Sono andato a vedere i VeiveCura all’Arci Ohibò di Milano, un locale che da diverso tempo dà spazio a band emergenti, offrendo loro uno spazio dove proporre la propria Musica.

Prima del concerto ho scambiato quattro chiacchiere con la band, abbiamo parlato di molte cose, ma soprattutto della Musica. La loro Musica che, una volta scoperta, non ti lascerà più. Cos’aspetti? Leggi l’intervista ai VeiveCura e capirai il perché di queste parole!

Intervista ai VeiveCura

Me: Innanzitutto presentatevi a chi non vi conosce. Chi siete e perché il nome VeiveCura.

Davide Iacono (fondatore del progetto VeiveCura – ndr): “Dopo che nel 2010 si è sciolta la band dove suonavo ho deciso di continuare a fare Musica, con questo progetto nato inizialmente come solista. Veive è un’antica divinità della vendetta che, unito al sostantivo italiano “Cura“, dà vita al nome del progetto. Il significato di VeiveCura è quello, in qualche modo, di curare un senso di rivalsa che si ha verso qualcosa o qualcuno tramite un’esperienza artistica che cura quella sensazione di negatività ricevuta, a volte, dalla vita. Nel nostro caso è la Musica a farlo.

Ho iniziato da solo, poi si è aggiunto Giuseppe Cassaro fino all’espansione a un’orchestra di dodici o più elementi. Il progetto si è evoluto ancor di più successivamente, arrivando alla formazione attuale con Salvo Puma (chitarra elettrica, basso, programmazione), Salvo Scucces (synth, percussioni, sax soprano, programmazione) e Milo Isgrò (batteria) che si è aggiunto per ultimo

Me: Siamo qui perché state promuovendo “Me+1“, il vostro nuovo disco. Come sta rispondendo il pubblico italiano?

Davide: “Molto bene. Di data in data il pubblico è cresciuto. Siamo ancora una realtà piccola ma stiamo vedendo una crescita. Questo tour è un po’ un banco di prova per il disco e per capire la risposta della gente

Me: Come vi sembra stia andando questo nuovo capitolo discografico? E complimenti per aver stampato “Me+1” anche in vinile! Da cultore del disco nero ho apprezzato molto!

Davide:Grazie! Sì, volevamo stampare in vinile perché è un prodotto che a noi per primi piace e avevamo voglia di dare una forma ancor più concreta al progetto. Per quanto riguarda la risposta al disco, siamo soddisfatti perché il pubblico che viene a vederci dal vivo si affeziona al progetto e vediamo un riscontro positivo dal coinvolgimento che le persone hanno

Me: “Goodmorning Utopia” è stato il primo disco di rottura dove VeiveCura è passato da una forma prettamente strumentale a un’infusione di synth e suono digitale. Da cosa è nato questo cambio di direzione?

Davide:Dall’esperienza maturata in Germania, dove ho vissuto per due anni. Lì ho collaborato con alcuni cantautori e sono cresciuto molto a livello sonoro, mi è servito molto. Quando è nata la scrittura di “Me+1” ho introdotto tutto quel bagaglio nella composizione e anche il passaggio all’inglese è venuto molto naturale

Prezzo: EUR 8,09

Me: avete mai pensato di scrivere la colonna sonora di un film, documentario o serie TV? I numeri li avreste e anche il vostro genere si sposerebbe alla perfezione…

Salvo Scucces:Qualcosa abbiamo fatto, progetti minori ma niente di serio ancora

Davide:In realtà il primo disco era concepito come una specie di documentario filmato, dove alle immagini veniva associata la Musica e anche i concerti vedevano una proiezione di quei filmati come coinvolgimento visivo. Per quanto riguarda le colonne sonore mi piacerebbe molto, anche se non è un ambiente facile nel quale rientrare

Salvo Puma: “Anzi, se senti qualcosa faccelo sapere [Risata generale]

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Me: In “Me+1” c’è una bellissima atmosfera nostalgica anni ’90. Alcuni passaggi del disco mi hanno fatto pensare a Giorgio Moroder per il suono: chi vi ha ispirato durante la stesura del disco?

Davide:I primi che mi vengono in mente sono Bon Iver e i Sigur Rós, il primo è uno dei miei artisti preferiti degli ultimi anni. Io personalmente vengo dalla scuola Radiohead che per me hanno significato molto e che, riascoltando il disco, sento un po’ in “Fire Doors“. In precedenza abbiamo sviluppato le nostre idee musicali più sull’impronta del post-rock dei Sigur Rós che qui abbiamo voluto ridurre, lasciandola soltanto in “See You In The Next Life“, la traccia che chiude il disco e che abbiamo voluto realizzare in questo modo per dare un senso di continuità con il passato

Salvo Scucces:Moderat, M83 e Tame Impala. Sono forse i tre nomi da me più ascoltati del periodo di registrazione dei provini

Salvo Puma:A prescindere dai nomi, la cosa più importante della realizzazione di “Me+1” è stata l’apertura mentale di tutti. Ognuno di noi ha preferenze musicali più o meno differenti, ma la cosa che più ci ha aiutati è stato aprirsi ognuno ai generi o ai suoni proposti dagli altri e ciò di cui sono più soddisfatto è il risultato finale, perché siamo stati in grado di fondere al meglio – a mio giudizio – tutto quel che ognuno ha apportato a livello sonoro

Me: Sono d’accordo. Una delle cose più riuscite di “Me+1” è il suo equilibrio e l’identità che assume nonostante l’infusione di generi musicali. Avete realizzato un album che non stanca nell’ascolto, complimenti!

Come nascono i brani di un progetto così complesso come VeiveCura?

Davide:Nasce tutto dalla Musica, mai dai testi. Solitamente mi lascio prendere dalla melodia e da lì poi arrivo alla stesura dei testi capendo che argomento trattare. Fino a “Goodmorning Utopia” nasceva tutto da me, invece in questo nuovo album mi ha aiutato molto Scucces per lo sviluppo delle idee base; quattro brani sono nati da idee sue che abbiamo poi sviluppato insieme

Salvo Scucces:Certi suoni e certe linee di basso le abbiamo invece sviluppate tutti e tre insieme – all’epoca Milo ancora non c’era – e unendo i nostri gusti a ciò che volevamo ottenere abbiamo lavorato molto per arrivare al risultato finale.

Ciò di cui siamo più soddisfatti è l’essere riusciti a presentare uno show dove i pezzi vengono riprodotti in modo totalmente fedele rispetto a come suonano su disco. Abbiamo lavorato molto a questa cosa per migliorarci e migliorare i nostri live rispetto al passato


VeiveCura è un progetto con un’anima totalmente votata alla Musica dal vivo. Già ascoltando “Me+1” si sente moltissimo questa cosa, ma vederli dal vivo è stata la conferma di questa mia impressione. Sul palco sono un concentrato di energia esplosiva, talento e voglia di divertirsi.

Solo un appunto: il loro obiettivo era quello di creare un ascolto live più fedele possibile al disco. Il risultato è anche superiore alle loro aspettative: non appena salgono sul palco le canzoni assumono una forma ancora più concreta, più piena, grazie anche al muro del suono che i VeiveCura sprigionano suonando.

Se ancora non hai visto i VeiveCura dal vivo ti consiglio vivamente di farlo. Scoprirai una band nata per suonare dal vivo, alla quale auguro di ottenere risultati sempre più soddisfacenti per la qualità, la cura e la passione che mettono nella Musica che realizzano.

Mauro Abbatescianna


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