Se mi segui da qualche tempo hai già avuto modo di scoprire come io sia uno Springsteeniano convinto.

Se, invece, questa è la prima volta che capiti sulle pagine di AscoltieRacconti.com allora avrai modo di scoprire la mia passione per Bruce Springsteen. In entrambi i casi, comunque, mettiti comodo e preparati a sorridere e – probabilmente – a commuoverti.

Ecco perché essere Springsteeniano ti cambia la vita

Rispetto a tantissimi Springsteeniani D.O.C, ho scoperto il Boss piuttosto tardi. La prima canzone che ascoltai fu “Radio Nowhere“, era all’incirca il 2010 e me la fece sentire un amico. All’epoca sapevo ancora poco di un certo tipo di Musica rock e soprattutto non sapevo assolutamente nulla di Bruce Springsteen. Quel che mi colpì di quella canzone fu l’assolo di Sax, al punto da chiedere al mio amico di consigliarmi qualcos’altro con una struttura musicale molto simile, soprattutto dove il Sax fosse protagonista tanto quanto in “Radio Nowhere”.

In quel periodo avevo iniziato ad ascoltare la Musica in un modo un po’ differente, molto più aperto, cercando di abbattere qualunque tipo di pregiudizio legato a un mio gusto personale dell’epoca, avendo così un approccio forse più giornalistico – se così possiamo definirlo.

Qualunque band o artista in cui mi imbattevo in quel periodo lo scoprivo partendo da zero, “annullando” quel che già sapevo al riguardo e mi ascoltavo la discografia intera (o tutto quel che potevo) partendo dal giorno zero dell’artista stesso. Non facevo altro che prendere il primo album, EP, Demo o quant’altro e iniziavo a scoprire la sua musica andando avanti, fino all’ultimo disco uscito in ordine cronologico. Non è nulla di nuovo, lo so, è quello che fanno in tanti – ed è ciò continuo a fare tuttoggi.

“Radio Nowhere” mi aveva colpito molto e capii come dovessi fare lo stesso con Bruce Springsteen. E così iniziai: il 1973 è l’anno del debutto ufficiale del Boss. “Greetings From Asbury Park, N.J.” e “The Wild, The Innocent & The E Street Shuffle” sono i due dischi usciti in quell’anno.

Ricordo che al primo ascolto non fu facile assimilarli, ma una canzone mi stregò, totalmente, fin da subito. Quella canzone era “New York City Serenade“, un brano che ha dentro tutto: la poesia e la poetica di una New York notturna, da Manhattan ai sobborghi, con le sue bellezze, i suoi vizi e le sue paure; c’è il violino che accarezza la melodia e crea l’atmosfera romantica di cui una serenata ha bisogno; non importa che sia rivolta a una donna o a una città, lo strumento del diavolo è lì e si contrappone alle prime note di pianoforte, quasi cupe e irrequiete, suonate magistralmente da David Sancious in apertura di canzone.

Rimasi totalmente folgorato. Non capii cosa mi colpì così tanto nello specifico, forse proprio tutto l’insieme di una scrittura e una composizione così perfette, soprattutto se considerato che il Boss la scrisse quando aveva soltanto 23 anni.

Non saprei dire nemmeno io quante volte l’abbia ascoltata in macchina tornando a casa la sera.

La scintilla scoppiò proprio con una delle canzoni più belle che Springsteen abbia mai scritto e composto e, a quel punto, la mia fame di conoscenza e la mia necessità di stare bene, grazie alla sua musica, si fecero incessanti.

E così arrivò tutto il resto: “Born To Run” (1975), “Darkness On The Edge Of Town” (1978), “The River” (1980), “Born In The U.S.A.” (1984), i suoi capolavori acclamati e clamorosi. Diventai sempre più uno Springsteeniano convinto.

Nel mio periodo di “formazione” imparai a conoscere il Boss e capii quanto fosse un animale da palco e che, solo dopo averlo visto dal vivo, si riesca realmente a capire quanto la sua Musica ti faccia stare bene e quanto sia parte di te. Non perché da un suo album questo non traspaia, ma perché è col live che tutto cambia dentro di te.

Cercai tutti i video possibili dei suoi concerti – grazie YouTube! – e ogni clip che vedevo era migliore della precedente. Sentivo sempre di più la “febbre da Boss” salirmi dentro.

Il mondo si divide in due categorie: chi ama il Boss e chi non l’ha mai sentito dal vivo

London Calling: Live in Hyde Park” è un DVD uscito nel 2010 che racchiude tutto il concerto tenutosi, appunto, all’Hyde Park di Londra, il 28 Giugno del 2009. Trovai molti dei video di quel DVD su YouTube (ora sono stati rimossi), ma fu uno in particolare a farmi letteralmente saltare sulla sedia, quello dell’esecuzione di “She’s The One” – canzone fantastica contenuta in “Born To Run”.

Lui e la Band in formissima – come sempre – e subito dopo il fantastico assolo di Sax di Clarence, il Boss si toglie la sua fida Telecastar, la fa strisciare per il manico sull’asta del microfono – così da farla suonare distorta – e poi la lancia al suo fido tecnico di palco che la prende al volo. Subito dopo il Boss si gira, stacca l’armonica a bocca dall’asta del microfono e attacca con un assolo. Pazzesco! Quando lo vidi mi sentii come esplodere e capii ancora di più come il soprannome “The Boss” fosse cucito addosso a lui!

Mi sentivo cambiato, diverso. L’energia racchiusa nelle sue canzoni è qualcosa di talmente forte e inarrestabile che rimanerne indifferenti è quasi impossibile, soprattutto vedendo le sue performance dal vivo!

Ci misi pochissimo a capire che essere uno Springsteeniano altro non significasse che votare la propria vita alla Musica, ancor più di quanto potessi averlo già fatto prima di venire a conoscenza della sua arte.

Non essendo ancora stato a un suo live, all’epoca potevo soltanto basarmi su quel che vedevo online, non avendo alcun amico Springsteeniano che potesse raccontarmi l’esperienza fantastica che si vive a un suo concerto. Quel che traspariva e che traspare sempre da ogni concerto è la totale assenza di barriere tra lui e il suo pubblico. Ogni possibile divisorio imposto dalle misure obbligate dal palco o della semplice immagine di rockstar, con Bruce Springsteen non esiste. Lui non è una rockstar, lui è un rocker, e c’è una  gran bella differenza!

Il suo pubblico non è semplicemente una audience. I suoi fans sono come parte di un’enorme famiglia, composta da zii, cugini, amici fraterni, o più semplicemente Blood Brothers – per citare anche una sua splendida canzone.

Col suo pubblico lui ci si mischia, si amalgama, si concede, si dà fino all’ultima goccia di sudore. Scende dal palco, abbraccia la gente, stringe le loro mani, sorride con loro, ascolta i loro desideri, le loro richieste, i loro sogni.

Quel che ha sempre contraddistinto e differenziato lui da qualunque altro artista del suo calibro è proprio questo: la voglia di intrattenere in modo sincero, genuino, come nessun altro al mondo è (forse) in grado di fare nella grandezza che mette lui.

Chiunque si ricorda il video di “Dancing In The Dark“, dove a un certo punto lui sorride a una giovane ragazza dagli occhi azzurri. Quella, per chi non lo sapesse, era Courteney Cox, che sarebbe poi diventata famosa nel ruolo di Monica Geller nella serie TV Friends.

Nel video la porta sul palco e ballano insieme. E da quel momento, tutte le volte che il Boss suona “Dancing In The Dark” nei suoi concerti, sceglie la fortunato di turno – ma da tempo anche il fortunato – e ballano insieme. Quello è uno dei segni distintivi delle sue esibizioni.

Dicembre 2011. Ricorderò per sempre come seguii tutti i vari rumors che si inseguivano in rete in quel fine anno e che avrebbero voluto il Boss in concerto in Italia nel 2012, per tre date estive: Milano, Trieste e Firenze. Ero in università quando Claudio Trotta – patron di Barley Arts, la società che si occupa del management di Bruce Springsteen sul suolo italico – pubblicò su Facebook l’ufficialità delle date. Esultai nel silenzio della biblioteca (sicuramente i presenti hanno pensato fossi pazzo, ma in quel momento non mi interessava di nient’altro!)

Era il momento che aspettavo ormai da più di un anno, l’occasione per vedere dal vivo colui che era diventato il mio artista preferito in assoluto. Il posto più ambito da tutti i fans del Boss è quello del prato e anche io e i miei amici non potevamo mancare. E così, dopo ore davanti al computer sul sito di TicketOne si aprì la prevendita e… i biglietti erano nostri! Ce l’avevo fatta! Il 7 giugno 2012 sarebbe stato il mio battesimo di fuoco, a San Siro, la grande scala del calcio e dei concerti.

Chiudendo gli occhi riesco a rivedere tutto quanto di quella giornata: la sveglia alle 3:00 del mattino per passare a prendere gli altri amici che avrebbero vissuto insieme a me quell’esperienza fantastica e per raggiungere San Siro il prima possibile, c’era una coda per l’accesso al PIT da fare e non potevamo perdere nemmeno quella! Fare parte dei 1500 dotati di un braccialetto PIT significa essere nella parte più vicina al palco e, soprattutto, partecipare alla lotteria che sancisce quale di quei 1500 entra per primo e chi dopo di lui. Riuscire a finire tra i primi numeri successivi a quello estratto significa una cosa sola: transenna e pedana dove il Boss scende, per godersi il suo bagno di folla.

Quella sera sbiancai dall’emozione nel vederlo salire sul palco: avevo di fronte a me, a forse 3 metri di distanza, il mio idolo più grande di sempre. Quasi tutti avevano un cartello con scritta una request, il titolo della canzone che si sogna sentirgli fare. Eh sì, perché Springsteen dal vivo è soprattutto questo, la sua voglia di fare il jukebox umano andando ad attingere a un repertorio pressoché infinito.

La E-Street Band è pronta a poter suonare 250 pezzi diversi, ogni sera

Bruce Springsteen

Queste sono le parole che il Boss ha detto in un’intervista pubblicata poco tempo fa e chi lo conosce sa bene quanto questo sia vero. Chi lo conosce sa bene come attinga a tutta quanta la sua discografia, dal 1973 al 2016, senza fare differenze, senza lasciare indietro niente (o quasi). Outtakes, B-Sides, canzoni ufficiali, covers: non si fa mancare niente, non TI fa mancare niente quando suona e canta.

La sua musica ti entra dentro, nelle vene, nell’anima, nel cuore, ti risuona in testa di continuo, diventa qualcosa della quale non puoi più farne a meno. Non ci riesci. Senza quasi che tu te ne accorga, lui ti ha catturato, ti ha fatto diventare parte della sua enorme famiglia che coinvolge milioni di fans in tutto il mondo. Di colpo ti ritrovi anche tu a essere uno Springsteeniano.

E così, dopo che l’hai visto la prima volta, segui tutto quel che fa in giro per il mondo e non parlo di notizie, interviste, video o quant’altro. Parlo proprio di girare il mondo pur di vederlo dal vivo in quelle città dove sai che suonerà qualche rarità. La sua enorme forza dal vivo è proprio la varietà: ogni sera crea una scaletta differente, mai la stessa – eccezion fatta per la leg americana del “The River Tour 2016” dove ha suonato tutto quanto “The River” ogni sera, sommato ad altre canzoni che variegavano una setlist comunque piuttosto simile a ogni data.

Ci sono fans della vecchia guardia che lo seguono da quando ha iniziato e che hanno all’attivo centinaia di concerti in giro per il mondo. L’amore smisurato che sta alla base di tutto questo è reciproco: il Boss dimostra il suo con concerti da oltre 3 ore di media a serata e i suoi fans ricambiano seguendolo ovunque, accampandosi con la tenda fuori dal luogo dell’evento pur di rientrare nel PIT.

Lo Springsteeniano è un animale strano, particolare, variegato. Quello col Boss è un rapporto di amore con dei momenti di rabbia che arrivano, inevitabilmente, quando insegui la tua canzone e lui la fa in una data in cui non ci sei. È un destino che accomuna tutti gli Springsteeniani che si sono imbattuti in questa “maledizione” almeno una volta. Ricordo benissimo come al mio primo live a San Siro un signore di fianco a me esultò saltando come un bambino per la gioia di vedere un cartellone che riportava la scritta “Cadillac Ranch”. Lo sentii ringraziare ogni santo perché inseguiva quella Cadillac da non so quanti anni.

Il Boss è così: lo segui, lo insegui, viaggi in lungo e in largo, dormi pochissimo, ti stanchi tantissimo, speri di sentire la canzone dei tuoi sogni e poi magari ti incazzi perché la fa nell’unica data italiana alla quale non sei potuto andare.

E qui parlo per esperienza personale.

3 Giugno 2013: dopo essere tornato dalla splendida trasferta di Padova quella sera il Boss suonava a Milano, per la quinta volta nella sua carriera da quando fece tappa la prima volta, sempre a Milano, nel lontano ’85. Per quella sera era stato organizzato qualcosa di unico e magnifico, mai realizzato prima. Una coreografia che prendeva i tre anelli frontali al palco e il pubblico nel prato.

“Our Love Is Real. NYCS”

Questa era la frase che riportava la coreografia, una chiara request per eseguire proprio quella “New York City Serenade”. Quel 3 Giugno non la eseguì, per farla poi nella terza e ultima data italiana, a Roma, a luglio. A quel concerto non ebbi la possibilità di andarci per questioni economiche e… proprio quella sera la eseguì come non aveva mai fatto prima, coinvolgendo la Roma Sinfonietta (l’orchestra di Ennio Morricone, per capirci) per interpretare la sezione d’archi del brano.

L’esecuzione fu talmente perfetta da registrarne il video ufficiale.

Quella sera mi incazzai, eccome se mi incazzai! Non potevo farci nulla, sapevo che la rabbia era più rivolta al non poter essere andato a Roma, però in quel momento ti viene spontaneo esclamare un “ma cazzo, Bruce, te l’abbiamo chiesta a Milano con tanto di coreografia! Dovevi farla lì, che c’ero anch’io, è la mia preferita!

Però lo sai, sai che lui è così, come ti sorprende in positivo, allo stesso tempo può farti rabbia. Ogni suo concerto è una lotteria, proprio come l’estrazione del numero per l’accesso al PIT.

I’ve stumbled and I know I made my mistakes
But tonight I’m gonna be playin’ for all of the stakes

“Roll of The Dice” – Bruce Springsteen

Quando penso ai suoi live penso a San Siro 2012 e 2013, penso a Padova nel 2013 con la trasferta fantastica, partendo alle 2:00 del mattino e guidando con tutto quanto “The River” in play nel cuore della notte, con la bellezza di quella “Drive All Night” che si addiceva perfettamente all’atmosfera creata da un’autostrada deserta. Mi viene in mente il bello di arrivare allo Stadio Euganeo alle 5:00 del mattino iniziando subito la coda per il PIT, conoscendo altri Springsteeniani come me e vedendo Claudio Trotta presente già dalle 6:00 per aiutare i suoi collaboratori per rendere l’esperienza sempre migliore.

Mi viene in mente il Boss che arriva allo stadio alle 17:42, accompagnato dal buon Trotta, per poi salire sul palco e attaccare con “The Promised Land” e “Growin’ Up” in acustico, regalando a me e alle poche migliaia di fans già presenti un soundcheck che ha tutto un altro sapore! La data di Padova è quella alla quale sono più affezionato, sia per la trasferta che per la scaletta: aprire con “The Ghost of Tom Joad” da solo in acustico mi ha steso, per non parlare di “Something in The Night” suonata in modo impeccabile! Poi arrivò “Boom Boom” di John Lee Hooker, “The Ties That Bind”, tutto “Born To Run”, la chiusura con “Twist and Shout”. Quella sera era in una forma pazzesca!

E poi ti ritrovi a guardare in tempo reale ogni setlist di ogni data in giro per il mondo, scrivendo ai tuoi amici Springsteeniani su WhatsApp e imprecando ogni volta che tira fuori qualche pezzo da 90 in una serata dove non ci sei, fino a quando mancano sei giorni alla prima delle tre date Italiane (3 e 5 luglio Stadio San Siro a Milano e 16 luglio Circo Massimo a Roma) e ti rendi conto di come siano volati questi mesi e quanto tu sia carico e adrenalinico, perché sai che sarà ancora una volta un’esperienza mistica e indimenticabile che vivrai con gli stessi compagni di viaggio degli anni precedenti e con alcuni nuovi che sai conoscerai anche questa volta.

Perché sai già che rifarai tutto quanto fino a quando potrai, perché essere Springsteeniano significa questo: una passione viscerale che vince su tutto e che ti fa sorridere dopo essere tornato a casa distrutto, questa volta dopo tutte e tre le date italiane (quest’anno non mi freghi, Bruce!)

Se sei arrivato fino a qui significa che sei uno Springsteeniano anche tu – e che hai anche tanta pazienza nel leggere tutto quanto 😀

Proprio per questo voglio sapere quali siano le tue sensazioni, il tuo amore per il Boss e i tuoi ricordi legati ai suoi concerti o semplicemente alla sua musica. Puoi farlo commentando qui sotto e se questo articolo ti è piaciuto ti invito a condividerlo sui tuoi canali socials o inviandolo ai tuoi amici!


Se questo mio articolo ti è piaciuto allora non puoi lasciarti scappare La Mia Anima è La Tua“, un racconto inedito che ho scritto ispirato da “Drive All Night” di Bruce Springsteen. Puoi leggerlo cliccando a questo link:

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Grazie mille per la lettura e… See You On The Road, Brother!

55 COMMENTI

  1. Ok, premesso che non mi piace la disabilitazione del testo, che mi ha fatto imprecare non poco usando un pc senza mouse, l’articolo mi è piaciuto molto e mi sono ritrovata soprattutto nella premessa. Anch’io ho scoperto tardi Bruce Springsteen e anche per me New York City serenade è una delle prime canzoni che mi ha folgorato, ha delle atmosfere da brividi che sei riuscito a descrivere bene, ascoltandola sembra di essere lì, di notte per le strade della New York degli anni ’70.
    Questo per me sarà il primo concerto, riuscirò ad andare solo a quello di Roma purtroppo e spero con tutta l’anima che canti NYC serenade.
    Ultimamente però la mia passione per Bruce è scemata moltissimo e spero che si riprenda col concerto. I motivi sono tanti e uno importante è forse l’impossibilità di condivisione. L’altro aspetto in cui mi sono riconosciuta nel tuo articolo è quando hai raccontato di non avere amici che condividessero questa tua passione, poi qua e là hai parlato di amici springsteeniani. E quindi sono curiosa: come hai fatto?

    • Ciao Stefania, innanzitutto grazie per il tempo dedicato alla lettura 🙂 La disabilitazione del testo è una necessità attuale del sito, sto lavorando alla sua abilitazione parziale, a breve modificherò questo aspetto 🙂
      Credo che NYCS sia proprio un comune denominatore per tutti i nuovi Springsteeniani ed è qualcosa di bellissimo, data l’importanza e la grandezza di quella canzone.
      Sicuramente il live di Roma sarà fantastico, data anche la cornice e data la presenza di Fabio Treves e dei Counting Crows che suoneranno prima di lui (e io sono piuttosto convinto che Treves farà una breve Jam insieme al Boss, accompagnandolo all’armonica in qualche modo 😉 Spero di non sbagliarmi!)
      Vedrai che al concerto la passione sarà molto più forte di prima, in modo esponenziale.
      Giusta osservazione! 🙂 Gli amici Springsteeniani di cui parlo nell’articolo sono principalmente gli amici che ho conosciuto all’università e coi quali sono poi andato a vedere il Boss le prime due volte, sommati a un ragazzo che ho conosciuto a Padova e col quale ho vissuto anche Milano 2013 e col quale ci sentiamo proprio in occasione dei live del Boss. Diciamo che avendo avuto così tanta fame di scoperta, sono stato trascinato e trascinatore anche per i miei amici, alcuni digiuni come me del tutto, altri invece con l’eredità musicale lasciatagli dai genitori.
      Un mio grande amico l’ho conosciuto proprio grazie al Boss e prima di incrociarci a parlare di Springsteen, non ci eravamo mai visti, eppure frequentavamo la stessa università 🙂

    • Stefania vedrai che se la tua “passione” per il Boss è 10 dopo il primo “live” sarà come minimo 110 e così via in maniera esponenziale. Garantito !!! Se persone che non lo conoscevano affatto prima di assistere ad un suo concerto sono diventati “Blood Brothers” pensa tu chi già apprezza i suoi brani … Poi non ti preoccupare della “condivisione” con altre persone, ne troverai a frotte nel giorno stesso del concerto e farai la conoscenza di tante bellissime persone. Anche questo per esperienza personale … Poi non so tu di che zona sei ma degli springsteeniani vicini geograficamente li ho trovati anche io che sono di un piccolo paese in provincia di Frosinone, diciamo che siamo sparsi “capillarmente” in tutto il mondo … Per dirti io venerdì notte parto in camper per Milano insieme ad un amico che abita a 10km da me e che ho scoperto essere un fan ancora più “vecchio” di me … Quindi …

      • Esattamente, bravo Nunzio! Una volta visto dal vivo, non si riesce più a farne a meno!!! Quest’anno è anche molto più carico del 2012 e 2013, sta attingendo persino ai cofanetti come Tracks e The Promise, le premesse sono altissime a dir poco!!!

      • Grazie per le vostre risposte!
        Vivo al sud, dove di Springsteenianesimo ce n’è poco, sicuramente in forma capillare come dice Nunzio, si tratta ovviamente, come sempre nella vita, di trovare le persone giuste. Ho provato anche a cercare di conoscere qualche fan su internet nei gruppi dedicati ma mi è andata abbastanza male.
        Certo, al concerto potrò conoscere molta gente spero, ma temo resterà un piacere limitato alla serata stessa. Comunque vedremo cosa accadrà…e poi chissà 🙂

        • Stefania sono appena tornato dalla 5 giorni milanese … Ancora è presto per metabolizzare la scarica di adrenalina dei due concerti, una cosa è certa: non vedo l’ora che arrivi il 16 luglio per essere al Circo Massimo !!! Casomai ci incontriamo lì … La mia mail è Borntorun74@gmail.com . Se ti fa piacere teniamoci in contatto, Ciao !!!

        • Stefania, vedrai che a Roma conoscerai molte più persone di quel che pensi e anche più facilmente di quel che credi 🙂 Ti troverai davanti soltanto sorrisi, facce distese e un unico desiderio comune: quello di condivisione 🙂 Sarà un’esperienza che porterai con te per sempre, te lo garantisco! 🙂 Ovviamente attendo un tuo riscontro dopo la data di Roma! 😉

          • Salve ragazzi, e scusate se rispondo solo adesso. Volevo intanto ringraziarvi delle vostre risposte e grazie anche a Nunzio per la tua disponibilità, sei stato molto carino.
            Purtroppo nei giorni precedenti al concerto sono caduta facendomi male. Ho seriamente rischiato di saltare il concerto e il mio umore nei giorni precedenti era pessimo.
            Per fortuna però sono riuscita a non mancare ed ho assistito a quella bomba che è stato il concerto al Circo Massimo! Ma di questo magari ne parliamo nell’altro articolo 😉

          • Ciao Stefania! Tranquilla, nessun ritardo, scrivi tranquillamente quando puoi, ci mancherebbe! 😉
            Mi spiace molto per il tuo infortunio, spero nulla di grave e che tu ti sia già rimessa 🙂
            Al concerto non potevi mancare, era destino ci andassi!
            Attendo un tuo commento all’altro mio articolo, allora 🙂 grazie ancora per la lettura e i commenti 🙂

  2. Ok, premesso che non mi piace la disabilitazione del testo, che mi ha fatto imprecare non poco usando un pc senza mouse, l’articolo mi è piaciuto molto e mi sono ritrovata soprattutto nella premessa. Anch’io ho scoperto tardi Bruce Springsteen e anche per me New York City serenade è una delle prime canzoni che mi ha folgorato, ha delle atmosfere da brividi che sei riuscito a descrivere bene, ascoltandola sembra di essere lì, di notte per le strade della New York degli anni ’70.
    Questo per me sarà il primo concerto, riuscirò ad andare solo a quello di Roma purtroppo e spero con tutta l’anima che canti NYC serenade.
    Ultimamente però la mia passione per Bruce è scemata moltissimo e spero che si riprenda col concerto. I motivi sono tanti e uno importante è forse l’impossibilità di condivisione. L’altro aspetto in cui mi sono riconosciuta nel tuo articolo è quando hai raccontato di non avere amici che condividessero questa tua passione, poi qua e là hai parlato di amici springsteeniani. E quindi sono curiosa: come hai fatto?

    • Ciao Stefania, innanzitutto grazie per il tempo dedicato alla lettura 🙂 La disabilitazione del testo è una necessità attuale del sito, sto lavorando alla sua abilitazione parziale, a breve modificherò questo aspetto 🙂
      Credo che NYCS sia proprio un comune denominatore per tutti i nuovi Springsteeniani ed è qualcosa di bellissimo, data l’importanza e la grandezza di quella canzone.
      Sicuramente il live di Roma sarà fantastico, data anche la cornice e data la presenza di Fabio Treves e dei Counting Crows che suoneranno prima di lui (e io sono piuttosto convinto che Treves farà una breve Jam insieme al Boss, accompagnandolo all’armonica in qualche modo 😉 Spero di non sbagliarmi!)
      Vedrai che al concerto la passione sarà molto più forte di prima, in modo esponenziale.
      Giusta osservazione! 🙂 Gli amici Springsteeniani di cui parlo nell’articolo sono principalmente gli amici che ho conosciuto all’università e coi quali sono poi andato a vedere il Boss le prime due volte, sommati a un ragazzo che ho conosciuto a Padova e col quale ho vissuto anche Milano 2013 e col quale ci sentiamo proprio in occasione dei live del Boss. Diciamo che avendo avuto così tanta fame di scoperta, sono stato trascinato e trascinatore anche per i miei amici, alcuni digiuni come me del tutto, altri invece con l’eredità musicale lasciatagli dai genitori.
      Un mio grande amico l’ho conosciuto proprio grazie al Boss e prima di incrociarci a parlare di Springsteen, non ci eravamo mai visti, eppure frequentavamo la stessa università 🙂

    • Stefania vedrai che se la tua “passione” per il Boss è 10 dopo il primo “live” sarà come minimo 110 e così via in maniera esponenziale. Garantito !!! Se persone che non lo conoscevano affatto prima di assistere ad un suo concerto sono diventati “Blood Brothers” pensa tu chi già apprezza i suoi brani … Poi non ti preoccupare della “condivisione” con altre persone, ne troverai a frotte nel giorno stesso del concerto e farai la conoscenza di tante bellissime persone. Anche questo per esperienza personale … Poi non so tu di che zona sei ma degli springsteeniani vicini geograficamente li ho trovati anche io che sono di un piccolo paese in provincia di Frosinone, diciamo che siamo sparsi “capillarmente” in tutto il mondo … Per dirti io venerdì notte parto in camper per Milano insieme ad un amico che abita a 10km da me e che ho scoperto essere un fan ancora più “vecchio” di me … Quindi …

      • Esattamente, bravo Nunzio! Una volta visto dal vivo, non si riesce più a farne a meno!!! Quest’anno è anche molto più carico del 2012 e 2013, sta attingendo persino ai cofanetti come Tracks e The Promise, le premesse sono altissime a dir poco!!!

      • Grazie per le vostre risposte!
        Vivo al sud, dove di Springsteenianesimo ce n’è poco, sicuramente in forma capillare come dice Nunzio, si tratta ovviamente, come sempre nella vita, di trovare le persone giuste. Ho provato anche a cercare di conoscere qualche fan su internet nei gruppi dedicati ma mi è andata abbastanza male.
        Certo, al concerto potrò conoscere molta gente spero, ma temo resterà un piacere limitato alla serata stessa. Comunque vedremo cosa accadrà…e poi chissà 🙂

        • Stefania sono appena tornato dalla 5 giorni milanese … Ancora è presto per metabolizzare la scarica di adrenalina dei due concerti, una cosa è certa: non vedo l’ora che arrivi il 16 luglio per essere al Circo Massimo !!! Casomai ci incontriamo lì … La mia mail è Borntorun74@gmail.com . Se ti fa piacere teniamoci in contatto, Ciao !!!

        • Stefania, vedrai che a Roma conoscerai molte più persone di quel che pensi e anche più facilmente di quel che credi 🙂 Ti troverai davanti soltanto sorrisi, facce distese e un unico desiderio comune: quello di condivisione 🙂 Sarà un’esperienza che porterai con te per sempre, te lo garantisco! 🙂 Ovviamente attendo un tuo riscontro dopo la data di Roma! 😉

          • Salve ragazzi, e scusate se rispondo solo adesso. Volevo intanto ringraziarvi delle vostre risposte e grazie anche a Nunzio per la tua disponibilità, sei stato molto carino.
            Purtroppo nei giorni precedenti al concerto sono caduta facendomi male. Ho seriamente rischiato di saltare il concerto e il mio umore nei giorni precedenti era pessimo.
            Per fortuna però sono riuscita a non mancare ed ho assistito a quella bomba che è stato il concerto al Circo Massimo! Ma di questo magari ne parliamo nell’altro articolo 😉

          • Ciao Stefania! Tranquilla, nessun ritardo, scrivi tranquillamente quando puoi, ci mancherebbe! 😉
            Mi spiace molto per il tuo infortunio, spero nulla di grave e che tu ti sia già rimessa 🙂
            Al concerto non potevi mancare, era destino ci andassi!
            Attendo un tuo commento all’altro mio articolo, allora 🙂 grazie ancora per la lettura e i commenti 🙂

    • Grazie mille! 🙂 Sono felice ti sia commosso, significa aver colpito dritto all’anima di chi legge, è una cosa molto importante per me! 🙂 Sono passato a leggere e commentare la tua cronaca di viaggio…fantastica esperienza, complimenti a te! 😉

    • Grazie mille! 🙂 Sono felice ti sia commosso, significa aver colpito dritto all’anima di chi legge, è una cosa molto importante per me! 🙂 Sono passato a leggere e commentare la tua cronaca di viaggio…fantastica esperienza, complimenti a te! 😉

  3. Quell’uomo mi da’ la forza e l’energia per andare avanti! Leggendo il tuo articolo mi hai fatto rivivere tutte le sensazioni e le emozioni legate ad un concerto di Bruce… E’ semplicemente immenso! Bisogna lottare per unificare i popoli sotto il nome di Bruce Springsteen

  4. Quell’uomo mi da’ la forza e l’energia per andare avanti! Leggendo il tuo articolo mi hai fatto rivivere tutte le sensazioni e le emozioni legate ad un concerto di Bruce… E’ semplicemente immenso! Bisogna lottare per unificare i popoli sotto il nome di Bruce Springsteen

  5. Dopo il concerto di Roma del 2013, il mio primo concerto di Bruce e purtroppo l’unico, le sole parole che mi avevo in mente erano: “GRAZIE BRUCE”

    • Beh, direi che per essere stato l’unico tuo concerto del Boss, tu possa ritenerti molto fortunata 🙂 “NYC Serenade” l’ha eseguita soltanto 4 volte dal vivo negli ultimi 16 anni circa, pensa te che fortuna hai avuto! 😉

  6. Dopo il concerto di Roma del 2013, il mio primo concerto di Bruce e purtroppo l’unico, le sole parole che mi avevo in mente erano: “GRAZIE BRUCE”

    • Beh, direi che per essere stato l’unico tuo concerto del Boss, tu possa ritenerti molto fortunata 🙂 “NYC Serenade” l’ha eseguita soltanto 4 volte dal vivo negli ultimi 16 anni circa, pensa te che fortuna hai avuto! 😉

  7. Condivido in pieno tutto quello che hai scritto! Io ho 21 anni e sono cresciuta con le canzoni di Bruce, anche mio padre è uno springsteeniano convinto. Bruce è piano piano diventato parte di me, quando ero piccola ricordo che vedevo la gioia negli occhi di mio padre ogni volta che tornava da un suo concerto, aspettavo sempre di sentire i suoi racconti, era felice tutte le volte e io capivo che quelli erano qualcosa di più di un semplice concerto. Nel 2008 mio papà ha deciso che era arrivato anche per me il momento di partecipare ad un suo concerto e così, il 25 giugno a San Siro ho visto per la prima volta Bruce ed è stato fantastico! Poi con il passare del tempo mi sono sempre più appassionata, ho letto libri su di lui, ho cercato di capire il significato delle sue canzoni, ho scritto la mia tesina della maturità su di lui, e più lo conoscevo più mi piaceva, più capivo che era unico, avevo bisogno della sua musica e mi faceva stare bene. Poi sono arrivati i concerti del 2012 e del 2013 sempre a San Siro, concerti pazzeschi in cui mi sono resa conto di quanto davvero ogni suo live sia speciale. Di come Bruce si da al suo pubblico e di come ognuno diventa protagonista dei suoi concerti. E infine è arrivato questo tour, ho desiderato davvero tanto che tornasse in Italia, e questa volta io e mio papà ci eravamo promessi che avremmo fatto almeno tre date del tour! E così abbiamo fatto, dopo i concerti pazzeschi di Milano ci aspettano quelli di Roma e Zurigo! Penso che Bruce voglia dire tanto per ognuno dei suoi fan, penso che essere fan di Bruce sia diverso dall’essere fan di chiunque altro perché lui è unico e noi springsteeniani siamo come una grande famiglia pronta a inseguirlo ovunque pur di poter vedere un altro suo concerto e poter dire “io c’ero”!

    • Bellissimo ciò che hai scritto! 🙂 Hai avuto una fortuna che io non ho avuto col Boss, ma che ho avuto con un altro genere di Musica. Mi riferisco all’eredità di ascolto da parte di tuo papà: mio padre adora Le Orme, gruppo storico della Musica Prog italiana, e quindi io sono cresciuto con la loro musica anche se l’ho potuta apprezzare soltanto molto più tardi, è un genere piuttosto complesso per assorbirlo quando si è bambini o ragazzini. Credo che la condivisione tra genitori e figli, quando si tratta di una passione così forte come Springsteen, sia qualcosa di eccezionale. Io non ho avuto questa fortuna e ho imparato a conoscere il Boss in autonomia ed è stato bellissimo allo stesso modo. Sono felice per te e per tuo papà, e sono convinto che questo aiuti anche a rendere più forte il vostro rapporto 🙂 Ci vediamo a Roma! Grazie della lettura e del commento 🙂

  8. Condivido in pieno tutto quello che hai scritto! Io ho 21 anni e sono cresciuta con le canzoni di Bruce, anche mio padre è uno springsteeniano convinto. Bruce è piano piano diventato parte di me, quando ero piccola ricordo che vedevo la gioia negli occhi di mio padre ogni volta che tornava da un suo concerto, aspettavo sempre di sentire i suoi racconti, era felice tutte le volte e io capivo che quelli erano qualcosa di più di un semplice concerto. Nel 2008 mio papà ha deciso che era arrivato anche per me il momento di partecipare ad un suo concerto e così, il 25 giugno a San Siro ho visto per la prima volta Bruce ed è stato fantastico! Poi con il passare del tempo mi sono sempre più appassionata, ho letto libri su di lui, ho cercato di capire il significato delle sue canzoni, ho scritto la mia tesina della maturità su di lui, e più lo conoscevo più mi piaceva, più capivo che era unico, avevo bisogno della sua musica e mi faceva stare bene. Poi sono arrivati i concerti del 2012 e del 2013 sempre a San Siro, concerti pazzeschi in cui mi sono resa conto di quanto davvero ogni suo live sia speciale. Di come Bruce si da al suo pubblico e di come ognuno diventa protagonista dei suoi concerti. E infine è arrivato questo tour, ho desiderato davvero tanto che tornasse in Italia, e questa volta io e mio papà ci eravamo promessi che avremmo fatto almeno tre date del tour! E così abbiamo fatto, dopo i concerti pazzeschi di Milano ci aspettano quelli di Roma e Zurigo! Penso che Bruce voglia dire tanto per ognuno dei suoi fan, penso che essere fan di Bruce sia diverso dall’essere fan di chiunque altro perché lui è unico e noi springsteeniani siamo come una grande famiglia pronta a inseguirlo ovunque pur di poter vedere un altro suo concerto e poter dire “io c’ero”!

    • Bellissimo ciò che hai scritto! 🙂 Hai avuto una fortuna che io non ho avuto col Boss, ma che ho avuto con un altro genere di Musica. Mi riferisco all’eredità di ascolto da parte di tuo papà: mio padre adora Le Orme, gruppo storico della Musica Prog italiana, e quindi io sono cresciuto con la loro musica anche se l’ho potuta apprezzare soltanto molto più tardi, è un genere piuttosto complesso per assorbirlo quando si è bambini o ragazzini. Credo che la condivisione tra genitori e figli, quando si tratta di una passione così forte come Springsteen, sia qualcosa di eccezionale. Io non ho avuto questa fortuna e ho imparato a conoscere il Boss in autonomia ed è stato bellissimo allo stesso modo. Sono felice per te e per tuo papà, e sono convinto che questo aiuti anche a rendere più forte il vostro rapporto 🙂 Ci vediamo a Roma! Grazie della lettura e del commento 🙂

  9. Innanzitutto complimenti per il post, un po’ mi sono commosso. Perché anch’io ho scoperto Bruce tardi e in sostanza ha segnato un po’ gli ultimi 4-5 anni della mia vita.
    Il mio primo contatto con The Boss avviene nel 2005, quando un mio compagno di università, poi diventato il mio testimone di nozze, mi passa The Rising. Un album della madonna, ma poi non approfondisco oltre. In quel momento avevo altra musica in testa. Un giorno riascolto per caso Lonesome day e mi scatta qualcosa dentro che mi porta ad approfondire di più la conoscenza di Bruce, ma sempre in maniera superficiale. Poi scopro che nel 2012 viene a Milano e tac, la bomba deflagra completamente. Esco da San Siro quasi piangendo e aspettando che ritorni in Italia. Da lì partono quattro anni in cui ho approfondito Bruce a tutto tondo. E la sua musica ha accompagnato i miei trekking, gli allenamenti per le maratone e anche l’ingresso mio e di mia moglie durante la cerimonia del matrimonio.
    Che dici, sono abbastanza springsteeniano? =D

    • Mi sono commosso leggendo il tuo commento perché la parte dove menzioni il tuo amico diventato testimone di nozze è una storia molto simile a quella che lega me e il mio migliore amico 🙂 La Musica unisce, soprattutto quella del Boss. Sembriamo dei pazzi noi Springsteeniani, ma quando lo ascolti e lo vedi dal vivo per la prima volta la tua vita cambia per davvero. E chi non l’ha mai visto non può capirlo, va vissuto.
      Non c’è un metro di giudizio, ognuno è Springsteeniano a modo proprio ed è sempre il modo giusto! 😉 Grazie della lettura e del tuo commento 🙂

  10. Innanzitutto complimenti per il post, un po’ mi sono commosso. Perché anch’io ho scoperto Bruce tardi e in sostanza ha segnato un po’ gli ultimi 4-5 anni della mia vita.
    Il mio primo contatto con The Boss avviene nel 2005, quando un mio compagno di università, poi diventato il mio testimone di nozze, mi passa The Rising. Un album della madonna, ma poi non approfondisco oltre. In quel momento avevo altra musica in testa. Un giorno riascolto per caso Lonesome day e mi scatta qualcosa dentro che mi porta ad approfondire di più la conoscenza di Bruce, ma sempre in maniera superficiale. Poi scopro che nel 2012 viene a Milano e tac, la bomba deflagra completamente. Esco da San Siro quasi piangendo e aspettando che ritorni in Italia. Da lì partono quattro anni in cui ho approfondito Bruce a tutto tondo. E la sua musica ha accompagnato i miei trekking, gli allenamenti per le maratone e anche l’ingresso mio e di mia moglie durante la cerimonia del matrimonio.
    Che dici, sono abbastanza springsteeniano? =D

    • Mi sono commosso leggendo il tuo commento perché la parte dove menzioni il tuo amico diventato testimone di nozze è una storia molto simile a quella che lega me e il mio migliore amico 🙂 La Musica unisce, soprattutto quella del Boss. Sembriamo dei pazzi noi Springsteeniani, ma quando lo ascolti e lo vedi dal vivo per la prima volta la tua vita cambia per davvero. E chi non l’ha mai visto non può capirlo, va vissuto.
      Non c’è un metro di giudizio, ognuno è Springsteeniano a modo proprio ed è sempre il modo giusto! 😉 Grazie della lettura e del tuo commento 🙂

  11. Beh che dire….mi hai commossa. E io sono molto ma molto più “grande” (vecchia mai) di te, e sono pazza di quest’uomo fin da quando quel lontano 21 giugno 85, grazie all’allora mio moroso che era già fanatico perso (e che ora è mio marito) ebbi la fortuna di assistere dal pit (che allora era un vero massacro, per niente regolamentato come ora) al primo epico concerto a san Siro.
    A metà concerto la stanchezza le esalazioni del prato calpestato sotto il solleone estivo e la folla che a ondate ci spingeva contro la transenna fece sì che svenni, e mi sentii letteralmente estrarre da un energumeno sotto al palco, così io e il mio ragazzo finimmo di godere il concerto al riparo dalla folla, oltre la transenna…
    Sono passati 31 anni, e da allora non so più quanti concerti qui in Italia, in Svizzera, Francia, Inghilterra….un paio di volte sono riuscita ad avvicinarlo e a stringergli anche la mano, e ho ancora i brividi al pensiero.
    La passione esplode ogni volta più potente, e domenica scorsa e poi ieri ho creduto che mi sarebbe scoppiato il cuore.
    E non ce n’è mai abbastanza…. È un po già soffro all’idea che dopo Roma bisognerà attendere di nuovo un altro tour…..

    • Grandissima Patrizia! 🙂 Grazie mille per la lettura e soprattutto per il racconto delle tue emozioni vissute in un concerto storico come quello dell’85. Sono felice di averti commossa così come tu hai commosso me. Bellissimo sapere che quel fidanzato è diventato poi tuo marito e che la vostra storia d’amore, magari anche grazie alla condivisione della Musica del Boss, continui dopo tutti questi anni 🙂 Queste sono le cose che fanno bene nella vita!
      Sì, il momento in cui anche la data di Roma sarà passata sarà veramente drammatico, io non mi riprendo già dalla doppietta Milanese che ci invidia tutto il mondo!
      Grazie di nuovo, spero di leggere altri tuoi commenti qui sul sito 🙂 A presto!

  12. Beh che dire….mi hai commossa. E io sono molto ma molto più “grande” (vecchia mai) di te, e sono pazza di quest’uomo fin da quando quel lontano 21 giugno 85, grazie all’allora mio moroso che era già fanatico perso (e che ora è mio marito) ebbi la fortuna di assistere dal pit (che allora era un vero massacro, per niente regolamentato come ora) al primo epico concerto a san Siro.
    A metà concerto la stanchezza le esalazioni del prato calpestato sotto il solleone estivo e la folla che a ondate ci spingeva contro la transenna fece sì che svenni, e mi sentii letteralmente estrarre da un energumeno sotto al palco, così io e il mio ragazzo finimmo di godere il concerto al riparo dalla folla, oltre la transenna…
    Sono passati 31 anni, e da allora non so più quanti concerti qui in Italia, in Svizzera, Francia, Inghilterra….un paio di volte sono riuscita ad avvicinarlo e a stringergli anche la mano, e ho ancora i brividi al pensiero.
    La passione esplode ogni volta più potente, e domenica scorsa e poi ieri ho creduto che mi sarebbe scoppiato il cuore.
    E non ce n’è mai abbastanza…. È un po già soffro all’idea che dopo Roma bisognerà attendere di nuovo un altro tour…..

    • Grandissima Patrizia! 🙂 Grazie mille per la lettura e soprattutto per il racconto delle tue emozioni vissute in un concerto storico come quello dell’85. Sono felice di averti commossa così come tu hai commosso me. Bellissimo sapere che quel fidanzato è diventato poi tuo marito e che la vostra storia d’amore, magari anche grazie alla condivisione della Musica del Boss, continui dopo tutti questi anni 🙂 Queste sono le cose che fanno bene nella vita!
      Sì, il momento in cui anche la data di Roma sarà passata sarà veramente drammatico, io non mi riprendo già dalla doppietta Milanese che ci invidia tutto il mondo!
      Grazie di nuovo, spero di leggere altri tuoi commenti qui sul sito 🙂 A presto!

  13. ho letto tutto d’un fiato anche se sono in ufficio al lavoro…. aspettavo di farlo da ieri sera!!! Che dire, hai detto tutto quello che conta, tutto quello che c’è da dire su questo grandissimo artista. Posso solo aggiungere in breve la mia esperienza che parte dal 1984 dove ho imparato a conoscerlo e apprezzare le sue canzoni. Mi sono ritrovata nel 2010 un po’ persa, spaesata, disorientata e piena di incertezze quando mi hanno diagnosticato un cancro ma la sua musica era li, per aiutarmi, per farmi andare avanti e per non mollare. Così da allora ho eletto come la mia canzone NO SURRENDER che ascoltavo ininterrottamente durante tutti i cicli di chemio ed è ormai il mio motto. Hai detto bene, c’è chi ama il boss e chi non lo ha mai visto dal vivo…. A Firenze nel 2012 quando è partito l’attacco della canzone non sono riuscita a resistere e mi sono seduta con la testa bassa, ho chiuso gli occhi e l’ho ascoltata così mentre la mia amica mi teneva per mano per tutto il pezzo. Questo è springsteen questa sono io.

    • Grazie Vera per aver letto con questa passione e per aver condiviso la tua storia 🙂
      Ognuno ha una propria canzone che lo rappresenti soprattutto quando la vita ci segna. La forza che ci vuole per affrontare una prova come quella che hai dovuto affrontare tu è enorme e la Musica è spesso una fonte inesauribile di energia e forza di volontà. No Surrender credo fosse l’espressione migliore che potesse esprimere il tuo stato d’animo. Spero che tu abbia vinto definitivamente la tua battaglia, a suon di No Surrender, con accanto la tua amica che ha condiviso con te il concerto! 🙂
      Grazie per il tuo commento 🙂

  14. ho letto tutto d’un fiato anche se sono in ufficio al lavoro…. aspettavo di farlo da ieri sera!!! Che dire, hai detto tutto quello che conta, tutto quello che c’è da dire su questo grandissimo artista. Posso solo aggiungere in breve la mia esperienza che parte dal 1984 dove ho imparato a conoscerlo e apprezzare le sue canzoni. Mi sono ritrovata nel 2010 un po’ persa, spaesata, disorientata e piena di incertezze quando mi hanno diagnosticato un cancro ma la sua musica era li, per aiutarmi, per farmi andare avanti e per non mollare. Così da allora ho eletto come la mia canzone NO SURRENDER che ascoltavo ininterrottamente durante tutti i cicli di chemio ed è ormai il mio motto. Hai detto bene, c’è chi ama il boss e chi non lo ha mai visto dal vivo…. A Firenze nel 2012 quando è partito l’attacco della canzone non sono riuscita a resistere e mi sono seduta con la testa bassa, ho chiuso gli occhi e l’ho ascoltata così mentre la mia amica mi teneva per mano per tutto il pezzo. Questo è springsteen questa sono io.

    • Grazie Vera per aver letto con questa passione e per aver condiviso la tua storia 🙂
      Ognuno ha una propria canzone che lo rappresenti soprattutto quando la vita ci segna. La forza che ci vuole per affrontare una prova come quella che hai dovuto affrontare tu è enorme e la Musica è spesso una fonte inesauribile di energia e forza di volontà. No Surrender credo fosse l’espressione migliore che potesse esprimere il tuo stato d’animo. Spero che tu abbia vinto definitivamente la tua battaglia, a suon di No Surrender, con accanto la tua amica che ha condiviso con te il concerto! 🙂
      Grazie per il tuo commento 🙂

  15. Sono un vecchio fan, l’ho scoperto nel lontano ’83 grazie al bootleg di Passaic, concerto incredibile, che mi prestò un compagno di classe. Fu una folgorazione e cominciai spasmodicamente ad acquistare i suoi dischi e a documentarmi, purtroppo all’epoca non c’era internet, youtube e altro per cui le notizie sul Nostro erano veramente poche, l’unico che passava qualcosa era Carlo Massarini su Mr Fantasy, la mitica trasmissione della Rai anni ’80 “fra mezzanotte e l’alba”. Quando arrivò il tour di Born in the USA in Italia ero già un discepolo del Boss ma non riuscii ad andare a vederlo perchè era l’anno della maturità…mi rifeci nell’88 col tour di Tunnel of love e andai a vederlo a Torino, Roma e Basilea. Da allora L’ho visto una ventina di volte, l’ultima nell’incredibile data di Roma, ma non mi stancherei mai di seguirlo live, la prossima volta spero di portarci anche mio figlio 15enne, che non è un fan ma conto sul potere di conversione di Bruce dal vivo, funziona sempre….in questi anni ne ho visti tanti di miscredenti convertirsi a Bruce…

  16. Sono un vecchio fan, l’ho scoperto nel lontano ’83 grazie al bootleg di Passaic, concerto incredibile, che mi prestò un compagno di classe. Fu una folgorazione e cominciai spasmodicamente ad acquistare i suoi dischi e a documentarmi, purtroppo all’epoca non c’era internet, youtube e altro per cui le notizie sul Nostro erano veramente poche, l’unico che passava qualcosa era Carlo Massarini su Mr Fantasy, la mitica trasmissione della Rai anni ’80 “fra mezzanotte e l’alba”. Quando arrivò il tour di Born in the USA in Italia ero già un discepolo del Boss ma non riuscii ad andare a vederlo perchè era l’anno della maturità…mi rifeci nell’88 col tour di Tunnel of love e andai a vederlo a Torino, Roma e Basilea. Da allora L’ho visto una ventina di volte, l’ultima nell’incredibile data di Roma, ma non mi stancherei mai di seguirlo live, la prossima volta spero di portarci anche mio figlio 15enne, che non è un fan ma conto sul potere di conversione di Bruce dal vivo, funziona sempre….in questi anni ne ho visti tanti di miscredenti convertirsi a Bruce…

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