E così, sono 67, amico mio…

Perché ti scrivo? Perché mi hai cambiato la vita, in un modo o nell'altro Condividi il Tweet

Noi non ci conosciamo – non di persona, perlomeno, non ci siamo mai incontrati. Tu non sai nemmeno io chi sia, ma nonostante questo voglio prendermi il tempo per dirti alcune cose.

Buon Compleanno Bruce Springsteen! – Lettera aperta a un Amico

Quando nel 2010 ho ascoltato la tua Musica per la prima volta non avevo idea di chi fossi: tutto ciò che sapevo era come la tua “Radio Nowhere” mi avesse fatto impazzire totalmente! Ho cominciato da lì, in una terra così lontana dai tuoi albori che solo tu puoi immaginare quanto avessi da ascoltare, della tua Musica, e quanto avessi da scoprire della tua carriera.

E così ho iniziato la mia scoperta e qualcosa di speciale è accaduto, immediatamente, fin da subito. Qualcosa che non era mai accaduto prima di allora: più scoprivo e più avevo fame di sapere; più ascoltavo e più volevo sentire. Non ne avevo mai abbastanza. Sei entrato nella mia vita come un faro: io ero il pescatore che vagava nella notte e tu mi hai mostrato la via, illuminando ogni cosa nel buio!

Ho imparato così tanto da te… a partire dall’approccio alle cose, alla vita.

Mi hai insegnato come il fallimento non sia niente di così negativo come invece siamo portati a pensare, perché il fallimento fa parte della nostra vita: ciò che realmente fa la differenza è se e COME lo ammettiamo a noi stessi.

Fin da subito sei diventato come un amico, per me, qualcuno al quale non poter parlare ma che mi parlava con la sua Musica, aprendo il proprio cuore e mostrando la sua anima.

L’anima: questo è ciò che ti rende differente da ogni altro artista che possa ascoltare o supportare. Fin dalla prima volta che ho ascoltato la tua Musica ho subito capito quanto tu metta te stesso in ciò che scrivi.

Beh, ma è ciò che ogni cantautore solitamente fa“, ti starai dicendo. Di solito, ma non è ciò che avviene sempre.

Ciò che ricordo perfettamente è stato il primo ascolto del tuo “[easyazon_link identifier=”B00VJ287JO” locale=”IT” tag=”ascoltieracco-21″]The Wild, The Innocent & The E StreetFeelings | Happy Birthday Bruce Springsteen - Open letter to a friend Shuffle[/easyazon_link]”. Hai scritto ogni canzone di quel disco quando avevi all’incirca 22 anni e ciò che ho pensato in seguito a quel mio primo ascolto fu: “Com’è possibile che un ventiduenne possa aver scritto queste canzoni? Com’è possibile che abbia composto un capolavoro come “New York City Serenade?

Ero totalmente sconvolto! Poi ho iniziato a scoprire la tua vita e lì ho capito. Sei passato attraverso un processo creativo e di scrittura talmente forte e infinito da non essere tutt’oggi ancora terminato. I tuoi primi due album non hanno venduto come tutti si aspettavano, all’epoca, e così sei tornato in studio per registrare “Born To Run“, “il miglior disco che chiunque potesse mai aver sentito” – giusto per citare le tue stesse parole.

Niente accade semplicemente nella vita, nemmeno se sei un cantautore che insegue il suo successo. Hai registrato tre album prima di poterlo raggiungere e sai perché? Perché i sogni sono complicati, richiedono fatica, ma tu hai combattuto e sofferto perché quei sogni restassero vivi e si realizzassero!

Questo è un punto che conosci molto bene, specialmente pensando a tuo padre e al rapporto che hai sempre cercato di costruire con lui, non riuscendo mai a ottenerlo.

Hai iniziato dal nulla e ti sei guadagnato ogni centesimo di ciò che hai oggi. Hai iniziato a comporre – giorno dopo giorno – parlando alle persone, condividendo con loro i tuoi pensieri attraverso le tue canzoni. Hai mostrato tutto te stesso, mostrando anche le tue debolezze e, in alcuni casi, i tuoi limiti.

Mi viene in mente “Independence Day“: la prima volta che ho avuto la fortuna di sentirla dal vivo è stata quest’anno, lo scorso 3 Luglio a Milano, durante la prima delle due serate milanesi.

Ancor prima che tu iniziassi a cantare io stavo già piangendo. A farmi scoppiare in lacrime fu ciò che tu dissi prima di attaccare con la prima strofa: “Questa è la prima canzone che ho scritto riguardante il rapporto padre-figlio”. Per me fu abbastanza per farmi capire quanto tu abbia affrontato, per decenni, il modo in cui ti sei sentito al riguardo, riguardo all’idea che avevi di tuo padre. Ogni fan di Springsteen sa bene quanto tu abbia sofferto per questo, ma non avrei mai immaginato cosa potesse scatenarmi dentro sentendoti pronunciare quelle parole. Ho sentito come una specie di connessione, una sorta di empatia che mi ha permesso di capire ancora di più, ancora meglio, ogni tuo sentimento vissuto in precedenza per via di quella complicata relazione padre-figlio.

Ne hai parlato proprio settimana scorsa, durante l’intervista che hai rilasciato alla CBS:

[…] Lui è entrato e ha detto: “Lo sai, sei stato molto buono con noi. Io non sono stato altrettanto buono con te” e gli ho risposto: “Beh, hai fatto del tuo meglio”. È stata una piccola cosa che però significava tutto, per me. Sentirgli dire quelle parole ha cambiato immediatamente il nostro rapporto. È stato un bell’epilogo al nostro rapporto.

Quando questo avvenne tu stavi per diventare padre per la prima volta, le cose stavano nuovamente cambiando per te. Era il 1991, più di quindici anni dopo del tuo successo, ma nonostante fossi già così famoso, stavi ancora soffrendo per questo.

Questo è il motivo per il quale sei diverso. Sei sempre stato la persona dietro all’artista e prima dell’icona musicale che sei diventato. Non hai mai dimenticato le tue origini, non hai mai perso la tua anima. Non hai mai perso la tua umanità.

Feelings | Happy Birthday Bruce Springsteen: open letter to a friend!E che posso dire della tua depressione?

This is my confession: I need your heart in this depression

Canti in “This Depression”.

Hai scritto questa canzone per “Wrecking Ball“, un album dedicato alla crisi economica che l’America ha affrontato a partire dal 2009. Devo ammetterlo: quando l’ho sentita la prima volta ho pensato l’avessi davvero scritta per il periodo di depressione economica che il tuo paese stava vivendo, ma adesso so come non stessi parlando di quello – o perlomeno non soltanto di quello.

Parlavi di te stesso e quel che io pensavo fosse un generico “I need your heart“, era invece dedicato a Patti, la donna che ami ancora oggi, dopo 25 anni di matrimonio.

Anche una persona come te può sentirsi debole, fragile, ma tu non hai mai nascosto le tue paure né il tuo “lato buio”.

Questo è il motivo per il quale sei diverso: perché sei sempre stato uno di noi, hai sempre fatto parte di “noi”. Hai sempre parlato con noi e non soltanto “a noi”, ascoltando sempre ciò che avevamo da dire.

Oggi ne compi 67 e per festeggiare il tuo compleanno hai pubblicato “[easyazon_link identifier=”B01ISTDC9K” locale=”IT” tag=”ascoltieracco-21″]Chapter & Verse[/easyazon_link]”, il disco che completa “[easyazon_link identifier=”8804669322″ locale=”IT” tag=”ascoltieracco-21″]Born To Run[/easyazon_link]” – l’autobiografia che hai scritto in questi ultimi sette anni della tua vita.

Anche questa volta comprerò ciò che pubblichi, perché è il mio modo per dirti un enorme “Grazie” per tutto ciò che hai fatto per me, fino adesso – sebbene tu non mi conosca.

Questo è il tuo giorno, amico mio, e voglio augurarti tutto il meglio.

Buon Compleanno Bruce Springsteen!

Greetings from Italy, il paese che ti ama, il paese che tu ami.

Mauro Abbatescianna.

[vcex_divider style=”solid” icon_color=”#000000″ icon_size=”14px” margin_top=”10px” margin_bottom=”10px”]

Questi sono semplicemente i miei pensieri, ciò che volevo far sapere a Bruce. Voglio ringraziarti per essere arrivato fino a qui, per aver letto fino alla fine: grazie di cuore. Prima di pubblicare questa lettera aperta non ero così sicuro di farlo. Poi ho iniziato a scrivere… ed eccoci qui!

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