Oggi, un anno fa, era il day after della prima doppietta assoluta di Bruce Springsteen a San Siro. Non era mai successo prima. Ma che cos’è successo in quest’anno? Cos’è cambiato dentro di me e dentro ogni Springsteeniano professante come me?

Scopriamolo insieme!

Bruce Springsteen e la doppietta di San Siro: le emozioni un anno dopo

Se chiudo gli occhi ho ancora tutto quanto davanti a me, scalfito nella mia memoria, nel mio cuore e nella mia anima.

Precisamente un anno fa mi svegliavo distrutto, stanco morto per i due concerti incredibili che avevo visto a San Siro: 3 e 5 luglio.

Il ritorno di Bruce Springsteen, del mio messia come del messia di milioni di italiani. Sì, milioni, perché se soltanto ce ne fosse stata la possibilità allo stadio ci sarebbe entrata tutta l’Italia amante del Boss e non “solo” gli 80 mila spettatori a serata.

Il Boss è così: muove una paese intero, lo mobilita e lo riattiva. Gli Springsteeniani sono sempre lì, nel sottosuolo, conducono una vita normale – ognuno nella sua quotidianità – ma basta un cenno, una parola, un riferimento a qualsiasi cosa legata a Bruce Springsteen per farli uscire fuori allo scoperto, per vederli esplodere in un sorriso infinito di felicità misto a nostalgia e sentirli parlare con la gioia che solo la Sua Musica è capace di regalare.

Gli piace quel che fa e sa di avere un fortissimo appeal sui suoi fans. Sa di essere seguito in capo al mondo dai più irriducibili e questo, sicuramente, è anche ciò che ci permette di assistere a dei concerti epici! Tutto questo affetto che Bruce Springsteen riceve dai suoi Springsteeniani lo traduce in energia, sudore e Rock N Roll!

Riprendersi dalla doppietta di San Siro è praticamente impossibile, soprattutto se penso anche alla data di Roma. Se mi segui da un po’ allora avrai letto il mio articolo su come essere Springsteeniano ti cambi la vita e saprai come il mio sogno è sempre stato quello di sentire New York City Serenade dal vivo – se non l’hai ancora letto non puoi perdertelo! Leggilo a questo link.

La data di Roma del 16 Luglio al Circo Massimo rimarrà nel mio cuore e nella mia memoria anche solo per l’apertura proprio con quel capolavoro, eseguito con la Roma Sinfonietta – proprio come fece la prima volta a Roma nel 2013.

Nonostante questo, però, la scaletta della seconda data di Milano rimane a mio avviso la perfezione fatta concerto! Sicuramente sono di parte perché il 5 luglio ha fatto praticamente tutti i pezzi che speravo facesse, ma cazzo, puoi mettere in piedi una setlist dove nelle prime tre canzoni piazzi “Meet Me In The City“, “Prove It All Night” e “Roulette“? Con “Meet Me In The City” come première europea per di più!

Ma fosse solo quello! Nella stessa serata: “Fire“, “Rosalita (Come Out Tonight)“, “Something In The Night“, “Racing In The Street“, “The Promised Land“, “Cadillac Ranch“, “Streets Of Fire” e “The Price You Pay“!

A rileggere la scaletta rimango tuttoggi sconvolto! Ecco perché non passerà mai, nemmeno dopo un anno!

Per di più il Nostro non ha fatto un bel niente per farsi dimenticare, anzi! Ha fatto uscire prima Chapter & Verse e poi Born To Run, la sua autobiografia ufficiale ed è soprattutto questo libro che ha risvegliato tutto quanto dentro di me, dentro ognuno di noi che Bruce Springsteen lo amiamo fino in fondo.

Chi segue il Boss conosce bene o male tutto quel che lo riguarda, sia musicalmente che a livello personale – perlomeno riguardo alla sua vita privata resa pubblica da lui stesso. Nonostante questo, però, un libro come Born To Run ha scosso e commosso chiunque l’abbia letto. Questo perché la rilettura della sua vita è partita da lui stesso, dal suo punto di vista. In qualche modo si è autopsicanalizzato, parlando del suo tortuoso e difficile rapporto col padre come di moltissimi altri aspetti della sua infanzia e della sua vita personale.

In questo anno è uscito anche Soulfire, l’ultimo album di Little Steven che non pubblicava nulla di nuovo da moltissimi anni. Il braccio sinistro del Boss ha suonato a Pistoia due giorni fa e sicuramente in molti sono andati a vederlo perché qualunque membro della E Street Band è parte di ognuno di noi.

Negli ultimi 365 giorni si è inseguita moltissime volte la voce di un disco solista di Bruce Springsteen che, secondo le speculazioni, potrebbe uscire a Settembre 2017. Data spesso smentita nonostante il Boss in persona abbia parlato di un disco pressoché già pronto, realizzato da solista e con delle produzioni totalmente insolite e nuove rispetto a quanto fatto da lui finora.

Capisci perché con lui non potrà mai passare? Perché ti tiene sempre lì, sull’attenti e sul chi va là! Quando decide di parlare c’è sempre da tremare e tenere la carta di credito pronta! Potrebbe annunciare un nuovo disco e un nuovo tour in ogni istante dell’anno. Quell’uomo non è mai fermo, ha sempre qualche idea che gli frulla per la testa e registra molto spesso quel che pensa.

Non potremo mai riprenderci perché assistere alla prima doppietta della storia di Bruce Springsteen significa essere entrati nella storia a propria volta! Io sono del 1988 e non ho avuto la fortuna di poter vivere il periodo d’oro del Rock N Roll, così come di poter assistere ai concerti epici di cui tutti si ricordano.

Per questo aver vissuto un avvenimento del genere è un po’ come aver trovato la mia Woodstock!

Il 2016 è stato un anno incredibile proprio grazie ai tre concerti di Bruce Springsteen ed è una di quelle cose che sai di poter raccontare ai tuoi figli e nipoti. Uno di quei racconti da far brillare gli occhi del piccolo davanti a te mentre ti incalza chiedendoti il “perché” di mille cose, mentre ti chiede di spiegargli ogni singolo dettaglio di quello che hai visto, che hai vissuto! E tu sarai lì a farlo sognare, a fargli rivivere i concerti di Bruce Springsteen con le tue parole, coi tuoi ricordi, con le tue emozioni e i tuoi occhi lucidi per la nostalgia di quei momenti vissuti con le persone alle quali vuoi bene, persone che sicuramente sono rimaste con te nel corso degli anni.

Perché Bruce Springsteen è soprattutto questo: è l’umanità che unisce chi lo segue, è l’amicizia che nasce quando incontri persone che condividono la tua stessa passione e che la stragrande maggioranza delle volte conosci proprio a un concerto del Boss.

Bruce Springsteen a San Siro per la sesta volta (la mia terza)

La cosa bella sai qual è? Che qualunque Springsteeniano potrebbe scrivere quel che hai appena letto, perché le esperienze vissute da ognuno di noi, per quanto possa sembrare strano, quasi assurdo, sono le esperienze vissute da tutti quanti. Cambiano nelle sfumature, ma di fondo ognuno di noi ha amicizie nate a un concerto di Springsteen che continuano da anni, ognuno di noi ha dei ricordi indelebili che vanno oltre all’immaginabile e che portano a commuoversi ogni volta che riaffiorano, ognuno di noi ha la stessa voglia di partire e rincorrere il sogno di incontrarlo, di potergli dire anche solo “Grazie per la tua Musica. Grazie per tutte le emozioni”.

Ne ho visti moltissimi di concerti in questo ultimo anno: Gov’t Mule, Eddie Vedder, Glen Hansard, Aerosmith, Deftones, The Who e moltissimi altri. Concerti di ogni genere, ognuno con le sue emozioni. Ne ho visti moltissimi, ma quello che mi riaffiora nel cuore ripensando alla doppietta di San Siro è inarrivabile…

Non passerà mai. Né mai vorremmo farcela passare. Questo significa essere Springsteeniani. Un anno dopo ancora di più!

Mauro Abbatescianna