Il grande giorno è finalmente arrivato: ieri, 3 luglio 2016, Bruce Springsteen a San Siro per la sesta volta! Trotta lo aveva promesso, ci ha lavorato per mesi e a febbraio scorso ha dato l’ufficialità della notizia, programmando prima due “soli” concerti in Italia – San Siro (MI) il 3 luglio e Circo Massimo (Roma) il 16 luglio – e regalandoci, poi, una terza data, il 5 luglio sempre a San Siro.

Ma tu sai bene come io sia uno Springsteeniano e anche quest’anno non potevo mancare, come non poteva mancare il PIT.

Se invece non sai di cosa parlo puoi leggere questo mio articolo “Ecco perché essere Springsteeniano ti cambia la vita” per capire.

Bruce Springsteen a San Siro per la sesta volta (la mia terza) – Il Live Report di AscoltieRacconti.com

2 Luglio:

Io: “Luigi, se parti adesso a che ora arrivi a San Siro? Se riusciamo ad arrivare prima delle 20:00 prendiamo il numero, facciamo l’appello stasera e poi fino a domattina alle 9:00, che c’è il primo appello del 3 luglio, siamo tranquilli!

Luigi: “Se parto adesso sono lì in un’ora e mezza. Ci aggiorniamo dopo, ma comunque arrivo!

La prima data italiana del Boss, quest’anno, è iniziata così. Chiamando Luigi, amico Springsteeniano conosciuto a Padova 2013, per accordarci su come fare per poter entrare nel PIT, ovvero la zona più vicina al palco, per la quale erano previsti soltanto 1500 posti.

Quest’anno Barley Arts ha tolto la lottery per potervi accedere, ergo: di quei 1500 posti chi prima arriva meglio alloggia e, siccome la coda autoregolata per il PIT è iniziata già martedì (forse un po’ troppo esagerato – nda) anche noi ci siamo adoperati in altro modo adattandoci al sistema.

Luigi arrivava dalla provincia di Genova, io e la mia ragazza da Milano e il mio migliore amico da Varese. Unico appuntamento e unica location: San Siro! Alle 19:50 eravamo a prendere i numeri! 1266, 1267, 1268 e 1269!

PIT, anche quest’anno!

Bruce Springsteen a San Siro per la sesta volta - Coda PIT3 Luglio:

L’adrenalina è tanta, ormai siamo prontissimi e non aspettiamo altro che vedere Bruce Springsteen a San Siro!!! Per me e il mio miglior amico è la terza volta, dopo averlo visto alla scala del calcio nel 2012 (nostro battesimo di fuoco) e nel 2013. Per la mia ragazza, invece, è il battesimo di fuoco. Luigi, invece, di concerti del Boss ne ha visti più di venti e con quello di ieri, erano cinque solo a San Siro.

Il caldo ci ha accompagnati per tutta la giornata, ma non è stato l’unico compagno di viaggio, anzi! Come sempre quando si è in coda per le roll calls (gli appelli ai quali rispondere per poter entrare nei 1500 del PIT), si fa amicizia con Springsteeniani lì in coda esattamente come te! Genova, Bologna, Reggio Emilia, Gorizia. Non importa da quale città italiana o da quale paese europeo o del mondo arrivino, i fans del Boss sono tutti quanti uniti da una sola ispirazione, da una sola religione: lo Springsteenianesimo!

Finalmente, alle 15:15 circa, anche la nostra coda ha potuto varcare la soglia di San Siro per accedere al PIT!

Quest’anno ci siamo messi laterali, alla destra del palco, vicinissimi alla pedana più laterale di quel lato, dove il Boss scende per godersi il bagno di folla e per regalare a quei fans che lo aspettano da sempre un abbraccio o una semplice stretta di mano.

Il sole non ci ha dato tregua, ma quando alle 17:00 Bruce Springsteen sale sul palco, a sorpresa, all’insaputa di tutti, per regalarci una splendida versione acustica voce-chitarra di “Growin’ Up“, noi come tutti quanti nel prato ci alziamo esplodendo in un boato liberatorio, felici di vederlo lì a regalarci ancora una volta un piccolo capolavoro. Tempo quei pochi minuti e non avevo già più voce, avendo urlato con tutto il fiato che avevo in corpo: erano tre anni che lo aspettavo, che tutti quanti in Italia lo aspettavano, e quegli oltre mille giorni di attesa sono usciti fuori tutti insieme con tutta la forza di cui ero capace!

Tutti felici, tutti emozionati, molti commossi e sicuramente tutti quanti senza fiato per la felicità! Ma questo è stato soltanto l’antipasto!

See you later!” dice lui, salutando il pubblico alzando al cielo la sua acustica.

Ancora tre ore di caldo e di attesa, intervallati dalle chiacchiere che si fanno coi vecchi e nuovi compagni di viaggio e tutto si allevia. Ti guardi in giro e vedi un pubblico totalmente eterogeneo: si passa dalla donna incinta che porta il neonato a sentire il Boss – alla quale non puoi che sorridere facendolo un cenno col “pollice all’insù” – al fan di vecchia guarda che lo insegue dall’85 o da prima ancora e ovunque nel mondo. Il bello del pubblico di Springsteen, in Italia, è proprio questo: c’è un ricambio generazionale enorme e nonostante il divario d’età tra gli spettatori, tutti parlano con tutti, senza differenze e come se ci si conoscesse tutti quanti, da sempre.

Alle 20:20 circa le note di “C’era una volta in America” di Ennio Morricone fanno presagire l’ingresso in scena di Bruce Springsteen e della sua E-Street Band. Quello è il segnale che sancisce l’inizio di tutto, di nuovo, dopo tre anni di attesa che sembravano interminabili. Ognuno ha il proprio foglio per poter partecipare alla coreografia che il gruppo di Our Love Is Real ha pensato per quest’anno.

Dreams are alive tonite

Cita la coreografia, composta da fogli bianchi che si alternano a quelli azzurri, del colore di “The River”, l’album che si celebra in questa tournée, accompagnati dalla bandiera dell’Italia.

Coreografia per il concerto di Bruce Springsteen a San Siro - 3 luglio - Foto di Mathias Marchioni ©
Coreografia per il concerto di Bruce Springsteen a San Siro – 3 luglio – Foto di Mathias Marchioni ©

Ciao Milano! Fa troppo caldo?Bene, bene. Andiamo!

Sono le parole che pronuncia il Boss dopo aver visto lo splendido colpo d’occhio che eravamo noi 60.000 fans a San Siro. La coreografia l’ha emozionato anche quest’anno, esattamente come tre anni fa, glielo si legge in volto! Ci vuol poco e attacca con “Land Of Hope And Dreams” suonata con un tiro micidiale, lui e la band sono arrivati a Milano infuocati, affamati come un branco di leoni.Bruce Springsteen a San Siro per la sesta volta (la mia terza)

Lui è in una forma vocale strepitosa, lo dimostra fin da subito, passando per i classici di “The River” che ieri sera è stato suonato quasi per intero, con ben 14 brani estratti dal doppio LP. Hanno eseguito “The Ties That Bind“, “Sherry Darling“, “Two Hearts” – con il solito siparietto tra il Boss e il suo fido Little Steven. Nei primi pezzi c’è anche “Spirit in The Night“, un classico suonato molto spesso dal vivo, un pezzo amatissimo dagli Springsteeniani che si godono i suoi live. Quello spirito nella notte ieri sera era molto più forte di quanto lo sia mai stato prima, era invocato dal Boss che cantava con un timbro vocale pazzesco, tirando fuori degli acuti e degli urli quasi ancestrali e senza mai sbagliare un attacco o una nota. È indemoniato, il Boss, e lo vuole far sapere al mondo, proprio attraverso quello spirito nella notte che gli esce da dentro!

Non è la solita serata, lo si è già capito, e tutto quanto è amplificato all’attacco di organo di “Independence Day“. In quel momento mi sono girato verso i miei amici e verso la mia ragazza iniziando a saltare e a urlare per la goia, quasi come una groupie. Sentire quell’attacco mi ha scatenato una scarica di adrenalina e di emozioni capace di farmi rimanere totalmente sconvolto da scoppiare a piangere. Non ce l’ho proprio fatta a trattenere le lacrime, è stato tutto troppo forte da riuscire a controllare. Ma quando sei a un concerto di Bruce Springsteen non ti vuoi controllare perché sai di essere coinvolto a un livello emozionale che si eleva da tutto il resto, che si differenzia da qualunque altro cantante o artista Rock.Bruce-Springsteen-San-Siro-1

La serata continua con “Hungry Heart“, “Out In The Street“, “Crush On You” che fanno scatenare tutti! Ognuno è in balia del ritmo incessante del Rock, delle note infuocate da una carica che ieri sera arrivava da un altro pianeta. La E-Street Band era scarna, solo Jake ai fiati e soltanto Nils e Stevie alla chitarra – oltre a quella del Boss. Niente cori, niente fronzoli. Tutto quel che c’era da suonare e cantare è stato eseguito da una macchina che funziona come forse nessun’altra dal vivo. “The Mighty” Max è un mitragliatore, picchia come un fabbro sulla batteria che sembra un cuore pulsante!

Poi arriva “Lucille” richiesta dal pubblico e Lui non si tira indietro, suonando quel pezzo di Little Richard regalandola a Milano sottoforma di Tour Première.

Si passa ancora da “The River”, prima con “You Can Look (But You Better Not Touch)” e con “The River” stessa, poi. Quest’ultima è una canzone senza tempo, senza età, senza barriere generazionali. La cantano tutti, la amano tutti ed emoziona tutti. Quell’armonica che suona è l’urlo della disperazione e tutti sono un po’ disperati dentro, ognuno per le proprie ragioni. E dopo una splendida “The River” il concerto prosegue con “Point Blank”, eseguita in modo magistrale, quasi teatrale per come Bruce è entrato nella parte, con quella camminata all’inizio mentre “The Professor” Roy Bittan suonana il pianoforte toccando i tasti dell’anima. Un pugno dritto nello stomaco, questo è stata l’esecuzione di questo pezzo – forse la migliore versione eseguita in questo “The River Tour 2016”.

Quando pensi di aver visto già abbastanza lui ti spara una versione esagerata di “Trapped” di Jimmy Cliff, suonata totalmente al buio con lo stadio che si illuminava sul ritornello, con Lui con una voce incredibile nonostante fossero già 18 le canzoni suonate e cantate. Ma il Boss è il primo a non accontentarsi mai e ti sconvolge prendendo un cartellone che riporta “Lucky Town” e la esegue come seconda request della serata. Aspettavo e sognavo di sentirla dal vivo da sempre, adoro il suo periodo patinato degli anni ’90 e questa è tra le più belle canzoni che ha scritto in quel periodo. Poteva deludermi? Assolutamente no, e infatti l’ha eseguita magistralmente, facendomi esplodere per la gioia!

Bruce-Springsteen-San-Siro-3Tra i sogni che avevo per questa prima data milanese c’era anche “Drive All Night“. Se mi segui da qualche tempo sai come AscoltieRacconti.com sia nato principalmente per pubblicare i racconti inediti che scrivo ispirandomi alla Musica e il primo che ho scritto è stato ispirato proprio da “Drive All Night”. Quella canzone è un capolavoro assoluto. Per mesi ho sognato, immaginato come sarebbe stato se l’avesse eseguita dal vivo, ma quando ieri sera ho visto prenderli il terzo cartellone della serata che riportata proprio il titolo di quel brano non sono riuscito a contenere la gioia, strattonando i miei amici e urlando come un pazzo! Sentirla dal vivo è stato… wow, qualcosa di inspiegabile. Significa tantissimo per me, quella canzone, mi sono commosso molto e ho ringraziato il Boss con tutto me stesso per avermela regalata, per averla eseguita in quel modo e per averla cantata sussurrando al pubblico, sussurrando a quella donna amata di cui la canzone parla. Quando canta in questo modo ti distrugge, ti prende l’anima e te l’accartoccia, fa di te ciò che vuole. Entra nella parte e ti sconvolge.

Da quel momento in poi è stata una festa Rock n Roll: “Because The Night” con un solo incendiario di Nils Lofgren con la sua classica giravolta nel mentre, “The Rising” cantata come sempre con soltanto il Boss illuminato fino al crescendo del ritornello, dove io, la mia ragazza e i miei amici – vecchi e nuovi – ci siamo abbracciati formando un cerchio e saltando felici urlando il coro del ritornello. La festa è continuata con “Badlands“, l’inno per eccellenza del popolo Springsteeniano, con quel coro che non si voleva minimanete spegnere tra la folla!

Chiuso il main set, gli encore sono iniziati con “Jungleland” lasciando tutti quanti senza fiato, facendo percepire l’amore fraterno che il Boss provava per Clarence Clemons, sostituito dal 2011 da suo nipote Jake. Il “nipotino” ha ricordato lo zio eseguendo l’assolo di “Jungleland” nel modo migliore che si potesse immaginare (eguagliare la potenza sonora di Clarence non è per niente facile) e il Boss lo ha abbracciato.

Davanti a uno spettacolo così ti commuovi, e basta.

Sono partiti, poi, i grandi classici: “Born in The U.S.A.“, “Born To Run” con il regalo di una “Ramrod” fantastica e comica con Bruce e Stevie che giocavano con la telecamera e scuotendo il culo a suon di rullante. “Dancing in The Dark” è stato il solito spettacolo con i fans fatti salire sul palco per ballare chi col Boss, chi con Jake e chi con Sister Soozie.Bruce Springsteen a San Siro per la sesta volta (la mia terza)

Tenth Avenue Freeze-Out” e “Shout” degli Isley Brothers hanno chiuso gli encore. Quest’ultima sembrava non finire mai e a non volerla far finire era proprio Lui, che si divertiva a vederci saltare, a farci ballare, a farci urlare!

Poi la E-Street Band ha lasciato il palco ed è rimasto soltanto Bruce sul palco. Ha imbracciato l’acustica, si è messo al collo l’armonica a bocca e prima di attaccare una versione di “Thunder Road” acustica che ricorderò per il resto dell’eternità – di netto superiore a quella eseguita sempre in chiusura nel 2013 a San Siro – ci ha guardati nella nostra bellezza per dirci che “Milano è il pubblico migliore del mondo, la E-Street Band vi ama!”.

Del resto, come non credergli, dopo 3 ore e 44 minuti di concerto come puro atto di amore?

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Anche ieri sera tutti quanti i presenti erano uniti da un comune denominatore: la felicità. Mi sono guardato intorno spesso durante il concerto e l’unica cosa che vedevo erano facce felici, commosse, gente che ballava e cantava a squarciagola dando fiato soltanto alla passione, dando voce alla propria anima.

Bruce Springsteen a San Siro per la sesta volta (la mia terza)

Grazie Bruce per avermi regalato il tuo miglior concerto al quale sia mai stato fino adesso, grazie di cuore. Anche questa volta sono tornato a casa più felice, più arricchito e con nuovi compagni di viaggio coi quali condividere altri concerti del Boss (e non solo). E domani si replica.

Mauro Abbatescianna

Bruce Springsteen a San Siro per la sesta volta (la mia terza)

Setlist completa:

Pre-Show acustico:

  1. Growin’ Up

Full band set:

  1. Land of hope and dreams
  2. The ties that bind
  3. Sherry darling
  4. Spirit in the night
  5. My love will not let you down
  6. Jackson cage
  7. Two hearts
  8. Independence day
  9. Hungry heart
  10. Out in the street
  11. Crush on you
  12. Lucille (sign request – tour première)
  13. You can look (but you better not touch)
  14. Death to my hometown
  15. The River
  16. Point blank
  17. Trapped (Jimmy Cliff cover)
  18. The promised land
  19. I’m a rocker
  20. Lucky town (sign request)
  21. The rising
  22. Badlands

Encore:

  1. Jungleland
  2. Born in the U.S.A.
  3. Born to run
  4. Ramrod
  5. Dancing in the dark
  6. Tenth avenue freeze-out
  7. Shout

Encore 2:

  1. Thunder road (solo acoustic)

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Se ti interessa puoi leggere “La mia anima è la tua”, il racconto inedito che ho scritto ispirato a “Drive All Night”, a questo link.