AscoltieRacconti.com ha sempre avuto un obiettivo: proporti Musica di qualità. Per farlo cerco sempre di proporti cantanti, musicisti o band che reputo veramente validi anche se poco conosciuti. Erin K è sicuramente parte di questi.

Seguo questa cantautrice da qualche tempo – qui puoi leggere la mia recensione di Little Torch, suo album di debutto. Venerdì scorso ho avuto la possibilità di vedere un suo concerto all’Auditorium di Radio Popolare a Milano.

Ho avuto la possibilità di scambiare quattro chiacchiere con lei subito dopo lo show, per conoscere meglio la sua Musica, la sua arte, ma soprattutto per presentartela nel migliore dei modi

Intervista a Erin K | Alla scoperta della sua Musica e della sua arte

English version below

Chi è Erin K?

Erin K: “Erin K deriva dal mio nome, Erin Kleh. Sono una musicista nata in America e cresciuta a Londra. Artisticamente sono nata come pittrice ai tempi della scuola, per poi evolvermi in cantautrice. Pessima idea [ride]… ma sta funzionando per il meglio a quanto pare [ride di nuovo]!

Cosa ti ha spinto a passare dall’arte visiva alla Musica?

Erin K: “Probabilmente dal fatto che dipingere non mi aiutava più a esprimermi. Non riuscivo più a trovare anche una sorta di cura in quel che creavo, non c’era più la catarsi di cui avevo bisogno. Era cambiato il modo di esprimermi con l’arte, stava perdendo di immediatezza. Con la Musica tutto è più immediato, il pubblico è più propenso all’ascolto di una canzone piuttosto che alla vista di un dipinto. Quel che ho capito, però, è che nell’evoluzione artistica, nel progresso personale, è possibile unire la nuova forma di creatività con quella precedente – nel mio caso Musica e pittura. Probabilmente sarebbe più semplice esprimermi anche dipingendo

Immagino che questo sia lo stesso motivo che ti ha spinto a disegnare gli animali e le figure rappresentate nelle grafiche di Little Torch [nel booklet e nell’artwork del disco di Erin K sono presenti degli ibridi animali creati direttamente da Erin K – ndr]…

Erin K: “Quello è un progetto parallelo in realtà [ride]. Disegno degli ibridi per le persone che amo, o che ho amato in passato o che non amo più… Disegno degli animali e li regalo alle persone.

L’idea per l’uniporco, l’ibrido in copertina, nacque come una richiesta da parte della figlia di un’amica che mi chiese appunto la fusione tra un maialino e un unicorno. Dovrei ringraziarla in effetti!

È più facile esprimerti con la Musica o con la pittura?

Erin K: “Ora come ora penso sia più difficile con la Musica, forse perché si avvicina la scadenza per la chiusura del nuovo disco e ho ancora del lavoro da fare e ne sento la pressione [ride].

Non so spiegarlo, ma quando ho l’ispirazione per una nuova canzone questa rimane dentro di me fino al momento in cui non è stata registrata a tutti gli effetti. Ho sempre avuto la sensazione che la Musica fosse sempre stata lì con me, ma da quando scrivo canzoni è tutto ancora più forte e più netto.

Cosa ti fa sentire viva per davvero quando crei qualcosa di artistico?

Erin K: “L’immediatezza. Se penso troppo a qualcosa allora quel momento è come se per me morisse. Mi piacciono tutti quei momenti di spontaneità in cui succede qualcosa e permettono di esprimerti in qualche modo

Come una fotografia?

Erin K: “Sì, esatto!

Parliamo del tuo rapporto con l’Italia. Ti stiamo conoscendo e ti abbiamo già conosciuta in precedenza grazie a Rocketta Booking, agenzia ed etichetta discografica italiana che ti ha voluta fortemente, inizialmente come performer live e successivamente per la distribuzione del tuo album d’esordio, Little Torch. Il tuo rapporto con l’Italia è legato anche ad Andrea Appino degli Zen Circus, che ha prodotto proprio il tuo disco d’esordio. Com’è nato tutto questo?

Erin K: “L’Italia è arrivata molto per caso in realtà. Sono stata contattata da Rocketta quando ero impegnata in tour importante a Londra. Mi hanno detto di volermi per un tour in Italia e ho pensato che fossero matti per volermi con loro [ride]. Più che cantare racconto delle storie e temevo che il pubblico non potesse coprendere a pieno il senso dei miei racconti in Musica. Però l’idea mi è piaciuta moltissimo e mi sono buttata in questa avventura.

Abbiamo avuto una risposta veramente bella anche grazie a Daniele e Bryan, i due musicisti che mi hanno accompagnato in quell’avventura. Loro sono molto bravi e hanno un bel feeling col pubblico e col palco. C’è voluto un pochino per riuscire a raccontare le mie storie al pubblico ma è stata una bellissima esperienza!

Adesso le cose sono diverse, tutto si è evoluto. Sono stata in tour con Andrea [Appino – ndr] e alcuni suoi amici di Roma, così come ora sono in tour con le ragazze e ho una band italiana a tutti gli effetti. Ora non so come si evolverà di nuovo il tutto perché la dimensione dei miei live in Italia è differente da quella inglese. Tornerò a Londra e vedremo come sarà suonare di nuovo lì dopo questo periodo italiano.

Tornerò in Italia quest’estate per una settimana, per lavorare come volontaria in un campo estivo, così come mia mamma ritirerà a breve il suo passaporto italiano perché ha ottenuto la residenza in Molise dove abbiamo dei parenti.

L’Italia è in qualche modo diventata una mia seconda casa

Quindi ti mancherà quando finirà il tour di presentazione di Little Torch?

Erin K: “Mi manca sempre, anche se in qualche modo mai abbastanza proprio perché torno in Italia molto spesso. Negli ultimi due anni sono stata più in Italia che in qualunque altro posto. Mi manca sempre l’Italia ma in questo momento mi manca molto anche Londra

Prima di suonare hai detto di essere al lavoro al tuo nuovo disco, successivo a questo Little Torch. Puoi già anticiparci qualcosa?

Erin K: “Probabilmente sarà più complesso negli arrangiamenti. Il setup sarà sempre lo stesso: basso, chitarra, batteria e voce. Sto ancora cercando il mio suono, la mia dimensione musicale. Quando ho iniziato a registrare Little Torch non sapevo che direzione avrei preso, ho portato in studio tutte le mie idee di stile e ho lasciato che fossero Andrea e i tecnici a gestire la parte di produzione, anche per quanto riguarda la forma.

Ora ho una visione un po’ più chiara di quel che mi piace suonare e cantare, sicuramente sarò più mirata nelle scelte rispetto a Little Torch. Ho voglia di riprendere la parte più legata alla commedia presente nei miei pezzi e nel mio modo di comporre e cantare

Se dovessi chiederti chi ti ha ispirato nella scrittura delle tue canzoni, che nomi mi faresti?

Erin K: “In generale ho sempre ascoltato tantissima Musica, di qualunque genere. Moldy Peaches è sicuramente un nome fondamentale per me. Questa band di New York mi ha sempre catturato per la verità dei loro testi.

Laura Marling, lei è veramente geniale, un talento incredibile! Poi Kate Nash… in generale è difficile darti pochi nomi perché ho sempre ascoltato Musica di ogni tipo, dal country del Texas dove sono cresciuta al grunge più classico

Tornando all’Italia: com’è stato presentare Little Torch qui in Italia? Come ha risposto il pubblico italiano anche rispetto ad altri posti come Londra o New York?

Erin K: “Mi sono divertita moltissimo! Suonare in Italia è un’esperienza ormai familiare per me. Il pubblico è stato molto caldo e gentile, soprattutto in Sicilia.

Il paragone è difficile perché si parla di culture differenti così come qui in Italia mi trovo ad affrontare una barriera linguistica, ma la cosa più bella è vedere un coinvolgimento del pubblico sempre maggiore con tutta la voglia di abbattere quelle barriere linguistiche e culturali

Com’è nata la collaborazione con Andrea Appino degli Zen Circus?

Erin K: “Ci pensavo proprio oggi. Conoscere Andrea è stata per me una fortuna enorme! Ho avuto la possibilità di suonare prima degli Zen Circus all’Alcatraz di Milano e mai avrei pensato di suonare davanti a così tante persone in tutta la mia vita!

Sai, quando sei un musicista e sei in tour la tua band è la tua famiglia. Essere abbracciata da Andrea e da tutta la band subito prima di salire sul palco è stato bellissimo, mi ha dato forza e mi ha fatto sentire a casa.

Ci siamo incontrati in un pub ma da un semplice incontro è nato poi un rapporto di amicizia che ha portato a un disco – Little Torch – e a un tour. Penso che il legame con Andrea e gli Zen Circus sia uno di quelli che durano per sempre

Prima hai nominato il grunge. Qualche giorno fa Chris Cornell ci ha lasciati togliendosi la vita. Viene da pensare che forse non sia così semplice vivere una vita come quella del musicista. Come si può essere felici con la Musica?

Erin K: “Quando si fa questo mestiere spesso ci sente soli, soprattutto quando magari si è in tour o quando le band si sciolgono. La mia felicità è la creazione di una canzone. Tutto il processo creativo che ne deriva, l’energia e la voglia irrefrenabile che sento quando mi metto a comporre. Ci penso finché non è completa e quando questo ciclo creativo si compie, mi sento felice


When I opened AscoltieRacconti.com I did it with the purpose to promote good Music. In doing so, I always try to talk about interesting singers, musicians or bands I think are very talented, especially if they are trying to emerge. Erin K is part of this group of artists.

It’s been a while since I started following this singer until last week when I had the opportunity to see her playing at Auditorium Radio Popolare in Milan.

Erin K played her Italian shows with a band totally composed by women: Jeanne Hadley (bass, vocals and ukulele), Alessandra Di Toma (electric guitars and vocals) and Giulia Formica (drums).

I met Erin K after her fantastic show. Read the interview if you want to know her better.

Let’s start from the beginning: who is Erin K?

Erin K: “Erin K is a musician. I originally started as a painter then I decided to start writing songs and become a musician, very bad idea [laughs]. But everything seems to work pretty well. So, here we are, everything’s still going. American born, grew up in London and now performing here in Italy

Why did you decide to migrate from painting to Music?

Erin K: “I think it happened because the paintings I was making weren’t cathartic anymore. I felt I wasn’t expressing myself anymore so I shifted to Music which is more immediate especially for someone who decides to listen to your songs. Writing songs became effortless and more natural than painting

That’s why you designed the artwork for your debut album, Little Torch, right?

Erin K: “That’s just a side project [laughs]. I draw hybrids for people I love or I loved or I don’t love anymore, I drive those animals and I give them to people. The artwork for the uni-porco, the unicorn pig, came from a friend of mine’s daughter. My friend Lacy wrote me a message about her daughter’s request and I design the uni-porco. I should thank her actually [laughs]

Is it harder or easier to express yourself with Music than with painting?

Erin K: “I think at the moment it’s a little harder, maybe will be easier with painting right now. Having said that I’m going to finish an album next week, I think I just feel that way because I still have three songs to finish and I have one week so maybe it feels a little daunting [laughs].

But, you know, I always think when I write a song and when not going to write another song, I don’t know where they come from but they don’t go away, they just keep pushing my brain until after I’ve created something

What makes you feel alive?

Erin K: “Immediacy makes me alive. If I overthink something then it becomes dead – for me in a way. I love spontaneous moments where something happens and it gets expressed right away, that’s truly exciting for me

Just like a taken picture?

Erin K: “Yes, right. Like a picture

Let’s talk about your connection to Italy: why Italy and when everything started?

Erin K: “Italy was very random, to be honest. I was playing in London with my band, we were playing some high profile shows when we were picked up by a booking agency [Rocketta Booking – ndr]. I thought they were insane in doing that since I don’t sing, I just tell stories and I was afraid by the language barrier.

But we tried and we had a really great response, maybe thanks to Daniele and Bryan, two American musicians that played with me. They are very comfortable on the stage and they really animated the shows telling the stories out to the people. That was a very nice experience!

I think it’s now changed, it’s evolved. I’m playing with these girls now, I toured with Andrea [Appino from Zen Circus – ndr], I’ve toured with different people and now I have an Italian band. This is great!

Actually, I have a lot of attachments here in Italy, my family is getting citizenship in Molise and I’ll be back on Summer to collaborate with a summer camp. Italy is a special place to me

Do you miss Italy when you’re away?

Erin K: “I always do! I don’t miss it enough because I’m here most of the time and I always know the next time I’ll be back. In the last couple of years, I played in Italy more than anywhere else.

I do miss Italy but I miss London right now more than anywhere, I want to be back and see what happens now

Before you played tonight you said something about a new record you are going to finish in the next weeks. Can you tell me something about the sound you’re looking for with the new album?

Erin K: “I think the new album it’s probably more complicated in arrangements than Little Torch but it’s the same setup of this one – guitars, bass, drums, and vocals. I think I’m just finding my sound and maybe the next album will really showcase that. When I started recording Little Torch I didn’t quite know what I wanted, I just brought all the styles I wanted to mix together and then I let Andrea figure it out but also I was so open minded to everything he suggested to me.

I think that for the new album it’ll be a little bit clearer. I want to focus more on the storytelling and acting part of my songs than on every other aspect

If you have to choose among the artists that influenced your listenings and your writing process, which names would you pick?

Erin K: “Well, it’s really hard to say because I listen to very different styles of Music but if I have to choose I would pick the Moldy Peaches for sure. I love this band from New York because their lyrics are real and they seem to talk instead of singing! They’ve always inspired me!

Laura Marling is another one, she’s a genius, very talented! Kate Nash… but more in general it’s hard to choose because I always listened to a lot of Music, from country Music – I grew up in Texas – to the more classic grunge

You’ve been here in Italy to promote Little Torch, your debut album. How the Italian audience reacted to your Music? How do you think the Italian audience is different from every other one you played for in London or New York?

Erin K: “I had a lot of fun! It’s so familiar to me now, I feel like this is the place where I play. I cannot know what to expect but the audience has been very kind to us, very interactive just like our friends in England – especially in the south, the audience in Sicily is fantastic.

I noticed that the Italian audience focused more on arrangements and less on lyrics, maybe because of the cultural and language barrier. It’ll be interesting now to come back in England and start to write again and see how this experience influenced me.

There is always something different from a crowd to another one. Different audiences and different responses but what is really important to me is to play my Music and be myself on stage

Talking about your connection to Zen Circus. When everything started and how is it important for you?

Erin K: “I was thinking about that today. I feel very fortunate to have had the crazy experience of playing here in Milan at the Alcatraz as an opener for Zen Circus. I would have never thought I could play for so many people.

I always think of the band as a family and they always treated me as a part of them. They hugged me just before the show, that made everything very special to me and it encouraged me!

I met Andrea in a bar and after that came the tour and then the album, I didn’t expect any of these! It’s a very nice relationship with them, something I feel lasts forever

When you are a musician you’re on tour most of the time. I think it’s not so easy to find your dimension. You mentioned the Grunge and it’s natural to think about Chris Cornell who passed away a few days ago. What makes you feel happy when you create Music?

Erin K: “When you are a musician or a singer sometimes you feel alone, especially if you’re on tour or when a band breaks up. My happiness is the song itself. The creating process, the energy I receive from giving life to a song. When I start thinking about a new song I think about that until it’s not completed and when the completing process happens, I feel happy

Mauro Abbatescianna


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