Stanno succedendo un po’ di cose in questi giorni in casa AscoltieRacconti.com, una di queste è l’intervista che stai per leggere.

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Leggi l'intervista a #KeshavDhar, fondatore degli @skyharbormusic #Skyharbor Condividi il Tweet

Probabilmente il nome Skyharbor non ti dirà nulla, nemmeno io li conoscevo prima dello scorso 21 aprile, serata durante la quale ho avuto la possibilità di vederli dal vivo in apertura ai Deftones al Fabrique di Milanoqui trovi il mio live report della serata.

Mi è bastato vederli e conoscerli direttamente di persona per capire come gli Skyharbor, band metal progressive, sia veramente valida e meriti il successo che pian piano stanno avendo, anche grazie all’ottimo risultato di essere scelti come opener per le date europee del Gore Tour dei Deftones.

In queste ultime settimane ho avuto la possibilità e l’onore di scambiare quattro chiacchiere con Keshav Dhar, chitarrista, fondatore e compositore degli Skyharbor.

Ciao Keshav! Ci siamo incontrati a Milano lo scorso 21 Aprile dopo della vostra performance in apertura ai Deftones. Ho scoperto la vostra Musica proprio quella era! Chi sono gli Skyharbor?

Keshav:Ciao a tutti! Skyharbor è un progetto musicale. Siamo una band che suona uno strano genere di metal progressive, con infusioni ambient e alternative. Proveniamo dall’India e dagli Stati Uniti

Keshav tu sei la mente dietro a questo progetto che hai cominciato come solista per poi evolverlo fino a ciò che Skyharbor è oggi. La band è indiana per quattro quinti, mentre Eric Emery (cantante) è americano. Che differenza c’è tra l’approccio musicale indiano e quello americano?

Keshav: “Dunque, anche se tecnicamente potremmo essere etichettati come “Musica indiana” non c’è tutta la tradizione indiana nella nostra Musica o nel modo in cui ci approcciamo a essa. L’esperienza di vivere in India è qualcosa che sicuramente influisce e traspare nella nostra Musica, il caos e la frenesia che si mischiano e fondono con la bellezza della città e della sua natura, del selvaggio. Dal punto di vista sonoro, però, direi che non c’è una vera e propria differenza nell’approccio musicale indiano da quello americano e viceversa.

Com’è stato suonare in Italia? Vi è piaciuto?

Keshav: “l’Italia è sempre stato un posto speciale, è differente da ogni altro paese europeo. Il pubblico e la folla sono fantastici, sono molto partecipativi sia vocalmente che con l’entusiasmo! Sono molto espressivi, sia quando qualcosa gli piace sia quando non apprezzano, facendo sembrare tutto quanto ancora più reale, capisci cosa intendo? Questa è una cosa che ci piace moltissimo, perché quando saliamo sul palco ci mettiamo a nudo mostrando le nostre anime nel modo più sincero e apprezziamo la stessa sincerità e onestà!

Guiding Light è il vostro ultimo disco, uscito nel 2015 in seguito a una campagna di crowd-funding su PledgeMusic. Ho amato veramente tanto il disco, sia per il suono che per la sua complessità. Ogni canzone ha una sua evoluzione e una sua dimensione, specialmente per le atmosfere ricreate. Quanto è importante questo aspetto per voi?

Keshav: “L’elemento atmosferico è qualcosa che ha sempre fatto parte della nostra Musica e che ci sarà sempre. È ciò che ci rende noi stessi, la nostra impronta. Qualcosa di talmente forte che è parte di noi e che tutti noi diamo per scontato quando componiamo la nostra Musica, perché amiamo scenari sonori così ampi e coinvolgenti.

Siete una band metal progressive. Ascoltando i vostri dischi ho trovato delle vibrazioni ottime così come ho riconosciuto le influenze dei Porcupine Tree, degli Haken, dei Frost e dei Deftones stessi, sia nel suono che nell’approccio alla composizione. Da dove nasce una canzone degli Skyharbor?

Keshav: “Una delle cose che veramente amo del nostro modo di comporre canzoni, perlomeno nella fase attuale della nostra carriera che è in piena fase esplosiva per idee e storie da raccontare, è la possibilità che una canzone possa nascere veramente da qualunque cosa o qualsiasi luogo. Scriviamo tutti quanti, insieme, anche se in passato ci sono state canzoni nate da un semplice accordo di chitarra (Evolution), o da una linea di basso (Chemical Hands), o da una melodia vocale (Out Of Time), o da un giro di batteria (Aurora). Per esempio, una delle canzoni che stiamo scrivendo è nata da un giro di batteria suonato in modo sbagliato, che però suona correttamente proprio perché sbagliato! Suona bene così! Per me aiuta molto rimanere sempre attivi e tenere vivo il materiale in cantiere, siamo sempre felici di provare qualcosa di nuovo e prenderci i nostri rischi innovando a modo nostro!

Come già detto in apertura, lo scorso mese si è concluso il vostro tour in supporto ai Deftones per il loro Gore Tour qui in Europa. Quanto è stata importante questa esperienza? Cosa significa, per una band come voi, essere scelti come opener da una band che amate come i Deftones?

Keshav: “personalmente, i Deftones sono una delle mie tre band preferite di sempre insieme ai Karnivool e agli Oceansize. Sono semplicemente magici! Hanno questo strano alone mistico, nebbioso e a tratti indefinibile che avvolge la loro Musica e che semplicemente mi scatena qualcosa di incredibile, come se riuscissero a premere un bottone invisibile che attiva ogni mia percezione – esattamente lo stesso che mi accade ascoltando le altre due band appena menzionate. Andare in tour con loro è stata semplicemente la più grande e la più emozionante esperienza della nostra carriera fino a qui! Anche oltre all’aspetto emotivo di poter condividere il palco e i momenti di viaggio con la mia band preferita, dal punto di vista della carriera ha significato un momento molto alto per noi perché ci dà l’opportunità di affacciarci al mercato Musicale che non pensavamo avremmo mai potuto raggiungere per un altro anno o due. Potenzalmente è un’opportunità enorme quella che ci è capitata!

Parliamo del futuro. Quando ci siamo incontrati a Milano mi avete accennato qualcosa riguardo al vostro nuovo disco. Avete già registrato i brani per l’album nuovo? Avete una data di uscita? Puoi già anticiparmi qualcosa?

Keshav: “l’album si chiama Sunshine Dust ed è già pronto e finito qui nei nostri computers! Non abbiamo ancora una data di uscita perché, come detto già prima, alcune porte stanno inziando ad aprirsi proprio ora e stiamo cercando di capire quali siano le scelte migliori che possano portarci a pubblicare il disco a livello mondiale, secondo l’opportunità migliore che possa presentarsi. È un periodo estremamente figo e sappiamo che alcuni nostri fans non saranno contenti perché avevamo promesso di uscire col disco nuovo in primavera, ma sappiamo anche che un piccolo slittamento nei tempi di uscita non ucciderà nessuno, soprattutto perché ci sono diversi casini che stanno succedendo. Diversi retroscena che stiamo già gestendo a tempo pieno per portare il disco alla luce nel migliore dei modi.

Tutto avrà ancora più sapore una volta che il disco sarà fuori e siamo certi che l’attesa verrà ripagata, siamo certi che i nostri fans adoreranno Sunshine Dust! Musicalmente il disco si allontana un pochino dalla strada che avevamo percorso sia da Guiding Lights, proprio come avevamo fatto virando anche da Blinding White Noise. Siamo ancora in quella fare in cui abbiamo così tante idee e percorsi da voler prendere che abbiamo veramente tanto da dire e da dare, ovviamente mantenendo l’identità sonora, la potenza e le ambientazioni tipiche degli Skyharbor come li conoscete già.

Questo nuovo disco è un nuovo capitolo nella nostra storia, scritto nella nostra lingua. Per cui, non ci resta che parlare e a voi non resta che ascoltare.

Qual è il prossimo passo dopo aver finito il tour coi Deftones?

Keshav: “il nostro lavoro dei prossimi mesi è tutto incentrato sull’uscita del disco nuovo, nel quale stiamo investendo tutte le nostre energie per rendere al meglio. Abbiamo appena firmato un nuovo contratto con un nuovo management negli Stati Uniti e siamo al lavoro per costruire un team estremamente solito che possa aiutarci a portare avanti la gestione della band. Torneremo in tour molto presto, questo è sicuro, ma per ora tutte le attenzioni sono legate all’uscita del disco nuovo.

Ovviamente, siamo sempre al lavoro per scrivere e produrre nuova Musica in ogni momento possibile!

Mauro Abbatescianna


The first time I met Skyharbor‘s Music was on April 21st, in Milan, when I saw this metal progressive band playing live. That night I was at Fabrique for my first Deftones concert.

The name Skyharbor was totally unknown to me. They performed as openers in the European tour of Deftones.

They just entered the stage, started playing their Music and… BOOM! I totally fell in love with their Indian-American progressive metal.

I met them after the show and we kept in touch. Many weeks later I contacted Keshav Dhar – guitarist, composer, and founder at Skyharbor – and we talked about the forthcoming projects of the band.

Read my interview to Keshav Dhar from Skyharbor.

Hi guys! We met in Milan the night you opened Deftones’ concert on April 21st. I discovered your Music the first time that night. What is Skyharbor? Introduce yourselves and the project to the ones who don’t know you.

Keshav Dhar: “Hi! We’re Skyharbor and we play weird, ambient, proggy alternative metal and we’re from India and the USA.

Keshav Dhar, you are the mind behind this project, you started a solo project which evolved in what Skyharbor is today. Four-fifths of the band come from India, while Eric Emery (singer) comes from America. How different is the Indian approach to Music production compared to the American approach?

Keshav:Well, although technically we might fall under the umbrella of ‘Indian music’, there isn’t all that much that’s traditionally Indian about our sound or our approach to making music. The experience of living in India is something that makes itself heard through our music for sure, the chaos interspersed with the beauty and the hectic crowded nature of the cities juxtaposed with the serene beauty of the wild. But sonically, I wouldn’t say there’s any real difference in the way we approach songwriting than anyone else, at least not on as broad a basis as being Indian or American.

Did you enjoy playing in Italy? How was the crowd?

Keshav:Italy has always been special, it feels different from any other country in Europe. The crowds are amazing, they’ve very vocal and expressive with their likes and dislikes and it just feels real, you know? We like that, because we’re baring our souls naked on stage, and we like it when the response is equally honest.

Guiding Light is your last record, published in 2015 after a crowd-funding campaign on PledgeMusic. I really appreciated the sound and the complexity. Every song has its evolution and its dimension, especially for the atmospheres you create. How much important is this aspect to you?

Keshav:The atmospheric element to our music is something that’s simply always going to be there. It’s what makes us sound like us. That’s not even something that we think about, it’s just something that we all take for granted because we love big expansive soundscapes so much.

You are a metal progressive band. Listening to your records I found a very good vibe and different influences, just like Porcupine Tree, Haken, Frost, Deftones sound, and approach. Where does everything begin in a Skyharbor production?

Keshav:One of the things that I really like about the way we write songs, at least right now in the current phase of our career where I think we’re still bursting with ideas and stories to tell, is that a song can come out of anywhere. We all write together, and I’m not just saying that – we’ve had songs that have been initiated from a single guitar chord (like Evolution), or a bass line (Chemical Hands), or a vocal melody (Out of Time), or a drum loop (Aurora), and on the new music which we’re currently writing, there is a song that has come out of an incorrectly chopped up and looped drumbeat, which sounds cool specifically because of that mistake! For me it helps to keep things fresh all the time, and we’re always excited about trying something new and taking risks.

Last month you finished touring with Deftones, opening their concerts all over Europe. How much important has been this experience to you? What does it mean for a band to be chosen as an opener from a band that you like?

Keshav:For me (Keshav), personally, Deftones are one of my three all time favourite bands along with Karnivool and Oceansize. They are just magical. They have this weird, mystical, foggy, almost indefinable character to their music which just pushes all my buttons, exactly same with the other two bands I mentioned. So going on tour with them was quite simply the biggest and most incredible moment of our career thus far. Even aside from the emotional aspect of getting to share the stage and travel with my favourite band, from a career standpoint it means a great deal to us and is already starting to potentially open up doors for us in the music industry that we were thinking might not happen for another year or two. It’s potentially a great springboard.

Let’s talk about the future. When we met in Milan you said something about the new record. Have you already recorded the tracks for the new album? Do you have a release date? Can you anticipate something about the direction taken for the new album?

Keshav:The album is called Sunshine Dust and it is ready and is sitting right here on our computers! We don’t have a release date just yet because like I said earlier, some doors have started to potentially open up for us and we might be exploring some new avenues to release the record worldwide in a bigger fashion than we could do just by ourselves. It’s an exciting time, and we know that some fans will be disappointed because we did promise them a spring release, but we know that a slight wait won’t kill anyone, especially because there’s tons of shit going on behind the scenes and we’re pretty much working all the time towards this release and planning it out in the best possible way. So it’ll be well worth it and I’m sure that the fans will love it when it’s out. Musically, it’s taken a bit of a right turn from the road that Guiding Lights was taking, just like Guiding Lights took quite a turn from the road that Blinding White Noise was taking. We’re still in that phase where we have so many ideas and paths that we want to explore, while obviously retaining the power and the atmosphere that makes up the Skyharbor sound, and so this new album is a different story that we’re telling in our own language, so to speak.

What happens now that you finished touring with Deftones?

Keshav:We have our work cut out for us for the coming months – we’re basically putting all our energies into this release and making it happen in the best possible way. We have just signed with new management in the US, and we’re working behind the scenes on building a solid team to take the band forward. We will tour soon again for sure, but for now the focus is on getting the album out, and of course, we’re always writing new music all the time on the side.

Mauro Abbatescianna