vita.

Segue “Codeine Dream“, che ci conduce nelle atmosfere cupe di un film country, all’interno del quale Colter Wall è bravo nel condurre i suoi spettatori per tutta la serata.

Sono tanti i brani che si susseguono, tra quelli contenuti nell’omonimo album Colter Wall – come “Motorcycle“, “Kate McCannon“, “Me And Big Dave” – e la cover di “Do Re Mi” di Woody Guthrie, il giovane cantautore canadese ha dimostrato di saper tenere alla perfezione il palco grazie alla sua forte personalità.

Chi l’ha detto che per stupire servano suoni distorti o volumi spacca timpani? Nella voce di questo giovane ventiduenne è presente tutto quel che serve.

Durante la serata siamo anche stati deliziati dall’esecuzione di due nuovi brani non ancora registrati ufficialmente – “Playing To See Plainsman” e “John Buyers” (?). Questa voglia e necessità di proporre nuovi brani direttamente dal vivo – ancor prima che in studio – è una bellezza che si sta sempre più perdendo e che ha reso la serata di mercoledì scorso ancora più magica.

Dopo una breve uscita di scena, Colter Wall torna sul palco per salutarci con “Goodinight, Irene“, una di quelle “sing along songs” che stringono il pubblico in un grande abbraccio e il modo migliore per concludere un live molto bello, con un Legend Club pieno anche a fronte dell’unica data italiana del cantautore folk canadese.

Mauro Abbatescianna

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