Dopo averti proposto l’intervista a Charlie Starr dei Blackberry Smoke – che puoi leggere a questo link – oggi ho l’onore di presentarti l’intervista a Bill Janovitz, voce e chitarra dei Buffalo Tom, band Alternative Rock di Boston.

Dei Buffalo Tom ho parlato il mese scorso in occasione dell’uscita di Quiet and Peace, il nuovo album della band che ho avuto il piacere di ascoltare e recensire in anteprima proprio qui su AscoltieRacconti.comclicca qui per leggere la recensione.

Seguo i Buffalo Tom da diversi anni ed è proprio per questo che questa intervista a Bill Janovitz assume un significato ancora maggiore. Ho avuto l’immenso piacere di porgli qualche domanda riguardo proprio a Quiet and Peace, del quale Bill stesso ci ha parlato un po’ più nel dettaglio.

Sei pronto? Allora leggi l’intervista a Bill Janovitz!

Ciao Bill e benveuto su AscoltieRacconti.com! Sono onorato di questa intervista.

Bill Janovitz: “Ciao Mauro e grazie a te per l’interesse.”

Quiet and Peace è uscito il 2 Marzo e arriva dopo aver festeggiato 25 anni di anniversario dall’uscita di Let Me Come Over, il vostro capolavoro che avete celebrato con una serie di concerti soldout in UK e USA. Quanto ha influito questo traguardo e quanto vi ha aiutato a capire che vi mancava suonare dal vivo?

Bill Janovitz: “Amiamo suonare dal vivo ed è molto difficile farne a meno. Anche durante gli anni in cui la nostra attività come band era “sospesa”, abbiamo suonato dal vivo almeno un paio di volte l’anno. Celebrare Let Me Come Over dal vivo ci ha aiutato a capire come i nostri dischi contino molto per i nostri fan, quello in particolare.”

Bill, tu hai detto: “La grossa differenza è nei contenuti dei testi. Non avrei mai cantato dalla prospettiva dei personaggi che prendono forma nelle nostre canzoni, eppure è una cosa che ora faccio molto.” Questo è il segno del tempo che passa perché è la vita a cambiare negli anni, portando le persone al loro naturale percorso evolutivo a livello interiore. Come sono cambiati i personaggi nella Musica dei Buffalo Tom e com’è cambiato il modo di comporre da quando avete iniziato?

Bill: “Non ricordo di aver usato precisamente quelle parole. Se l’ho fatto, non era ciò che intendevo assolutamente dire. In generale, non ho mai cantato realmente in prima persona. Ad esempio, “Taillights Fade” è un brano autobiografico a livello emozionale, però il narratore è un personaggio. È buffo perché penso che questo sia il disco dove più di qualunque altro esca il nostro lato autobiografico. Forse abbiamo messo più di noi stessi all’interno dei personaggi delle nostre canzoni, o forse abbiamo semplicemente lasciato che i personaggi mostrassero maggiormente chi siamo.”

Parlando della produzione del disco, avete chiesto a David Minehan [storico leader e fondatore dei Neighborhoods, storica band di Boston – ndr] di registrare e produrre Quiet and Peace. Avete registrato l’album al Woolly Mammoth Studios (Waltham, MA) di proprietà di David. Ascoltando il disco è possibile percepire ogni singola vibrazione che voi stessi avete probabilmente vissuto in studio: suona autentico e genuino, un disco nato dalla necessità di comunicare qualcosa. Come mai questa scelta e quanto vi ha aiutati a comunicare le storie che desideravate raccontare?

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Bill: “Dave è stato il perfetto collaboratore per questo disco. Il suo studio è un po’ come se fosse un club. Conosce perfettamente ogni angolo e ogni strumentazione al suo interno e, soprattutto, sa come far funzionare tutto alla perfezione per mettere gli artisti nella miglior condizione di lavoro. È una persona affettuosa e sembra totalmente imperturbabile, è calmissimo. Non è pieno di sé ed è stato come uscire con un amico o un altro membro della band. O entrambe le cose insieme.”

Jennifer D’Angora, Andrea Gillis, Erica Mantone e tua figlia che canta nella cover di “Only Living Boy in New York” dei Simon and Garfunkel sono solo alcune delle voci femminili che è possibile sentire all’interno di Quiet and Peace. Di solito si diec che “dietro a un grande uomo c’è sempre una grande donna”. Questo disco sarebbe stato lo stesso senza il loro importante contributo?

Bill: “Non ho mai ragionato in questi termini al riguardo, ma sicuramente è stato bello avere delle voci femminili in un disco dei Buffalo Tom”

Qual è la tua canzone preferita di Quiet and Peace? La mia è “Freckles”, penso sia la perla di tutto quanto il disco!

Bill: “Concordo, “Freckles” piace molto anche a me. A suo modo segna una nuova direzione intrapresa dalla band. Mi piacciono molto anche “Roman Cars”, “All Be Gone” e “Overtime.”

Sarete in tour in Europa tra luglio e dicembre, suonando in Germania, Belgio, UK e Olanda: state pensando di venire anche in Italia?

Bill: “Ci piacerebbe moltissimo. L’Italia è uno dei nostri posti preferiti, ma credo che ad oggi non ci siano ancora arrivate le giuste proposte. Di tanto in tanto lo chiedo al nostro agente, ma a essere sinceri non abbiamo tantissimo tempo per viaggiare e andare in tour in posti così distanti da casa. Nel mentre, sto pianificando una vacanza in Italia con la mia famiglia nel 2019.”

A quali band o artisti vi ispirate quando scrivete e quanto sono importanti le collaborazioni con gli altri?

Bill: “Collaborare con gli altri è ciò che che ci ha portato dove siamo oggi, rendendoci quelli che siamo oggi. I Buffalo Tom sono senza dubbio una band fatta di tanti piccoli pezzi sommati tra loro. Ognuno di noi ha collaborato in progetti esterni alla nostra band, lavori divertenti e molto belli che di volta in volta ci hanno insegnato cose nuove. Detto ciò, ci influenzano molto gli artisti dei quali siamo noi stessi fan.

Grazie mille per il tuo tempo, Bill, e la vostra Musica.

Bill: “Grazie a te, Mauro.”

Mauro Abbatescianna


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Welcome back to AscoltieRacconti.com!

After the interview with Blackberry Smoke’s frontman Charlie Starrwhich you can read heretoday I have the honor of sharing with you another great Q&A, this time with Bill Janovitz, singer, guitarist and songwriter of Buffalo Tom.

I talked about this band a month ago when I published the preview of Quiet and Peace, Buffalo Tom’s new record released on March 2nd via Schoolkids Records – click here to read the review of Quiet and Peace.

I’ve been listening to Buffalo Tom for years and this is the reason I’m even happier of proposing this interview with Bill, who talked about Quiet and Peace and other interesting stuff.

Are you ready? Read the interview with Bill Janovitz!

Hi guys and thank you for this interview, I’m honored to be here talking to you, so welcome to AscoltieRacconti.com. Quiet and Peace comes after Let Me Come Over 25th anniversary, your masterpiece celebrated with a series of sold out concerts in USA and UK. How much did this celebration help you to understand you were missing playing new Music live?

Bill Janovitz: “Hi Mauro, thanks for the questions and interest. We love playing live and have rarely taken much time off from it. Even in our “off” years, we almost have always played at least once or twice a year. But it was an interesting set of shows that showed us what that record means to fans.”

Bill, you said: “The big difference is in the lyrical content. I would never have even sung from another character’s perspective when I was in my 20s. But I do it a lot now.
This is the synonym of time changing because life changes through the years bringing people to their natural evolution. How did the characters change in Buffalo Tom’s Music and how changed the way you compose since you started your career?

Bill: “Not sure if I said that exactly that way. If I did, I did not mean it so absolutely. I was in fact rarely singing just in my own persona. For example, “Taillights Fade” has autobiographical emotional touches, but the narrator of the song is a character.
It’s funny, I think we are singing more autobiographically on this record than on perhaps any of the previous records. So maybe we have let ourselves be more of the characters in the songs. Or have allowed ourselves to show more in the characters.”

Talking about the production of the record, it has been recorded and produced by David Minehan [historical leader and founder of Boston based band The Neighborhoods – ndr] at his Woolly Mammoth Studios in Waltham (MA). Listening to Quiet and Peace it’s possible to feel every single vibe you felt in the studio, it really sounds like an authentic record made with the necessity of communicating. How did this choice about the production help you to communicate the stories you desired to tell?

Bill: “Dave was the perfect collaborator on this record. His studio is like his clubhouse. He knows everything about it and how to make it work for the artists he works with. He has such a warm personality and seems unflappable. He shows no ego. It was just like hanging out with a friend, or another band member, or all of the above.”

Jennifer D’Angora, Andrea Gillis, Erica Mantone and Bill’s daughter singing in Simon and Garfunkel’s cover of “Only Living Boy In New York” are only some of the female voices we can hear in Quiet and Peace. Do we use to say that “behind a great man stands a great woman”: would this record be the same without this important contribution?

Bill: “Ha, well, I would certainly not put it that way. But it is nice to have female voices on Buffalo Tom records for sure.”

What’s your favorite song from Quiet and Peace? My favorite one is “Freckles”, that’s the masterpiece of the entire album!

Bill: “I like “Freckles” a lot as well. It is a somewhat new direction for the band. “Roman Cars”, “All Be Gone”, and “Overtime” also stand out for me.”

You will be on tour in Europe between July and December, playing in Germany, Belgium, UK, and the Netherlands: are you planning to come back and play here in Italy?

Bill: “We would love to come back to Italy. It is one of our favorite places. But I guess we are just not getting offers that make sense to our agent. From time to time I ask about that. To be fair to promoters and agents, we have very limited time to travel and tour. But I am planning a summer holiday in Italy with my family for 2019.”

Which bands or artists inspire you when you compose and how important is to collaborate with other artists?

Bill: “Collaboration with each other has made us who we are, certainly a band greater than the sum of its parts. But it is great that we have all collaborated in other fun side projects outside of BT because it teaches us new things. Other artists of whom we are fans are directly influential.”

Thank you so much for your Music and for taking the time to answer my questions, I really appreciate it!

Bill: “Thank you, Mauro.”

Mauro Abbatescianna