Ma quanto è bello il suono analogico della musica in Vinile? Quanto è piacevole quella sensazione che si ha nel sentire fisicamente un prodotto audio o audiovisivo mentre lo si stringe tra le mani? Lo so, lo so, siamo nel 2016 e già da un bel pezzo i supporti digitali, soprattutto gli mp3 – la cosiddetta “musica liquida” – sono diffusi e hanno reso molto più semplice la vita a chi ascolta molta Musica.

Ed è vero, come potremmo mai sentire un vinile in macchina oppure guardare un film sul nostro smartphone senza l’avvento del digitale? E infatti la fruibilità e la comodità non si discute!

Ma c’è un aspetto sul quale voglio soffermarmi con questo post: le emozioni.

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Se frugo tra i miei ricordi, penso a quando da bambino io e mio fratello chiedevamo ai nostri genitori di prenderci i vinili che c’erano nel ripostiglio per farceli ascoltare. Mi ricordo benissimo quando vidi per la prima volta quei cerchi neri enormi! Mi affascinava vedere come fossero lucidi nel loro essere così neri, mi chiedevo come fosse possibile! Era bellissimo vederli girare sul piatto e cercare di capirne il principio per il quale da un solco potesse uscirne un suono. E da lì, scoprii che quello che girava sul piatto si chiama Vinile.

Ma quello che mi ha sempre più meravigliato era ed è tuttora la bellezza degli artwork che vengono pensati e disegnati per il disco, per non parlare di quegli album cosiddetti gatefold, ovvero apribili a libro e dove al loro interno sono stampati immagini, grafiche o quant’altro.

Acquistare e ascoltare un disco in vinile è un po’ come un rito: da quando decidi di comprarlo lo osservi, lo studi, lo maneggi e ne percepisci la bellezza fisica di quel che significa sentire la trama della carta sotto le dita. Che sia nuovo o usato, lo ammiri in tutta la sua bellezza, ti emoziona già nel suo supporto, ancor prima di metterlo sul giradischi per far partire la riproduzione musicale.

Questo è l’aspetto più bello che manca totalmente nella musica comprata su iTunes o in qualunque altro store digitale! La musica è un’emozione, sotto tutti i punti di vista, anche sotto quello visivo per il prodotto finito che si acquista.

Vinile: la musica migliore
Vinile: la musica migliore

Poi premi play e dalle casse esce quel suono caldo che ti avvolge, con quel sottofondo particolare che solo una puntina che legge i solchi d’incisione è in grado di ricreare. E lì le emozioni si amplificano.

L’aspetto secondo me più bello dal punto di vista riproduttivo è che l’attenzione all’ascolto, col vinile, è molto più alta rispetto all’ascolto da CD o tramite mp3/.flac o qualunque altro formato digitale.

Se ci pensi, quante volte ascoltando musica in macchina salti da una traccia all’altra skippando quelle che magari non ti coinvolgono subito? Nel farlo crei inevitabilmente una preferenza nella riproduzione, lasciando spesso in secondo piano tutte quelle canzoni che non ti convincono e di un disco di 10 canzoni, magari ne ascolti 7.

Questo col vinile non lo fai, nè può essere fattibile allo stesso modo! Certo, puoi stare a spostare il braccetto da una traccia all’altra del disco, è chiaro, ma di certo non lo fai con la stessa frequenza e facilità con puoi cambiare canzone con CD ed mp3. Questa, secondo me, è la vera grossa differenza nell’approccio all’ascolto di un disco in vinile. È l’attenzione e il valore che si da alla musica in sé a essere cambiato negli anni, ancor prima dei suoi supporti di registrazione e riproduzione.

Questo non significa che ascoltare musica in digitale non comporti un coinvolgimento emotivo o che veng fatto senza attenzione, assolutamente, non è ciò che sto dicendo. Ciò che intendo dire è che l’ascolto, sotto questo punto di vista, è cambiato nel tempo anche nell’approccio dell’ascoltatore stesso.

Secondo me è questo che fa veramente la differenza tra la musica in vinile e quella “liquida”: l’attenzione che gli viene dedicata, oltre alla bellezza del prodotto in sé e al calore sonoro.

Tu che ne pensi? Ci avevi mai pensato a questo aspetto nel confronto tra la musica analogica e quella digitale? Dimmelo nei commenti, raccontandomi, soprattutto, le emozioni che ti suscita ascoltare un vinile!

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Mauro Abbatescianna