Hai presente quando ascolti un disco per la prima volta, di una band a te sconosciuta, e vieni totalmente travolto da quel che è il suono che ne esce?

Ecco, questo è ciò che mi è successo ascoltando Surfacing To Breathe dei CLUSTERSUN.

Lo so, cominciare una recensione con questa dichiarazione fa già capire che direzione prenderà la stessa, ma in certi casi le mezze misure non solo non servono, ma sarebbero anche sbagliate e fuori luogo.

Surfacing To Breathe NON è un disco di mezze misure. Scopriamo insieme il perché!

#Recensione #SurfacingToBreathe dei @CLUSTERSUN @SeahorseRec #CLUSTERSUN Condividi il Tweet

I CLUSTERSUN sono una band di Catania nata nel 2013 tra i suoni dello shoegaze, dello space-rock e della psichedelia. Un mix di generi simili non poteva che portare a una sensibilità sonora concretizzata con “Be Vegetal”, singolo autoprodotto che ha colpito Dave Allison – boss di Custom Made Music, etichetta indipendente americana – tanto da spingerlo a introdurre il pezzo nella compilation CMM Summer Sampler pubblicata in tiratura limitata di mille copie oltre a essere trasmesso nel circuito delle radio universitare degli States.

Dopo la firma con Seahorse Recordings, indie label italiana, i CLUSTERSUN pubblicano Out Of Your Ego, il loro disco di debutto che esce nell’Aprile 2014 con un pubblico e una vocazione internazionali anche grazie alla distribuzione Audioglobe/The Orchard. Di internazionale c’è anche l’artwork curato da Brooke DiDonato, giovane e talentuosa fotografa di New York. Grazie al singolo “Hipgnosis” contenuto in questo album, i CLUSTERSUN ottengono un ottimo riscontro da parte del pubblico e della critica sia nazionale che estera.

Hipgnosis” viene, ad esempio, inserito all’interno di REVOLUTION – The Shoegaze Revival, una compilation con al suo interno 30 bands selezionate da ogni parte del mondo, progetto supportato da Joe Foster (produttore di My Bloody Valentine, Primal Scream, The Jesus And Mary Chain).

I CLUSTERSUN hanno all’attivo anche un tour in America, con tappe a New York, Boston, Philadelphia e molte altre città.

Surfacing To Breathe è uscito lo scorso 19 Maggio per Seahorse Recordings. Il disco è stato registrato da Piergiorgio Campione allo Studio12 di Catania, prodotto dai CLUSTERSUN e da Alessio Pindinelli e mixato da Fabio Galeone e Alessio Pindinelli al Wax Recording Studio di Roma. Il mastering è stato affidato a Carl Saff a Chicago.

L’artwork, invece, è stato curato da Ilaria Facci, una talentuosa fotografa internazionale che ha fatto di Londra la sua base operativa.

Recensione | "Surfacing To Breathe" dei CLUSTERSUN: #Shoegaze, maturità e qualità Made in Italy!
CLUSTERSUN – “Surfacing To Breathe”

Ed è proprio dall’artwork che voglio partire a parlarti di questo Surfacing To Breathe dopo averti raccontato un po’ meglio chi sono i CLUSTERSUN.

La copertina mi ha infatti ricordato molto Saturday Night Wrist dei Deftones, anch’esso raffigurante una donna in copertina, lì in una posa a metà tra l’orgasmo e il dolore. Nel concept di Surfacing To Breathe è una questione di sopravvivenza: c’è la necessità di affiorare e tornare in superficie per poter respirare.

Questo senso di oppressione e di quasi soffocamento si percepisce molto nel muro di suono sprigionato da Marco Chisari (voce e basso), Mario Lo Faro (chitarre), Piergiorgio Campione (sintetizzatori, tastiere, cori) e Andrea Conti (batteria): tutta quanta la band funziona a dir poco alla perfezione.

Ogni sfumatura, ogni linea di basso, ogni giro di batteria: tutto quanto è amalgamato in un modo impeccabile. La voce di Marco Chisari ti entra in testa e ti rimane lì, rimbombante, come accade ascoltando “The Whirling Dervish“, il pezzo a mio giudizio più riuscito di tutto quanto il disco, grazie alle sue atmosfere spaziali che ti portano al suo interno facendoti diventare il protagonista e non un mero ascoltatore, trasformandoti in colui che di colpo si trova a volare, come in una visione.

All of a sudden, without a reason, my feet were free from solid ground. Set the controls for the heart of the Sun

Raw Nerve” è il primo singolo estratto da questo nuovo lavoro della band catanese ed è anche il pezzo che apre il disco e già con questa canzone si capisce l’abilità dei CLUSTERSUN nel rendere sonoricamente le atmosfere e i sensi di ciò che scrivono. Il basso in apertura a questo brano dà perfettamente l’idea dei nervi tesi come “una corda di violino”, di quella tensione che ti fa sentire a nervi scoperti, sensazione ancor più amplificata dagli effetti di riverbero sulla voce e dalla chitarra che sfocia in un tripudio di psichedelia.

La paranoia è la gabbia mentale raccontata benissimo in “Antagonize Me“, dove anche qui i suoni stridenti tirati fuori magistralmente danno la netta sensazione di quel che i CLUSTERSUN ci vogliono far sentire. Un pugno dritto in pancia!

La speranza di non farsi soffocare e l’appiglio per riafforare a respirare arrivano con “Don’t Let The Weight Of Your Soul Drag You Down“, un pezzo puramente strumentale che esprime la difficoltà di chi quotidianamente viene trascinato in basso nel proprio abisso da quelli che possono essere i propri demoni annidati nell’anima, demoni che predono forma nelle ambientazioni cupe che vengono dipinte in modo sonoro dalla band.

E come un circolo che si compie arriva la title track, “Surfacing To Breathe“, a evolvere quel suono e quelle sensazioni di sopravvivenza e a tratti di rinascita.

(It) Feels like a new creation. Breathe as it never ends

Emotional Painkiller” apre alla sofferenza e alle emozioni dell’amore e lo fa con delle figure retoriche molto belle proprio nel testo:

What if the moon’s gonna sharpen her blade
Raising her perfectly arched eyebrow over me
What if the sound of my whisper will fade
Just like a picture in one of those books you keep

Parole accompagnate da una ritmica sempre coinvolgente e da una coda che rappresenta lo stridere dei pensieri causato dalle pene di un amore complicato e nato quasi per gioco.

Conclusioni:

Prezzo: EUR 15,99
Surfacing To Breathe è potente, senza fronzoli né mezze misure; è un disco che mostra già un’enorme maturità e rappresenta una bella evoluzione rispetto al precedente Out Of Your Ego. All’interno di questa nuova fatica discografica è presente una bella spremuta di emozioni sottoforma musicale, di quella Musica di qualità e dal profumo prettamente internazionale di chi vuole farsi conoscere davvero – e non a caso i CLUSTERSUN sono stati apprezzati persino in America.

Venire a conoscenza di questa band italiana non fa altro che confermare ciò che ho sempre saputo: l’Italia è piena zeppa di artisti e band di talento, di musicisti con delle VERE idee discografiche e con la voglia di farsi conoscere e di fare Musica per l’amore di questa meravigliosa forma d’arte. Bisogna solo sapere dove cercare e AscoltieRacconti.com cerca sempre di fare la sua parte! 😉

I CLUSTERSUN fanno parte di questo “club” dove per accedere non serve nessuna tessera ma solo tanta, tanta passione e tanta voglia di dire: “Questi siamo noi e facciamo questa Musica. E ora fatevi travolgere dal nostro muro di suono!”

Mauro Abbatescianna


Conoscevi già i CLUSTERSUN? Se anche per te è il primo contatto con questa band allora scrivimi le tue impressioni nei commenti qui sotto alla recensione e non dimenticare di condividere questo post su Facebook, Twitter, Google+ e WhatsApp!

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